Mobike, la tua bici si trova qui: multe in arrivo

L'Amministrazione fiorentina pronta a sanzionare gli incivili: ma si tratta veramente di chi ha usato la bici per ultimo?


Il flusso libero è probabilmente la fortuna del servizio di bike sharing di ultima generazione ma è anche la sua più grande criticità. Continuano a circolare in rete immagini di biciclette abbandonate in tutto il mondo, più o meno vandalizzate molto spesso mero oggetto "usa e getta" in mano all'inciviltà.
Non sono di proprietà dell'utilizzatore perché sono di tutti e non esiste un lucchetto perché sono autobloccanti, un mix diabolico.

La notizia che Palazzo Vecchio starebbe pensando alle multe per arginare il fenomeno della sosta selvaggia esalta gli automobilisti incalliti, ma suscita preoccupazione nei ciclisti abitudinari.
"Non colpiranno gli ultimi utilizzatori, vero?" si domandano i fruitori del servizio. "Cosa c'entro io se dopo che ho lasciato la bicicletta qualcuno la solleva e la getta in Arno?" la riflessione più gettonata.
La contravvenzione colpirà realmente a ritroso? Rischia di essere un deterrente all'uso del mezzo? Vivremo un nuovo periodo di ricorsi?
Ipotesi alternative lanciate dai Social? Creare degli stalli determinati ai quali assicurare i mezzi, dotare le biciclette di catene retrattili... Per associazioni come Aduc il caos è irrimediabile a causa del numero di mezzi in circolazione "superiore alle rastrelliere urbane", da qui la proposta di "utilizzare luoghi abbandonati o poco sfruttati".
Un problema che non riguarda solo Firenze ma anche i comuni limitrofi che hanno già accolto le biciclette dalle ruote arancioni o stanno approntando i bandi per assegnarne la gestione.

 Proseguono intanto le segnalazioni in merito ai parcheggi delle mobike su marciapiedi, corsie, passi carrabili, aree per cani, torrenti e perfino in Arno dove il Consorzio di Bonifica interviene con buona pace di chi ritiene gli "spazzini del fiume" dei succhia-contributi a tradimento. 

Chi ha imparato bene il sistema non ha esitazioni nel segnalare l'uso improprio del mezzo ed il suo abbandono non solo fuori dalle aree delimitate, ma anche fuori dalle rastrelliere e dalle aree sosta che però non sono state meglio precisate. Segnalare porta punti ed aiuta il sistema ad autocontrollarsi, ma quanto può essere efficace tutto questo?

Il Consorzio di Bonifica del Medio Valdarno risponde intanto a Nove da Firenze avvisando di aver preso in carico il recupero del mezzo Mobike a seguito dell'ennesima segnalazione per il mezzo abbandonato nel letto del torrente Mugnone. 

"Chi ha sbagliato?" Non si saprà mai. "Il sospetto" lo avrebbe intitolato Hitchcock.

L'associazione Fiab Firenze Ciclabile interviene sul tema sulla Pagina Facebook di Nove da Firenze "Purtroppo sembra che il nuovo "sport" dei vandali sia buttare le bici del Bike Sharing nei posti più assurdi (approfittando del fatto che, a differenza di quelle dei privati, non sono legate ad un elemento fisso). Il colpevole meno probabile è l'ultimo "noleggiatore", dal momento che sarebbe anche il solo identificabile".

Il flusso libero, che prevede la possibilità per i noleggiatori di parcheggiare le due ruote senza riportarle al punto di partenza o presso luoghi determinati, determina oggi il successo del bike sharing che ha avuto come antenati il noleggio biciclette di prima, seconda e terza generazione ma sempre con il problema di avere pochi punti di scambio e cessione del mezzo a causa degli alti costi gestione.
Oggi quei costi sono stati completamente abbattuti, basta una Applicazione sullo smartphone per gestire registrazione, geolocalizzazione del mezzo, sbloccaggio, noleggio, parcheggio e pagamento. 

Il noleggiatore con il marsupio posato sul tavolo da giardino, sotto l'ombrellone aperto anche d'inverno, suscitava forse quel controllo morale che oggi sembra non competere alla tecnologia e soprattutto parrebbe non essere entrato nel dna della cittadinanza. 

Antonio Lenoci