La crisi idrica nel Comune di Borgo S. Lorenzo per i lavori dell'Alta Velocità ferroviaria allarma la Regione
La giunta
regionale, di concerto con il Comune di Borgo San Lorenzo, ha deciso di
attivarsi in ogni sede non soltanto per ottenere il ripristino della situazione
di normalità nella zona interessata dai lavori, ma anche per accertare la
sussistenza di una danno ambientale e chiedere, eventualmente, la sanzione
di coloro che ne hanno la responsabilità.
Ma non e' tutto. Il fenomeno della rarefazione della portata delle sorgenti
che sta interessando la zona circostante il cantiere della Tav si prospetta,
secondo la giunta, come una violazione dell'accordo siglato a suo tempo
da Regione, Tav, Ministero dei trasporti, ministero dell'Ambiente e
Ferrovie dello Stato.
L'accordo infatti diceva testualmente che "..in ogni caso dovrà essere garantito il livello di servizio di fornitura idropotabile per quantità e qualità attualmente erogata". Questa condizione, rileva la giunta, non si sta verificando e proprio per ovviare alla situazione l'Osservatorio ambientale aveva, già dal 16 marzo scorso, imposto il blocco dei lavori, registrando la possibilità di una crisi degli approvvigionamenti. A fronte di tutto questo risulta che il Cavet, il consorzio che ha in appalto i lavori, abbia deciso solo dalla prossima settimana di attivarsi nella ricerca di fonti alternative con il perforamento di nuovi pozzi.
Una perdita di tempo, commenta la giunta, decisamente inspiegabile.