Prostituzione: approvata risoluzione PD “per liberare dalla schiavitù”

Grassi: “Le misure per combatterla ci vogliono ma non con un'ordinanza contingibile e urgente”. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Alternativa Libera per la regolamentazione. Arianna Xekalos (M5S): “Ben vengano strumenti come l’ordinanza, ma alla risoluzione ci siamo astenuti”. A sostegno dell’iniziativa della Città di Firenze si mobilita anche il PD di Figline e Incisa Valdarno


Il Consiglio comunale ha approvato, con 17 voti a favore, 3 contrari, 3 non voto e 2 astensioni, la risoluzione “Per liberare dalla schiavitù della prostituzione” presentato dalla presidente della Commissione Pari Opportunità Serena Perini e sottoscritta anche dai consiglieri PD Nicola Armentano, Luca Milani, Francesca Nannelli e Massimo Fratini.

La risoluzione prende atto che il traffico di esseri umani è la terza industria illegale al mondo per fatturato. I dati più aggiornati mostrano la costante crescita, secondo alcune fonti è seconda solo al traffico di armi. Le vittime sono soprattutto donne e bambini, trattati come merce, utilizzati come manodopera o sfruttati sessualmente. Nel mondo il numero delle persone vittime di tratta è 21 milioni, il 49% donne e il 33% minori. Il 53% delle vittime è trafficato a scopo sessuale. L’80% di donne costrette a prostituirsi denuncia violenza fisica, il 60% stupro.
“La tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale – spiega la consigliera Pd Serena Perini, presidente della Commissione Pari Opportunità – hanno come cause profonde la diseguaglianza tra uomini e donne e la povertà, aggravate dalle disparità etniche e da altre ingiustizie come i conflitti armati. Le vittime appartengono alle categorie vulnerabili, in condizioni sociali e economiche sfavorevoli. Inevitabilmente la prostituzione è sempre abusante, è sempre una forma di violenza.
Gli stati membri dell'Unione Europea hanno avuto approcci differenti sulla gestione della prostituzione e del suo mercato. Alcuni paesi, per combattere efficacemente la tratta degli esseri umani, lo sfruttamento e le ingiustizie che ne derivano, hanno adottato un sistema in cui illegale e viene punito il cliente in quanto rappresenta la domanda di un mercato aberrante. E’ il cd “Modello nordico”, adottato in Svezia dal 1999 e successivamente in Islanda, dal gennaio 2009 anche in Norvegia e da aprile 2015 in Francia. In Italia – prosegue la presidente Perini – si stima che siano tra le 75.000 e 120.000 le vittime della prostituzione. Il 65% è in strada, il 37%, è minorenne, tra i 13 e i 17 anni. Provengono da Nigeria (36%), Romania (22%), Albania (10,5%), Bulgaria (9%), Moldavia (7%), le restanti da Ucraina Cina e altri paesi dell’Est. In Italia la prostituzione è legale e non regolamentata. Gli italiani, quasi tutti adulti, che comprano sesso sulle strade sono tra i 2,5 e i 9 milioni. Proprio perché la prostituzione ha alla base la diseguaglianza di genere, aggravata da povertà, ignoranza, disparità etniche, conflitti armati, le vittime sono deboli, vulnerabili, gli anelli fragili della società, non si può certo affermare che chi va con le prostitute stia esercitando una libertà. E’ una “libertà” nei confronti di una persona che non è libera e non ha scelta: soggetti privati dei documenti, sradicati dal loro paese, non in grado di difendersi e di reagire; donne vendute, costrette con la forza o ‘esportate’ con l'inganno. Un atto che nasce da una catena di sopraffazioni non può essere un esercizio di libertà. Il cliente con la sua domanda di prestazioni sessuali a pagamento è un motore dello sfruttamento e all’offesa della dignità della donna ridotta a merce. I numeri attestano che il “modello nordico” è un sistema efficace, che ha esercitato un enorme deterrente sulla tratta ai fini di sfruttamento sessuale. In Svezia il numero di persone che si prostituiscono è diminuito del 65% in seguito all’applicazione della legge, in Norvegia del 60%. La legge ha anche modificato l’opinione pubblica in brevissimo tempo: prima era a favore della criminalizzazione del cliente il 30% della popolazione, oggi il 70%. Considerando colpevole il cliente si calcola che in Italia verrebbe liberato l’80% delle attuali schiave. Con la nostra risoluzione – conclude la presidente Serena Perini – sollecitiamo il Parlamento affinché una nuova legislazione in materia preveda: di adottare il cosiddetto “modello nordico” – vigente in Svezia, Norvegia, Islanda e Francia – che punisce la condotta di chi acquista servizi sessuali, affinché non si faccia della vita umana un mercato; di incentivare e promuovere campagne, in collaborazione con le associazioni che operano sul territorio, che aumentino la consapevolezza del ruolo che ha la società civile nel combattere la domanda, come una causa profonda della tratta di esseri umani, e il danno sociale che la prostituzione porta e invita la presidenza del Consiglio a trasmettere il presente atto ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, sollecitando l’approvazione delle proposte di legge già presentate in Parlamento che vanno in queste direzioni”.

“Un'ordinanza contingibile e urgente per combattere lo sfruttamento della prostituzione. Ci sembra un po' poco ed inutile, visto che difficilmente sosterrà il confronto davanti ad un Tribunale. Il sindaco, venuto in aula appositamente, ha rivendicato la forza dell'ordinanza urgente e contingibile anche se per esserlo avrebbe dovuto avere una durata limitata e in teoria circoscritta in alcune aree. Per tutto questo oggi diciamo no anche alla mozione del Pd che interviene sul tema”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, commenta l'intervento del sindaco Nardella. E attacca: “Non è la soluzione giusta, vorremmo impiegare più risorse per le case rifugio, per tutti quegli operatori che lavorano di giorno in giorno sul campo per salvare le donne ridotte in schiavitù”. “Il Pd difende il sindaco ma ha guardato i dati dall'entrata in vigore dell'ordinanza? Perché le multe erogate sono solo 4. Quindi, o magicamente è riuscita – ironizza Grassi – a far sparire la prostituzione da Firenze, oppure è del tutto inefficace”. “Vorremmo davvero collaborare con l'amministrazione – conclude il capogruppo - per proporre provvedimenti che vadano a stroncare il fenomeno illegale. Ma non sono certo che questi siano i presupposti da cui partire. Svuotare il mare con un cucchiaino non ha mai portato a niente”.

“Nessuno ha la bacchetta magica e nessuno può pensare di avere in tasca la ricetta per risolvere un problema, quello della prostituzione, che la società si porta dietro dalla notte dei tempi. Ma oggi è possibile, quantomeno, regolamentare questo fenomeno. Molti paesi già lo fanno e noi chiediamo che il governo ed il parlamento italiani inizino, da subito, a lavorare su questa ipotesi”. A parlare sono i consiglieri di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Alternativa Libera. “Regolamentare il fenomeno non significa - spiegano Torselli, Cellai, Xekalos e Amato - riaprire le case chiuse, punto. Significa cercare di capire chi sono le ragazze sfruttate per strada, da dove arrivano e chi ne organizza la tratta. Significa garantire loro assistenza sanitaria, toglierle da un marciapiede dove possono incorrere in tutti i tipi di violenza e di malattia”. “La legge Merlin - concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Alternativa Libera - è un provvedimento superato, che non ha certo risolto il problema ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La regolamentazione del fenomeno porterebbe vantaggi in termine di tutela alle ragazze ed in termini economici allo Stato. Ma sopratutto colpirebbe i ‘mostri’ che oggi organizzano la tratta, privando queste ragazze dei loro diritti e, peggio ancora, della loro dignità”. 

“Siamo favorevoli all’ordinanza che è stata emanata dal Sindaco per cercare di bloccare un fenomeno gravissimo e ben radicato sul nostro territorio, come quello della prostituzione. Speriamo – aggiunge la consigliera del Movimento 5 Stelle Arianna Xekalos – che questo strumento possa essere utilizzato per puntare i riflettori su questo problema e trovare soluzioni definitive e funzionali una volta per tutte.
Non sappiamo se ci saranno ricorsi né tanto-meno il loro esito, ma a prescindere da questo pensiamo sia fondamentale intervenire a favore della legalità ed a protezione delle vittime di questi abusi. La scelta di intervenire da parte del Sindaco è da riconoscere, dal momento che questo tipo di problemi sarebbe da affrontare a livello nazionale e qualcuno finalmente ha il coraggio di affrontarli. Abbiamo deciso invece di astenerci dalla risoluzione presentata dal PD, perché siamo favorevoli alla legalizzazione della prostituzione, cosa che non è prevista dall’atto, quando viene fatta conformemente alla legge e soprattutto – conclude Arianna Xekalos – solo da persone che scelgono liberamente di farla”.

“Purtroppo anche le strade del nostro territorio sono colpite da questo fenomeno. Non possiamo continuare a chiudere gli occhi di fronte a questo tema, è nostro doverespiega il consigliere PD di Figline e Incisa Francesco Sottili impegnarcal fine di porre fine allo sfruttamento delle donne, alla loro tratta e contrastare la vendita di merce umana. È per questo che ho depositato una mozione che chiede di seguire l’esempio di Firenze. Spero che aderiscano anche gli altri sindaci del Valdarno aretino e fiorentino”. La mozione verrà discussa e votata il prossimo 28 settembre e chiede al sindaco di adottare in toto l'ordinanza del sindaco Nardella nel Comune di Figline e Incisa Valdarno, ed a farsi promotrice nel Valdarno aretino e fiorentino affinché anche gli altri sindaci adottino tale ordinanza. Un percorso comune che deve essere coordinata e condotta con l’aiuto delle forze di polizia, della città di Firenze e della città Metropolitana di Firenze a realizzare controlli a tappeto sul nostro territorio.

Redazione Nove da Firenze