Immigrazione: oggi la giornata della Memoria e dell’accoglienza

Bugli: "Non disperdere cultura della solidarietà". Un progetto europeo di Anci Toscana per recuperare la memoria storica


FIRENZE– Oggi si celebra la Giornata della Memoria e dell’accoglienza. Il 3 ottobre 2013 un’imbarcazione carica di rifugiati in maggioranza eritrei affondò a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa. Ci furono 368 morti tra bambini, donne e uomini. Nel frattempo, da quel 3 ottobre di tre anni fa, si calcola che siano stati oltre 270 mila i migranti salvati nel Mediterraneo, mentre il numero dei morti è calcolato in circa 11.500, 3.500 solo quest'anno e il 28% sono bambini. Solo quest’anno, sono circa 3.500 le persone che in questo mare hanno perso la vita nel disperato tentativo di trovare salvezza in Europa. La rotta del Mediterraneo risulta quella più pericolosa per migranti e rifugiati. Dall’inizio del 2016 hanno attraversato il mar Mediterraneo oltre 300.000 persone, il 28% sono bambini, molti non accompagnati o separati dalle loro famiglie.

"Sono numeri spaventosi – commenta Bugli - ai quali non dobbiamo assuefarci. La loro enormità deve farci capire che questa è la priorità sulla quale devono concentrarsi le energie dei Paesi e dell'Europa per trovare una soluzione: un mondo civile non può convivere con questi numeri. Così questa giornata deve spingere tutti a fare il possibile per trovare modalità concrete affinché le persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni, possano arrivare legalmente in un luogo sicuro senza dover intraprendere questi viaggi a rischio di perdere la loro vita". E bene, per l'assessore, ha fatto la scuola ad organizzare momenti di ricordo e di riflessione in questa giornata. "Non sia mai – dice - che si disperda la cultura della solidarietà e dell'accoglienza di fronte a questi sciagurati accadimen ti di questa epoca".

La Toscana è impegnata in prima linea, fin dal 2011, nell'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo. Gli ospiti hanno oramai superato quota diecimila, ma il modello è sempre rimasto quello di un'accoglienza diffusa: piccoli numeri, piccole strutture ma anche, sviluppo più recente, rifugiati accolti in famiglia. Di tutto questo si parlerà domenica Pisa, con una sguardo a quella Rete che rende disponibili servizi e appa dedicate per immaginare e produrre soluzioni ai problemi più urgenti, per trovare un alloggio, ritrovare familiari e parenti, anche loro in fuga dai paesi di origine, gestire l'accoglienza, seguire e proporre corsi e formazione.

“La giornata della memoria e dell’accoglienza è lo spazio del ricordo e della commemorazione ma al contempo il momento per affrontare e discutere del fenomeno migratorio nei Comuni, nelle comunità locali, ma soprattutto nelle scuole per diffondere la cultura dell’accoglienza -è intervenuta in Consiglio comunale la presidente della commissione Pari Opportunità Serena Perini- Le persone in fuga da guerre e persecuzioni molto spesso non dispongono di alternative sicure e regolari per raggiungere l’Europa. Solo rendendo disponibili con urgenza tali soluzioni le persone in fuga non saranno costrette a ricorre ai trafficanti rischiando la loro vita. Mercoledì scorso nella settima commissione, abbiamo votato una risoluzione che chiede al governo l’istituzione di corridoi umanitari come unico intervento per governare il flusso delle persone che cercano di arrivare nelle nostre terre. Non dobbiamo avere paura di proteggere, aiutare ed accogliere le persone”.

Giovani di seconda generazione provenienti dai paesi ex comunisti dell’est, che intervistano e si mettono a confronto con genitori e nonni, per ricostruire la memoria storica e inserirla nel contesto europeo di oggi. E’ questo l’obiettivo di “You2tellEu”, progetto transnazionale sulla memoria europea e le seconde generazioni di immigrati; una iniziativa inedita e innovativa ideata da Anci Toscana e finanziata dall’Unione nell’ambito del programma ‘Europa per i cittadini 2014-2020’. Anci Toscana è dunque capofila del progetto, di cui sono partner l’associazione britannica St. Vincent Family Project e il centro studi portoghese Cepese. L’obiettivo generale è portare nelle comunità locali i temi della cittadinanza europea, connessi con il racconto e l’interpretazione della storia di Europa. A tale scopo, saranno organizzati dei laboratori di memoria storica con giovani di seconda generazione, che vivono nel territorio toscano e provengono da famiglie originarie dell’Europa orientale. Alla conclusione delle attività, i partecipanti ai laboratori si confronteranno con delle testimonianze sulle società comuniste dell’Est europeo, intervistando immigrati di prima generazione. “In questo modo – spiegano Filippo Frangioni e Tommaso Scavone responsabili del progetto - costruiremo dei racconti, cercando di definire le memorie storiche come risultati di percorsi di partecipazione collettiva e come prodotti di un confronto fra prospettive differenti. Si esclude in tal modo che le memorie siano semplici frammenti di un monologo identitario e che la storia possa essere raccontata da prospettive univoche, in primo luogo di carattere nazionale”. Il progetto si rivolge anche ai problemi dell’immigrazione e dell’integrazione, considerandoli un processo di lungo periodo, che non riguarda soltanto il dialogo fra culture differenti, ma anche il confronto fra diverse generazioni. “Se il motto dell’Unione europea è ‘Unità nella diversità’ – concludono Frangioni e Scavone - il nostro progetto vuole ricostruire delle memorie e delle storie di Europa, diverse e specifiche, e tuttavia connesse nel processo comune della storia del nostro continente, affinché siano uno strumento per la costruzione di una cittadinanza europea”.

Redazione Nove da Firenze