Gualchiere di Remole, la vendita che anticipa lo stupore

Il gruppo di lavoro nato per salvare il complesso si dice stupito preoccupato per lo stato di abbandono e la mancanza di prospettive per il futuro 


Il gruppo di cittadini ed associazioni nato presso il Circolo delle Vie Nuove a Firenze aveva pensato di organizzare un evento per informare e sensibilizzare la popolazione della zona sud della città e successivamente coinvolgere le Istituzioni nel recupero del bene rappresentante un monumento di archeologia industriale dell’arte della lana.
 L’iniziativa prevedeva una manifestazione pubblica per il giorno 26 giugno 2017, con la presenza del Prof. Franco Cardini, dell’Architetto Pietro Laureano, dello storico Prof. Leonardo Rombai e archeologo Prof. Guido Vannini.
Poi però è stato pubblicato l'avviso di vendita all'asta che prevede la consegna della manifestazione di interesse entro le 12 del 28 giugno.

Per queste ragioni oggi i rappresentanti di quel gruppo dichiarano "Con un certo stupore abbiamo appreso dal web, dell’improvvisa decisione del Comune di Firenze di mettere all'asta “al miglior offerente” il complesso delle Gualchiere di Remole, con un’offerta economica da esprimere entro il prossimo 28 giugno 2017".

Il bene risulta essere stato inserito tra gli immobili alienabili del patrimonio fiorentino già dal 2016, ma non si era parlato di vendita all'asta, non ancora. Sui Social sono circolate, infatti, da inizio anno non solo le immagini di un sopralluogo organizzato dalla Commissione Urbanistica del Comune di Firenze e di Bagno a Ripoli, ma anche numerose ipotesi compreso l'interessamento di personalità ed imprenditori privati da accompagnare ad una supervisione e gestione pubblica degli spazi. Palazzo Vecchio ha recentemente evidenziato che oggetto dell'asta risultano essere solo le pietre (di una struttura in parte crollata o 'diruta') e non l'area verde. Esistono ancora spiragli per poter concertare il futuro del complesso con la partecipazione della cittadinanza?

"Il presunto interessamento del Principe di Galles e di una task force tra Comuni e Unesco che l'Amministrazione aveva ipotizzato per il futuro delle Gualchiere di Remole, a fronte della pubblicazione del Bando, sembrerebbero essere stati messi da parte" commentano i partecipanti al gruppo di sensibilizzazione auspicando che "si vada nella giusta direzione per il recupero di questo bene storico culturale pur rilevando come il Bando d’asta non faccia riferimento a precisi requisiti degli eventuali acquirenti, lasciando che ciò avvenga solo nel rispetto delle normative sui beni culturali e delle previsioni urbanistiche del Comune di Bagno a Ripoli".

Proseguono poi i firmatari di una lettera aperta "Ci saremmo aspettati che per maggior trasparenza fossero inoltre indicati gli spazi in superficie da destinare a funzioni pubbliche di carattere storico-culturale, unitamente all’impegno di mantenere il bene nel quadro di una valorizzazione del Parco Fluviale come insito nelle prospettive di investimento programmate dalle Istituzioni anche con il progetto “ad Arnum” e già in vista di essere realizzate".

Da qui la richiesta formale di un ulteriore approfondimento "sulle modalità della messa in vendita del Bene mirando, già a priori, ad un indirizzo di recupero pubblico – privato che tenga conto del contesto e delle posizioni assunte dalle varie Amministrazioni interessate".

Redazione Nove da Firenze