Rubrica — Agroalimentare

Lupi: il WWF denuncia il carattere demagogico della richiesta di abbattimento

Bene secondo la Cia Toscana la richiesta della Regione alla deroga al prelievo e altre iniziative



Dopo le nuove richieste rivolte ieri dalla Regione Toscana al Governo di autorizzare l’abbattimento del 5% della popolazione, pari a circa 25 esemplari, il WWF denuncia il carattere puramente demagogico della richiesta.
“L’Assessore Remaschi sa benissimo che la richiesta degli abbattimenti, così come è formulata, non potrà mai essere accolta dal ministero dell’Ambiente perché non rispetta i requisiti richiesti dalla Direttiva Habitat, che prevede la possibilità di deroghe ma solo se la popolazione è in buono stato di conservazione in casi assolutamente particolari e circostanziati, in cui le migliori azioni di prevenzione sono già state messe in atto in azienda ma non sufficienti ad evitare notevoli e reiterati danni economici “ed in Toscana siamo ben lontani da questa situazione”. Lo si legge in un comunicato del WWF Italia in risposta alla richiesta della Regione Toscana di procedere all’abbattimento del 5% della popolazione dei lupi nella regione. “Per aiutare concretamente gli allevatori”, prosegue la nota del WWF, “regioni e province attivino su tutto il loro territorio programmi di prevenzione efficaci,affiancando agli allevatori tecnici preparati che studino con loro le soluzioni di prevenzione migliori per ciascuna realtà e riconoscendo i costi accessori della loro messa in atto, accedendo agli ingenti fondi europei per l’agricoltura”. Nel caso dei danni da lupo, infatti, la Commissione Europea conferma ancora una volta che non devono sottostare al regime di de minimis.“È importante, inoltre riconoscere, il valore delle aziende virtuose che, facendosi carico della situazione, hanno adottato autonomamente misure anche impegnative che hanno riportato le predazioni a livelli sostenibili con adeguati indennizzi, come hanno fatto ad esempio gli allevatori di DifesAttiva nel grossetano, dove oggi sono stati presentati alcuni dei risultati preliminari del progetto LIFE MedWolf, in scadenza quest’anno, che ha visto tra i partner tutti i portatori di interesse, dalle associazioni ambientaliste a quelle di categoria.“Non dobbiamo lasciare gli allevatori da soli a confrontarsi con un problema complesso. Il WWF Italia con le donazioni raccolte dai nostri sostenitori sta sostenendo l’adozione di cani da guardiania e supportando la ricerca scientifica su cui basare ogni scelta gestionale. Le regioni adottino prontamente il Piano di Gestione e Conservazione mettendo la parola fine su abbattimenti che, sommandosi al bracconaggio ancora fortissimo, non farebbero che acuire sia il problema dell’ibridazione che quello dei danni al bestiame”.

"Gli attacchi a mezzo stampa da parte di una sigla ‘animalista’ contro il mondo allevatoriale della Toscana sono incomprensibili e stupiscono sia per i toni utilizzati che per i contenuti non corrispondenti alle realtà. Dalla nota diramata si capisce come non si conoscano assolutamente l’agricoltura, l’allevamento ed il lavoro di migliaia di aziende agricole e zootecniche della nostra regione. Non esiste, ad esempio, una norma che imponga alle aziende di installare recinzioni anti-lupo; anzi, quando le aziende decidono di installarne trovano spesso ostacoli da parte della burocrazia oltre a comuni che lo vietano per motivi per lo più paesaggistici. Per non citare altre imprecisioni e addirittura minacce, neppure troppo velate" A dirlo è la Cia Toscana in riferimento alla nota stampa di un’associazione animalista che oggi è intervenuta contro l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana Remaschi e contro gli allevatori toscani, dichiarando che il 40% di loro non sarebbe in regola con il vigente piano lupi "La verità purtroppo è tutt’altra rispetto a quella raccontata per luoghi comuni dai sedicenti paladini degli animali; negli allevamenti toscani la mattanza continua contro ovini, caprini e ovini. Si difendono insomma i lupi, ma gli uomini e gli allevamenti chi li difende? Chi attacca i pastori e la loro legittima richiesta di lavorare e sopravvivere – aggiunge la Cia Toscana – evidentemente o non ha capito o finge di non capire che il nostro obiettivo è di trovare un equilibrio tra il pastore e il lupo. Equilibrio che mai si è voluto raggiungere anche per volontà di chi non è mai entrato in un allevamento, in un campo o in un bosco, gli stessi che si permettono di denigrare e mettere in discussione il lavoro quotidiano di allevatori e di famiglie che con grandi sacrifici conducono aziende, permettendo ad intere aree rurali e montane della Toscana di sopravvivere anche a tutela di ambiente e rischi idrogeologici. E’ risaputo che il settore agricolo sta subendo quest'anno gravissime perdite di reddito a causa di una sequenza continua di eventi climatici che portano a considerare questa annata agraria come la più negativa degli ultimi venti anni. Ma oltre gli eventi climatici le imprese agricole devono fare i conti, che non tornano, anche con le frequenti oscillazioni dei prezzi dei prodotti che rischiano di pregiudicare, in alcuni casi, investimenti coraggiosi ed innovativi. Problemi che vanno ad aggiungersi agli attacchi giornalieri dei lupi in tutta la Toscana".

Sono oltre 1.500 gli attacchi da lupo denunciati dagli allevatori in Toscana negli ultimi tre anni, in pratica 500 all’anno, con le province di Grosseto e Siena le più colpite. E così aziende che chiudono e territori rurali che vengono abbandonati.

Intanto dopo le molte iniziative e le richieste della Cia Toscana qualcosa si sta muovendo. Positiva è la richiesta di autorizzazione in deroga al prelievo di 26 individui di lupo in Toscana da parte dell’assessore Marco Remaschi al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Il numero richiesto per i prelievi è del 5 per cento sulla popolazione dei lupi in Toscana stimata in 530 capi distribuiti in 110 branchi. Il prelievo deve indirizzarsi su quei soggetti che focalizzano la loro attività predatoria su greggi di ovini e bovini. Risolvere l’emergenza lupo è una priorità. La Cia Toscana plaude alle prime risposte positive alle iniziative e richieste, che arrivano oggi dall’assessore all’agricoltura Marco Remaschi, dalla Giunta e dal Consiglio regionale della Toscana. Un primo spiraglio per uscire da una situazione complessa e drammatica per gli allevatori (ovini, caprini e bovini). Fra i nodi da risolvere, sui quali la Cia Toscana, chiede alla Regione di intervenire in tempi rapidi. In particolare la Cia segnala l’apertura del bando per la richiesta dei danni per l’annualità 2017. Inoltre, nel caso di attacco da predatori resta il problema dello smaltimento delle carcasse in centri autorizzati e cimiteri aziendali. La Cia, inoltre, chiede che venga completamente attuato il protocollo sottoscritto alla fine della scorsa legislatura. Secondo la Cia Toscana è positivo invece l’impegno della Regione nel reperire nel bilancio regionale 500 mila euro per assicurare le risorse necessarie a coprire tutte le richieste di indennizzo per danni del 2016, la cui graduatoria è stata approvata pochi giorni fa. Anche se – commenta la Cia – il ristorno del danno giunge in ritardo di un anno e mezzo dopo gli eventi. Altra buona notizia – commenta la Cia Toscana - è l'autorizzazione da parte della Commissione europea a superare il limite finanziario dei 15 mila euro in tre anni, ovvero il regime de minimis con cui sarà possibile risarcire tutte le aziende che hanno subito attacchi da lupi e da predatori. Le aziende di allevamenti e gli animali da reddito – sottolinea la Cia Toscana - devono essere tutelati al pari del lupo. Anche perché rimangono l’ultimo presidio di alcuni territori e contribuiscono in maniera decisiva alla tenuta del tessuto sociale di quelle aree.

Redazione Nove da Firenze