Treni: il 10 novembre sciopero generale del sindacalismo di base

Interventi nella stazione di Massa Centro. Nuove richieste dei pendolari del Valdarno alla Regione


Firenze, 5 novembre 2017- I ferrovieri organizzati dal sindacato Cub Trasporti scioperano dalle ore 21.00 del 9 Novembre alle ore 21.00 del 10 novembre 2017, a soli 13 giorni dall'ordinanza con cui il 27 ottobre il ministro Delrio ha ridotto la proclamazione dello sciopero da 24 ore a quattro ore, ulteriore restrizione rispetto alla legge 146\90.

"Scioperiamo il 10 novembre in occasione della seconda giornata di sciopero generale del sindacalismo di base -spiega per la Cub Trasporti, settore Fs, Maurizio Barsella- lo faremo in nome della unità dei lavoratori pur continuando a stigmatizzare l'adesione di Usb e Cobas al Testo Unico sulla Rappresentanza predisposto da Cgil, Cisl, Uil e da Confindustria che impone nel settore privato la limitazione del diritto di sciopero come condizione necessaria per la partecipazione alle Rsu e Rls; un tradimento dei valori del sindacalismo di base".

E’ ripresa questa mattina, come da programma, la circolazione ferroviaria su entrambi i binari tra Forte dei Marmi e Carrara, linea Pisa – La Spezia. Dallo scorso 10 settembre, infatti, i treni potevano utilizzare un solo binario per consentire i lavori di adeguamento della linea al traffico merci così da incrementarne le prestazioni e renderla funzionale alla completa connessione con il Corridoio Europeo Scandinavo-Mediterraneo. Contestualmente si è intervenuti stazione di Massa Centro per l’innalzamento a 55 cm - standard europeo previsto per i servizi ferroviari metropolitani che consente un più agevole accesso ai treni - il secondo marciapiede del secondo marciapiede e la manutenzione straordinaria della pensilina al servizio del 1° e del 2° marciapiede. Circa 60 i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e delle ditte appaltatrici impegnati nelle attività. Investimento complessivo 12 milioni di euro.

"I pendolari del Valdarno chiedono alla Regione un impegno concreto nei confronti di Ferrovie, perchè i treni siano più puntuali e monitorati nelle stazioni del Valdarno in modo costante, per la riduzione di almeno 5 minuti nei tempi e orari di viaggio fino a Firenze, per maggiori penalità a Trenitalia causa ritardi, per treni nuovi più capienti e più veloci, fino a 200 km/h, per il percorso sulla linea Direttissima". E' la sintesi delle richieste che il portavoce del Comitato Pendolari Valdarno Direttissima, Maurizio Da Re, ha presentato all'assessore ai trasporti Ceccarelli all'incontro in Regione di giovedì sera, dove è stata fatta anche l'analisi dell'andamento dei treni nel Valdarno durante il mese di ottobre, con l'applicazione della circolare RFI che regolamenta le precedenze e gli "inchini" sulla linea Direttissima, nel Valdarno come a Firenze."In ottobre i treni dei pendolari del Valdarno sono andati meno peggio del solito - afferma Maurizio Da Re - ma i dati di RFI rivelano che se la media mensile di puntualità in Toscana è stata del 91%, nel Valdarno è molto più bassa, il 75%, e addirittura per il treno più usato a metà pomeriggio, il Foligno 3165, la media della puntualità a Figline è stata addirittura del 69,5%, con il treno che ha fatto nel mese 7 deviazioni improprie sulla linea Lenta e inchini non solo fuori stazione di Campo di Marte, a Rovezzano, ma anche in stazione, con più minuti di attesa nella fermata". Ma alle numerose ombre ci sono state anche luci nel mese di ottobre: "Molti treni hanno fatto meno ritardi, quasi puntuali - sottolinea Da Re - perchè è aumentata la velocità sul percorso in Direttissima e in arrivo alla stazione di Figline, recuperando così i minuti perduti. Se la circolare RFI sembra che finora abbia permesso una miglior andamento per i treni Alta Velocità come per i treni Regionali, è però presto per dirlo, vedremo nei prossimi mesi", conclude il portavoce dei pendolari Maurizio Da Re.

Redazione Nove da Firenze