Una domenica di festa a Pratolino con gli uomini e donne dell'anticendio toscano

Pegaso d'oro all'organizzazione anticendi boschivi. Enrico Rossi: "Grazie. E ora lavoriamo sulla prevenzione"


VAGLIA- La Regione premia con la medaglia d'oro del Pegaso, il cavallo alato simbolo della Toscana, gli uomini e donne dell'organizzazione regionale anticendi boschivi. Il riconoscimento è stato consegnato stamani dal presidente Enrico Rossi (guarda la diretta facebook) durante una festa al Parco mediceo di Pratolino, sulle colline che da Firenze risalgono l'Appenino, e sarà conservato nei locali della Pineta Tocchi, il centro regionale di addestramento.

"Non possiamo che essere orgogliosi di questi cittadini, volontari, operatori e dipendenti dello Stato - sottolinea il presidente - che con dedizione, coraggio, professionalità, capacità di intervento e dispiegamento non indifferente di mezzi hanno permesso anche quest'anno di evitare il peggio". Qualcosa come seicentosessanta interventi, con il 70 per cento degli incendi domati prima di raggiungere una superficie superiore all'ettaro. Rossi ricorda i numeri di un vero 'annus horribilis': 851 incendi che hanno mandato in fumo più di 4 mila ettari in Toscana, eventi due volte e mezzo la media degli ultimi cinque anni e quattro volte tanto l'estensione del terreno bruciato. La siccità non ha aiutato. Ma all'alternanza di periodi piovosi ad altri assai più secchi è qualcosa a cui dobbiamo abituarci – annota – ed anche per questo dobbiamo migliorare in prevenzione. Ci stiamo lavorando: con un piano quinquennale, investimenti sulla formazione e sull'educazione de cittadini, visto che molti incendi si sviluppano per una disattenzione". Per il presidente va recuperato anche l'utilizzo, in modo sostenibile ma produttivo, delle foreste: coinvolgendo anche i privati, visto che in Toscana - regione più boscata d'Italia – solo il 10 per cento dei boschi è di proprietà pubblica. "Servono più strade frangi fuoco" spiega, come quelle che si fanno in Spagna o realizzate in Toscana sui monti pisani. Forse servirebbe, annota il presidente, anche un ministero della prevenzione, dotato di un budget adeguato (almeno dieci miliardi l'anno) e investimenti su mezzi e organici in modo da evitare affanno nei periodi di massima allerta. "Sono per un regionalismo cooperativo – si sofferma Rossi – ma non trovo giusto che alla Toscana, che si è adeguatamente dotata del proprio sistema aereo come prevede la legge, si vede negata la propria richiesta di aiuto in momenti di emergenza, perché i mezzi della protezione civile nazionale sono impegnati altrove" Su questo e sull'aspetto della prevenzione si lavorerà nei prossimi mesi. Intanto oggi era la giornata per dire grazie a chi ha aiutato a salvare i boschi della regione dalle fiamme: gente che lo fa di mestiere (ma con tanta passione) – 400 operai forestali, i regionali delle sale operative e 180 direttori – ma anche e soprattutto tantissimi volontari, ben quattromiladuecento, che regalano tempo ed energie e la cui "più grande soddisfazione (ed emozione) – racconta uno di loro, venticinque anni di attività alle spalle – è il vedersi arrivare la sera, dopo una giornata nel fumo, un bambino con i genitori che ti offre una bottiglia di tè e ti dice grazie perché hai salvato la loro casa".

Una festa per l'anticendio boschivo toscano stamani al Parco Mediceo di Pratolino. Una giornata per sollecitare attenzione, ma anche e soprattutto per dire grazie a chi ha permesso, anche quest'anno che è stato davvero drammatico, di fermare il fuoco. Perché, lo ricorda anche il presidente della Toscana Enrico Rossi, senza i volontari di tante associazioni, senza gli operai forestali della Regione, delle Unioni dei Comuni e della Città metropolitana, senza il personale della sala operativa unificata e delle otto sale provinciali, senza i direttori delle operazioni antincendi, i piloti della flotta aerea e gli istruttori del centro di addestramento "Pineta di Tocchi" a Monticiano, uomini e donne fianco a fianco, il conto alla fine sarebbe stato molto più pesante. Anche nel 2017. Un grazie che si somma a quello per i vigili del fuoco e i carabinieri forestali, che operano in base ad accordi e convenzioni e partecipano all'organizzazione regionale. E nonostante il cielo plumbeo e la pioggia della notte, non è mancato a sprazzi anche il sole. Un brulicare, da stamani, di uniformi, persone con la tuta arancione fluorescente, i mezzi gialli e rossi tutti in fila, schierati.

La villa che fece costruire nel Cinquecento Francesco I non esiste più e neppure, in gran parte, le meraviglie degli allora numerosissimi giochi d'acqua, labirinti e grotte. Ai Medici sono succeduti nel 1872 i Demidoff, industriali di origine russa. Resta però l'incanto di una natura possente, patrimonio mondiale dell'Unesco. Chi oggi è capitato al parco – l'iniziativa è stata organizzata da Regione e Città metropolitana – ha potuto approfittarne per curiosare tra i fuoristrada attrezzati di lance idrauliche, le autobotti e i trattori con verricelli e gru utilizzati per rimuovere, dopo un incendio, tronchi ed alberi abbattuti. Fermo a terra c'era pure un elicottero e pronte a raccontarsi le associazioni e le tante anime e settori di un'organizzazione vasta e complessa, come quella regionale anticendi boschivi, che conta 4.800 uomini e donne addestrate (di cui 4.200 volontari), seicento mezzi 'terrestri', fino a dieci elicotteri in volo nella parte più 'calda' dell'estate e un centro di addestramento d'eccellenza, a Monticiano, frequentato anche da operatori di altre nazioni.

C'erano gli 'artisti' del 'taglio del bosco, capaci con una motosega di ritagliare all'interno di un tronco e in pochi minuti gufetti, scoiattoli, uccelli e sgabelli. C'erano dimostrazioni di attività forestali, perché un bosco pulito e tenuto in ordine, aiuta a prevenire gli incendi. E può essere anche redditizio, sfruttato in maniera sostenibile. Si poteva giocare anche nei prati del parco: per i bambini una serie di bersagli da abbattere con l'acqua. Ma non è stata solo una festa e volontari, dipendenti e operatori ne hanno approfittato per 'rileggere', nelle stanze della Paggeria, gli incendi più significativi dell'estate con carte, schede, foto e numeri alla mano. Un modo per affinare in futuro ancora migliori strategie di contrasto, che sono per forza diverse da caso a caso. Poi, dopo la consegna del Pegaso d'oro da parte del presidente Rossi, la foto ricordo di fianco alla statua del "Gigante dell'Appennino".

Redazione Nove da Firenze