di Aldo Piombino
Qualche tempo fa una TV locale lombarda ha trasmesso un interessante scambio di vedute e punzecchiate tra un politico svizzero e uno italiano. L'elvetico ha detto che in Ticino e a Berna sono molto preoccupati perchè in Italia non si fa niente per le ferrovie di valico, se non parlare, Il politico italico ha risposto che sono in corso le costruzioni di alcune importanti arterie stradali come la nuova Brescia – Bergamo – Milano, la Tangenziale Esterna di Milano e la Pedemontana, però è impossibile fare la tangenziale di Varese fino al confine di Stato (a cui Varese è molto vicina) perchè gli svizzeri non hanno deciso di fare l'autostrada di la del confine. Al che il confederato ha ribattuto che forse il collega non sapeva che sia la Svizzera che l'Unione Europea hanno una politica dei trasporti, a differenza dell'Italia, ed hanno scelto di favorire il ferro; quindi si scordi per ora e per sempre altre autostrade verso l'Italia. Questo è fondamentalmente il problema dell'Italia. Si è sempre privilegiato la mobilità privata su automobile al posto di quella pubblica, su gomma o su ferro. E caratterialmente l'automobile si confà meglio all'individualismo dell'italiano medio. La verità del famoso ingorgo di venerdì 4 dicembre sta in parte anche in questo: se tutti i fiorentini usano la propria automobile per girare per la città, specialmente in ora di punta, non è possible che tutto fili liscio, considerando pure che ai residenti nel comune sommiamo le persone che a Firenze entrano la mattina (basta vedere cosa sono la zona del Galluzzo e il tratto terminale della A11 per rendersi conto di quanti siano). Occorrono però alcune considerazioni: 1. La soluzione però non può essere quella di costringere la gente a lasciare la macchina a casa: oltre a ledere degli inalienabili diritti della persona bisogna considerare che per alcuni è necessario andare in macchina: c'è chi non ha alternative perchè deve andare in una zona non coperta da servizio pubblico o per l'orario o per il luogo, c'è chi deve trasportare cose pesanti o ingombranti (a cominciare dalla spesa) o persone con difficoltà di movimento etc etc. Non sarebbe poi così difficile migliorare il servizio pubblico: non so se vi è mai capitato di prendere un autobus la mattina prima delle 7. La puntualità è vicina alla perfezione. Anzi, è bene arrivare alla fermata un paio di minuti prima dell'orario previsto. Il segreto? In città non c'è ancora traffico. Allora, se si vuole evitare la ripetizione degli ingorghi come quello dell'altro giorno la ricetta è una sola: privilegiare il trasporto pubblico (su gomma e su ferro) e limitare volontariamente l'uso del mezzo privato ai soli casi realmente necessari: il momento che l'utente ha a disposizione un'alternativa comoda, veloce e anche più economica è più facile che lasci la sua automobile dov'è. Come fare?
Poi ci saranno sempre quelli che, magari persino con solide “radici cristiane”: mi dà noia stare su un autobus o un tram fianco a fianco con degli extracomunitati, oppure quelli che il bambino lo porto a scuola con il SUV anzichè con un (eventuale) servizio di scuolabus, o quelli che prendo la macchina perchè devo andare a comprare il giornale. Ma questa è un'altra storia. Di mancanza di senso civico.
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Commenti
Intanto bastava non peggiorare la situazione.
Bella piazza del Duomo senza traffico, ma la città deve pur vivere. Così l'hanno ammazzata.
Il cambiamento, invece di incentivare l'uso dei servizi pubblici ha avuto l'esatto efffetto contrario. Con probabile aumento dell'inquinamento.
Oltre a percorsi lunghissimi e bislacchi, si sono creati percosri in cui i bus di quasi tutte le linee si incolonnano insieme alle auto private.
Quando in Piazza Stazione arriverà finalmente anche la tramvia, ci sarà da piangere: tram sferraglianti, auto private obbligate a passare di lì per il parcheggio della Stazione, autobus incolonnati, pedoni che devono attraversare di fretta per arrivare ai treni. Il tutto adeguatamente rallentato da una quantità incredibile di semafori. Ma perché non hanno fatto almeno i sottopassaggi pedonali?
Altro che restituire il centro ai fiorentini... Si va sempre di più verso il modello Disneyland. Gli unici a beneficiarne (forse) saranno i turisti. I fiorentini avrebbero maggiormente beneficiato della pedonalizzazione di via Gioberti ad esempio, non vanno certo a far la spesa o a mangiare in quei quattro bruttissimi esercizi acchiappaturisti tutt'intorno al Duomo. In ogni caso ora gli è impossibile arrivarci. Ma si sa, a Renzi interessano le iniziative che hanno risonanza mediatica, vuoi mettere via Gioberti con il Duomo...