Toscana Aeroporti: oggi sciopero a Firenze

Sinistra Italiana: “No al piano di esternalizzazioni. La tutela dell’occupazione non può dipendere dall’ampliamento dello scalo”. Ieri operai edili in presidio al cantiere tramvia per il rinnovo del CCNL. Giovedì 23 novembre in Piazza della Repubblica il Flash Mob “Non sparate alla Ricerca”


Un presidio a Firenze davanti al cantiere della tramvia in piazza Bambine e Bambini di Beslan, per dire “basta coi posti di lavoro a rischio e la precarietà; servono aumenti salariali, più sicurezza sul lavoro e lotta al lavoro nero”: è l’iniziativa dei lavoratori edili fiorentini che si è svolta ieri (in seguito è stata effettuata in loco una assemblea dei lavoratori stessi). L’agitazione fa parte delle mobilitazioni di Filca Cisl-Fillea Cgil-Feneal Uil in vista dello sciopero indetto il 18 dicembre per il rinnovo del Contratto nazionale, su cui le trattative con le controparti sono in stallo da mesi. Queste sono le richieste dei sindacati: aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del Paese; difesa e riforma delle Casse edili a tutela di tutti i lavoratori (operai, impiegati, eccetera), contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; più sicurezza sui posti di lavoro, contro gli infortuni e gli incidenti mortali che, drammaticamente, crescono ogni giorno di più; potenziamento del fondo integrativo per il pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani. Nel presidio a Firenze sono stati toccati anche altri temi: lo sciopero nazionale, sempre oggi, dei lavoratori delle concessionarie autostradali (3 mila lavoratori a rischio dopo lo stop all’affidamento alle società controllate dalle concessionarie autostradali il 40% dei lavori di manutenzioni e progettazione); la situazione dei lavoratori fiorentini degli appalti della manutenzione della rete idrica ed elettrica (manca la clausola sociale nei cambi d’appalto e a decine rischiano il posto di lavoro); lo stallo sul cantiere fiorentino della Tav (a fine anno termina un lotto di avanzamento di lavori, dal giorno dopo non si sa il destino di 25 operai); e ovviamente la questione tramvia: “I lavoratori sono attesi da uno sforzo importante nei prossimi mesi per consegnare in tempo l’opera. Chiediamo che gli operai, terminati i lavori, vengano rioccupati: sono circa 200 maestranze, sarebbe opportuno pensare anche a meccanismi di premialità per il raggiungimento degli obiettivi vista l’importanza strategica dell’opera”, dicono i tre sindacati. Che concludono facendo una proposta: “Tutti questi punti hanno una esigenza comune: un protocollo di appalti a livello di Città metropolitana con clausole sociali che garantiscano occupazione, sicurezza sul lavoro, regolarità”.

Toscana Aeroporti: per oggi Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Ugl hanno indetto uno sciopero (dalle 13 alle 17) negli scali di Firenze e Pisa, contro il piano riorganizzativo proposto dall’azienda. In questo piano di cessione di attività sono coinvolti circa 800 lavoratori; dell’attività di Security (addetti alla sicurezza) su Pisa e delle attività di Handling (personale di check in, biglietterie, rampe, scalo), attualmente svolte da propri dipendenti in entrambi gli scali.

Dicono Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Ugl: “Siamo molto preoccupati per questi lavoratori. Il piano dell’azienda è ad oggi piuttosto nebuloso per quanto riguarda la vendita dell’Handling: ad ora non esistono sufficienti garanzie occupazionali e salariali per gli addetti di Toscana Aeroporti, infatti tali garanzie non sono emerse al tavolo aziendale né in quello in Prefettura. In mancanza di garanzie oggettive, pur conoscendo la normativa europea ed italiana di riferimento, riteniamo che Toscana Aeroporti, che è azienda sana ed in crescita, debba fare il massimo sforzo per la tutela del proprio personale. Chiediamo inoltre regole chiare ad Enac circa la regolamentazione e la limitazione di nuovi Handlers negli scali toscani, per evitare il fenomeno accaduto in altri aeroporti italiani di deregolamentazione e dumping sociale”. Per quanto riguarda l'attività di Security, inoltre, i sindacati ritengono questo settore particolarmente delicato: “Esternalizzare comporterebbe non solo esuberi di personale ma anche problemi organizzativi e di sicurezza. Per noi cedere questa attività sarebbe un errore gravissimo”.

“Visto che Toscana Aeroporti, a parole, si mostra sensibile al tema del lavoro, cominci a essere conseguente tutelando i posti esistenti. L’esternalizzazione dei settori Handling e Security, così come è stata prospettata, deve essere respinta perché mancano le garanzie occupazionali e salariali, con 800 persone che vedono a rischio il proprio futuro”. Ad affermarlo sono i coordinatori di SI Toscana Daniela Lastri e Marco Sabatini, esprimendo la piena solidarietà ai dipendenti degli scali aeroportuali di Firenze e Pisa che domani sciopereranno per quattro ore, nuova agitazione dopo quella dello scorso 2 ottobre. “Proprietà e istituzioni, a partire da Regione e Comune di Firenze, insistono sull’importanza della nuova pista per creare occupazione: allora ci aspettiamo un impegno maggiore a difendere le persone che già lavorano in Toscana Aeroporti. Altrimenti suona come un ricatto. I sindacati hanno ragione da vendere quando chiedono regole certe: clausola sociale, applicazione del contratto nazionale di riferimento e clausola di salvaguardia per il reintegro di tutto il personale qualora sorgessero problematiche nelle nuove aziende. Per quanto riguarda le attività di Handling (check in, biglietterie, rampe, scalo), il presidente Carrai non può nascondersi dietro la normativa europea che impone di costituire una società separata: al momento mancano infatti garanzie oggettive per il futuro dei lavoratori; un’azienda sana e in crescita dovrebbe porsi l’obiettivo di tutelare i suoi dipendenti”.

Giovedì 23 Novembre alle ore 11 piazza della Repubblica il Flash Mob “Non sparate alla Ricerca”. USB e i lavoratori precari fiorentini di INDIRE, CNR, INAF e ISPRA animeranno l'iniziativa sulla vertenza dei precari degli Enti Pubblici di Ricerca per contrastare i tagli alla ricerca pubblica a richiamare l’attenzione sul fenomeno del precariato, che colpisce 8.800 precari, ricercatori, tecnici e amministrativi lavorano negli Enti Pubblici di ricerca.

Redazione Nove da Firenze