Mostro di Firenze: nuove piste, vecchie ipotesi e fantasie

Mostro di Firenze La notte del mistero IL LEGIONARIO

"La notte del mistero" una puntata speciale per riepilogare i duplici delitti ed analizzare vecchie e nuove piste


Dopo 50 anni resta il cold case più intricato d'Italia che suscita grande interesse anche all'estero, non solo per il coinvolgimento dell'FBI ma per le innumerevoli interpretazioni offerte dalla continua rilettura dei fascicoli.

Negli ultimi giorni l'iscrizione nei registri della Procura di Firenze di nuovi nomi ha scosso l'opinione pubblica sulla quale sembra essere caduta la perplessità maggiore "Ma allora.. i compagni di merende?" al secolo Vanni, Lotti e soprattutto Pietro Pacciani, accusato di essere il Mostro e deceduto da uomo libero.

Grande attenzione sul caso. Nei Forum dedicati al Mostro di Firenze, più o meno curati da esperti e cultori di criminologia si sono riattivate numerose discussioni che riguardano reperti, testimonianze, coincidenze e tutte quelle analisi scientifiche che "allora non erano fattibili".

Una recente trasmissione radiofonica messa in onda da  FlorenceInternationalRadio.com ha raccolto una platea di esperti tra i quali Giuseppe Di Bernardo, Davide Cannella, Alex Baracani e Valerio Scrivo che si sono confrontati mettendo sul tavolo vecchie piste e nuove ipotesi, dalla traccia che portava alla Sardegna alla Strategia della tensione degli anni '70 - '80 poi smentita dalla Procura.
La discussione prende il via dal rinvenimento, l'estate del 2016, di una Beretta nella campagna di Vicchio. Non si sarebbe trattato dell'arma impugnata dal Mostro "Ma ne siamo certi..?" è questo uno degli interrogativi che alimentano il dibattito.

A far discutere ancora oggi sono le caratteristiche fisiche e psicologiche del serial killer, i suoi spostamenti all'interno del triangolo Firenze - Prato - Mugello e le possibili 'escursioni' fuori zona, ma anche l'assenza di una pistola e la presenza di tanti proiettili, il proiettile rinvenuto a casa di Pacciani, la lettera inviata da San Piero a Sieve, l'auto rossa avvistata sul luogo dell'ultimo duplice omicidio e tanti passaggi nascosti tra gli atti più volte riletti alla luce dei nuovi elementi emersi nel corso degli anni.

Redazione Nove da Firenze