Rubrica — Agroalimentare

Dopo un poco di pioggia, resta alto l’allarme per la siccità

Trovata soluzione per riprendere gli attingimenti a fini agricoli al lago di Massaciuccoli: acqua fresca dal Serchio per salvare le colture con la riattivazione dell'impianto di Pontasserchio. Ristrutturata la cassa di espansione di padule nella piana sestese. Sull'Ombrone argini nuovi alla Ferruccia e Caserana


FIRENZE- In questi giorni il tema della siccità è stato al centro delle cronache e della conta dei danni. Secondo le prime stime sono oltre 2 miliardi le perdite provocate alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 del tutto anomalo che lo classifica tra i primi posti dei più caldi e siccitosi da oltre 200 anni, come dimostra lo stato di difficoltà di fiumi e laghi. Oltre 200 milioni di euro è la stima dei danni da siccità all’agricoltura toscana dove la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza.

Per salvare le colture gli agricoltori sono costretti a ricorrere ad eccezionali irrigazioni di soccorso in particolare per gli ortaggi e la frutta, ma anche per il mais ed il girasole, ed anche i vigneti, per ridurre lo stress, sono oggetto di interventi irrigui. Questi straordinari interventi di irrigazioni, oltre ad aumentare i costi di produzione. determinano un elevato consumo di carburante agricolo è per questo che Coldiretti Toscana ha scritto una nota alla Regione nella quale si richiede di attivare le procedure per concedere una assegnazione supplementare di carburante agevolato.

“Abbiamo scritto all’Assessore Remaschi – ha detto Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – affinché a fronte di una situazione di estrema difficoltà per le imprese agricole si attivino tutti gli strumenti disponibili per alleviare nell’immediato le difficoltà. Certo occorre anche attivare nuovi interventi che affrontino il problema in modo più strutturale come la misura 4.1.4 del PSR relativa alla “Gestione della risorsa idrica per scopi irrigui da parte delle aziende agricole” che fino ad oggi è stata bloccata dalla Commissione europea e che noi contiamo – continua De Concilio - possa essere attivata nei mesi prossimi e potrà finanziare gli investimenti per migliorare la gestione e la razionalizzazione dell’utilizzo dell’acqua per l’irrigazione delle colture”.

Il lago di Massaciuccoli sarà nuovamente disponibile agli attingimenti a fini irrigui per i terreni agricoli. E' questo l'esito di una riunione tenuta ieri mattina a Firenze dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi e cui hanno partecipato, oltre ai tecnici dei dipartimenti regionali interessati, i rappresentanti del distretto idrografico dell'appennino settentrionale e del Consorzio di bonifica Toscana nord. Lo stop agli attingimenti si era reso necessario a causa delle perdurante siccità che aveva fatto scendere il livello del lago al di sotto dei livelli ritenuti compatibili con gli attingimenti. La sospensione avrebbe compromesso definitivamente i raccolti nei 500 ettari di terreni agricoli circostanti il lago e che fin qui erano stati irrigati dalle sue acque. La soluzione individuata ieri consiste nella riattivazione di una idrovora in località Ponte a Serchio che consentirà il prelievo di acqua dal fiume Serchio per immetterla presso il canale Barra e da qui all'interno del Lago di Massaciuccoli. Verranno così immessi nel lago 250 litri di acqua al secondo per 12 ore al giorno. Gli attingimenti potranno riprendere per una quota inferiore (170 litri al secondo) e sempre per un massimo di 12 ore. In questo modo ci sarà comunque un saldo positivo di acqua a beneficio del lago, e si consentirà alle aziende agricole di salvare le proprie coltivazioni. I parametri dei quali si dovrà tener conto nei controlli che verranno effettuati periodicamente saranno essenzialmente due: il 'minimo deflusso vitale' del fiume Serchio, e il livello del lago di Massaciuccoli. Se si dovesse scendere al di sotto di soglie che sono state individuate stamani saranno stabilite eventuali, ulteriori riduzioni negli attingimenti.

L’interruzione dell’irrigazione rischiava infatti di far andare perse oltre 500 ettari di culture (mais, girasoli, ortaggi… ecc…) con gravi danni economici per gli imprenditori agricoli e per lo stesso ambiente del lago. Normalmente, infatti, le colture di Massaciuccoli, Massarosa e Vecchiano, vengono irrigate con l'acqua del Lago, che è distribuita ai terreni attraverso una serie di cateratte, azionate dal Consorzio di Bonifica.

Anche a Pontassieve è attiva l'ordinanza del Comune (ORDINANZA N. 230) per un uso corretto dell'acqua (che potrà essere utilizzata «esclusivamente per gli usi alimentari ed igienico-sanitari») ed evitare gli sprechi. I cittadini sono invitati sono invitati a rispettare il testo dell’ordinanza a fronte anche della situazione di grave siccità che sta investendo l’intero territorio.

Sono iniziati da qualche giorno i lavori di completamento della cassa di espansione del Padule nella Piana Fiorentina, comune di Sesto. Un investimento da 280 mila euro, cofinanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del programma di finanziamento dei progetti relativi al Parco Agricolo della Piana, progettato e realizzato dal Consorzio nell’ambito dei protocolli d’intesa e convenzioni siglati con il Comune già dal 2012 e nei quali si concordava il passaggio dei terreni al Demanio Regionale e l’affidamento delle manutenzioni al Consorzio. Così l’opera per la gestione in sicurezza delle piene sul Canale di Cinta Occidentale e canale di adduzione si rafforza grazie a nuovi lavori di difesa idraulica ovvero la realizzazione di una banca intermedia interna all’argine e si arricchisce di una nuova area verde di oltre 7 ettari e di tutte le attrezzature utili per l’accoglienza, le passeggiate e il birdwatching in una delle diverse oasi paesaggistiche della zona.

Continuano spediti gli interventi di ripristino a seguito degli eventi alluvionali delle arginature del Torrente Ombrone nel tratto compreso tra Ferruccia e Ponte alla Caserana. In particolare sono ormai vicini a conclusione proprio in queste settimane i lavori sulla sponda sinistra a valle del ponte di Via IV Novembre e in corrispondenza di “Case Coppini”, dove le sponde arginali risultavano protette, in alcuni tratti, da muri in pietra e mattoni già instabili o danneggiati dalle ondate di piena degli ultimi tempi che avevano determinato diversi franamenti di terreno.Pulizia dalle piante infestanti, ristuccature, consolidamenti e rifacimenti veri e propri dei muri e delle scogliere per un totale di progetto di circa 650 mila euro cofinanziati dal Consorzio e dalla Regione nell’ambito delle manutenzioni straordinarie sul reticolo in gestione per una maggiore sicurezza idraulica del territorio.

Redazione Nove da Firenze