Turismo di recupero: dalle case cantoniere alle vecchie stazioni

L'Italia punta tutto sul turismo, non solo gli antichi borghi abbandonati ma anche le infrastrutture da recuperare


La Toscana da alcuni anni, e forse per prima nel panorama nazionale, ha affidato al turismo le speranze di una ripresa economica e sociale partendo dal recupero dei beni abbandonati; in alcuni casi convertendoli con difficoltà burocratiche in altri vendendoli attirandosi in questo caso numerose critiche.
La via Francigena è forse la massima espressione di uno sguardo ragionato al passato che vede oggi la dismessa via dei pellegrini come una strada della rinascita, una occasione da cogliere per interi territori che hanno visto trasformare casolari isolati in isole felici, agriturismi, punti informativi e tante giovani start up anche artigianali.

Il recupero di strutture dimenticate come le case cantoniere e vecchie infrastrutture come le ferrovie e le stazioni di confine è questa la scommessa del 2020.

L'assessore regionale Stefano Ciuoffo raccoglie e rilancia la sfida promossa dai ministri Dario Franceschini e Graziano Delrio sul nuovo Piano straordinario della mobilità che vuole riutilizzare le strade ferrate per offrirle ai turisti attraverso l'uso di mezzi meccanici a trazione muscolare definiti ferrocicli o velorail dove la rete è ancora funzionale o trasformare l'ex sedime ferroviario in ciclopiste o sentieri per il trekking. 
Collegano i centri minori, spesso raggiungono borghi di particolare pregio nascosti da una fitta vegetazione, sono le ferrovie sulle quali tante braccia hanno lavorato in passato per creare un solco nella morfologia del territorio ed oggi potrebbero tornare ancora utilissime. 

Il nuovo Piano straordinario della mobilità turistica 2017-2022 è stato approvato in via definitiva con Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dopo l’intesa in Conferenza Stato-Regioni e fa parte della strategia complessiva di programmazione dello sviluppo infrastrutturale e dei trasporti “Connettere l’Italia” e identifica gli asset strategici per lo sviluppo del Paese, le città e i poli turistici, al pari dei poli manifatturieri industriali.

Il documento segna le Porte di Accesso: porti, aeroporti e stazioni ferroviarie, particolarmente rilevanti per il turismo internazionale, ed interconnesse alle reti locali e nazionali, sovrapponendo le reti di mobilità ai principali siti turistici. Grande rilevanza viene data anche all'infrastruttura digitale, considerata un elemento strutturale determinante per garantire la qualità dell'offerta di mobilità turistica.

Il progetto Easy Station, prevede investimenti di circa 2 miliardi di euro, per il miglioramento di 620 stazioni in termini di accessibilità (ascensori e rampe, segnaletica percorsi tattili, illuminazione), funzionalità, decoro e sicurezza, informazioni al pubblico. Un miliardo di euro sono per il miglioramento della rete ferroviaria di collegamento con le porte di accesso per via aerea e oltre 2,6 miliardi di euro per il completamento e l'avvio di nuovi interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa nelle aree urbane e metropolitane.

Determinante la valorizzazione delle infrastrutture, il recupero delle infrastrutture di trasporto dismesse.
Il recupero a fini turistici di 28 Case Cantoniere pilota, posizionate in prossimità di circuiti culturali e turistici, di cammini e di ciclovie e la valorizzazione delle Stazioni senza presidio mediante comodato gratuito ad associazioni no-profit.
Le ferrovie turistiche vedranno poi il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

Il turismo digitale, sarà fatto di piattaforme big e open data per la raccolta di dati sulla mobilità turistica e l’upgrading tecnologico delle infrastrutture di trasporto con soluzioni per l’offerta di servizi digitali integrati lungo tutta l'esperienza di viaggio del turista. Smart Station per abilitare servizi innovativi al viaggiatore all’interno delle stazioni e Smart Road con la digitalizzazione, ad esempio, dell'Autostrada del Mediterraneo, prima Smart Road italiana, con hotspot wi-fi ogni 300 metri, isole per fornire energia rinnovabile e droni per il monitoraggio del traffico.

Il sistema punta su reti infrastrutturali per la mobilità ciclo-pedonale con finalità turistiche, integrate con il trasporto convenzionale.
Il Sistema delle Ciclovie turistiche, 6.000 km complessivi con investimenti per oltre 180 milioni di euro e il Progetto Valore Paese, Cammini e Percorsi che prevede la riqualificazione ed il riuso a fini turistico-ricettivi di oltre 300 immobili pubblici situati lungo percorsi ciclo-pedonali e itinerari storico-religiosi e 60 milioni di euro per la valorizzazione di cammini di rilevanza nazionale, come la Via Francigena e l’Appia Regina Viarum.

Antonio Lenoci