Giornata di studi ‘Verso la metà del secolo. Un’Italia più piccola?’

L’associazione NEODEMOS organizza a Firenze, venerdì 24 novembre, per i suoi 10 anni di attività. Parteciperanno, tra gli altri, Ilvo Diamanti, Telmo Pievani, Chiara Saraceno, Romano Prodi e Gad Lerner


L’associazione Neodemos compie dieci anni. Dieci anni dedicati alla buona e seria divulgazione degli studi e delle analisi delle relazioni tra tendenze demografiche e società, economia e politica. Dalla sua nascita ad oggi l’associazione ha pubblicato, sul proprio sito, circa mille contributi e numerosi ebook tematici, ha organizzato incontri e convegni e ha partecipato a numerose iniziative scientifiche. Per festeggiare questo anniversario, il 24 novembre 2017 alle 16.30, Neodemos organizza, in collaborazione con la fondazione CESIFIN e con l’Istituto Niels Stensen, la giornata di studi “Verso la metà del secolo. Un’Italia più piccola?”. All’incontro, che si terrà all’Istituto Stensen di Firenze (viale don Minzoni 25c), parteciperanno Ilvo Diamanti, Emanuele Felice, Telmo Pievani e Silvana Salvini. Al termine, Gad Lerner condurrà una tavola rotonda sui principali aspetti emersi dalle relazioni con Romano Prodi, Chiara Saraceno, Gianpiero Dalla Zuanna e Massimo Livi Bacci.

Verso la metà del secolo, a distanza di una sola generazione da oggi, l’Italia avrà molti milioni di abitanti in meno, nonostante un possibile lieve aumento della natalità e il sicuro proseguire di un flusso di immigrazione consistente, anche se inferiore a quello dei quindici anni trascorsi. Questo ci dicono recenti e attendibili previsioni. La regressione demografica, seppure non drammatica nel numero complessivo, avrà però conseguenze economiche e sociali di grande rilievo, perché porterà, da una parte, a una forte diminuzione dei giovani e degli adulti e, dall’altra, a un fortissimo aumento della popolazione anziana. Uno stravolgimento della struttura per età mai avvenuto nella storia del paese, che metterà in tensione il sistema di welfare, frenerà la produttività e ridimensionerà il peso economico del paese nel sistema internazionale. Dopo due secoli di crescita demografica ininterrotta, l’inversione che sta profilandosi – come in altri paesi ricchi, ma in Italia più velocemente che altrove – determinerà condizioni demografiche, sociali ed economiche totalmente nuove e, con molta probabilità, non favorevoli.

L’incontro di Firenze intende discutere le implicazioni di lungo periodo di natura economica, sociale e politica delle tendenze in atto, le azioni che possono modificarle o attenuarne le conseguenze sfavorevoli, la fattibilità di vigorose politiche sociali atte a risollevare la curva delle nascite e a gestire i flussi migratori. Ilvo Diamanti, politologo e sociologo, parlerà su “Immigrazione e insicurezza: sentimento sociale e politico in Europa e in Italia”, proponendo un’analisi del clima culturale nel quale di svolgono i processi migratori nel nostro paese e nel resto d’Europa. Emanuele Felice, storico dell’economia, discuterà su “Popolazione e reddito in Italia nel lungo periodo: storia e prospettive”, ripercorrendo l’andamento della popolazione e del prodotto in Italia nell’ultimo secolo le relazioni tra migrazioni e crescita economica. Telmo Pievani, filosofo della scienza parlerà su “L’Italia nell’antropocene: cambiamenti climatici e scenari di popolazione”, adottando il termine “antropocene” per definire l’era geologica in corso. Un’era in cui le attività dell’uomo hanno un profondo impatto globale, di tipo ecologico, ma anche geofisico, che impoverendo certe zone, crea forti ripercussioni sugli spostamenti di popolazioni. Silvana Salvini, infine, studiosa di demografia, parlerà su “La popolazione italiana oggi e domani”, illustrando le tendenze in atto e presentando alcuni scenari plausibili per il nostro futuro.

I temi trattati nelle quattro relazioni, saranno poi dibattuti in una tavola rotonda condotta da Gad Lerner. Vi parteciperanno l’economista, accademico e politico Romano Prodi, la sociologa Chiara Saraceno, il demografo e politico Gianpiero Dalla Zuanna, e Massimo Livi Bacci, accademico dei Lincei e uno dei fondatori di Neodemos.

Redazione Nove da Firenze