Bilancio Firenze 2016: altri milioni dalla Tassa di Soggiorno, Irpef azzerata

​Il Consiglio comunale ha approvato con 22 voti a favore e 7 voti contrari il Bilancio consuntivo 2016


Azzeramento dell'Irpef per le famiglie fiorentine per un valore complessivo di 50 milioni di euro. Sono arrivati 2 milioni in più dalla tassa di soggiorno, rispetto allo scorso anno, che vale in totale adesso 30 milioni di euro. Sono stati recuperati 10 milioni grazie al contrasto alla evasione ed elusione fiscale. Registrato un avanzo di deposito di cassa.

 “Abbiamo approvato un bilancio in salute – sottolinea il capogruppo del Partito Democratico Angelo Bassi – che ha a cuore i bisogni e le esigenze dei fiorentini. In particolare è stata azzerato il pagamento dell'Irpef per le famiglie per un valore complessivo di 50 milioni. E' stato un lavoro accorto ma che ha dato ottimi risultati. Un rendiconto che ha tenuto in equilibrio sia le necessità delle famiglie salvaguardando le fasce più deboli della popolazione. C'è stato un recupero di 10 milioni di euro grazie al contrasto ed alla elusione fiscale ed abbiamo ricavato in più oltre 2 milioni dalla tassa di soggiorno che vale, in totale, 30 milioni di euro. Un bilancio consuntivo – aggiunge il capogruppo del PD Angelo Bassi che non ha dimenticato le esigenze delle imprese e gli investimenti per lo sviluppo della città come i lavori in corso per la realizzazione delle linee 2 e 3 della tramvia. Confermiamo, infine, con questo bilancio – conclude il capogruppo del Partito Democratico Angelo Bassi – il patto generazionale, che abbiamo intrapreso in questa consiliatura, e che punta a non far ricadere sulle nuove generazioni i debiti del passato”.

“Abbiamo approvato il rendiconto 2016 del Comune di Firenze che è stato definito “solido” da molti consiglieri. Un bilancio – sottolinea il presidente della Commissione Affari Generali, Organizzazione, Bilancio e Tributi Luca Milani – che ha puntato molto sui bisogni dei fiorentini. Abbiamo lavorato molto nel corso delle varie sedute della Commissione da me presieduta per analizzare i conti del bilancio consuntivo. E' stato molto apprezzato l'azzeramento dell'Irpef per le famiglie fiorentine per un valore complessivo di 50 milioni di euro. Inoltre Nel corso del 2016 il Comune di Firenze, a differenza dell’anno precedente, non ha infine fatto ricorso all’anticipo di tesoreria e abbiamo registrato un avanzo di deposito di cassa. Sono stati recuperati 10 milioni grazie al contrasto alla evasione ed elusione fiscale. Sottolineo – aggiunge il presidente Luca Milani – i pagamenti tempestivi da parte dell'amministrazione immettendo nell'economia cittadina 577 milioni di euro. Inoltre abbiamo registrato 2 milioni in più dalla tassa di soggiorno, rispetto allo scorso anno, che vale in totale adesso 30 milioni di euro. Gli investimenti finanziati con le sole entrate del 2016 sono state, in totale, 102 milioni; i servizi a domanda individuale hanno comportato una spesa complessiva di 41 milioni. Un bilancio – prosegue il presidente Milani – che, complessivamente, tiene l'equilibrio sia i bisogni delle famiglie che le esigenze delle fasce più deboli. Questa amministrazione ha tenuto conto delle necessità delle imprese e degli investimenti per lo sviluppo della città in primis dando una sterzata alla realizzazione delle linee del tram e la salvaguardia del verde e dell'ambiente e sopratutto gettando le basi per prossimi bilanci sempre più solidi grazie all'adeguata copertura del fondo per crediti di dubbia esigibilità. Questo bilancio consuntivo – conclude il presidente Luca Milani – prosegue il vero e proprio patto generazionale, iniziato proprio nel corso di questa consiliatura, che punta a non far più ricadere debiti sulle generazioni successive”.

“Un bilancio in ottima salute quello presentato oggi. Ma non è così. L'amministrazione è tutta impegnata a far spender meno, a nascondere con artifici di bilancio l'eredità del passato e a non dare un futuro migliore a Firenze” commenta Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra.
“Dico questo perché prima ci si scagliava contro il patto di stabilità, che per troppi anni ha ingessato il bilancio, e una volta rimosso l'ostacolo adesso ci sentiamo dire che il problema è l'obbligo di accantonamento di fondi per coprire i possibili mancati incassi. Siamo solidali con chi si trova a dover gestire un bilancio, che dopo anni in cui la parte corrente delle entrate – continua il capogruppo – quella che finanzia le spese per i servizi ai cittadini, era stata riempita di artifici contabili, e ora si ritrova a fare pulizia di cifre inesigibili e costretta per il futuro ad accantonare risorse nei bilanci per sicurezza. Si tratta di tanti, troppi residui attivi e passivi che vengono stralciati. Un esempio per tutti è la radiazione da 10.5 milioni delle multe che si sarebbero dovute incassare nel 2009 e che ancora oggi non sono state pagate, oppure i 3.8 milioni della Cosap del 2015 che viene fatta passare come errore quando invece sono soldi iscritti per far quadrare i conti sulla carta e riuscire a salvare la faccia alla politica”.

Il consigliere dell'opposizione di sinistra in Palazzo Vecchio aggiunge: “Non era difficile capire nel 2009, che senza i vigilini per le strade, non si sarebbero potute fare le stesse multe dell'anno precedente o che senza nuova autorizzazioni d'occupazione del suolo pubblico si potesse avere un aumento di quasi 4 milioni”.
“E come si può fare se le entrate sono sempre in diminuzione? L'unica soluzione – precisa Grassi - è risparmiare sui servizi alla cittadinanza. E che in parole semplici non sono altro che tagli e riduzioni che si scagliano sulla vita dei fiorentini. Così non va proprio. E le parole dell'assessore Perra sulla riscossione coattiva purtroppo non sono allineate con quanto sta accadendo. Presto verranno a galla i problemi dovuti al pessimo meccanismo dell'amministrazione comunale, che incassa poco o nulla dagli evasori veri e propri, a cui rischia di mandare in prescrizione grosse cifre, mentre rincorre con solleciti e ingiunzioni chi cerca di scappare o chi ha problemi a pagare”.
“Sia chiaro che con maggiori fondi gli ambiti in cui aumentare l'investimento economico nei servizi alla cittadinanza non mancherebbero. Ad esempio – conclude Grassi - nel 2016 abbiamo raschiato il barile dei fondi del sociale pur di rispondere ai bisogni degli stranieri minori non accompagnati, sacrificando le risorse per i minori, gli anziani e le famiglie in difficoltà. Per non parlare di cultura e ambiente, di nuove opere e di manutenzioni, così come ci vorrebbero almeno 20 milioni per mettere in sicurezza il patrimonio degli alloggi popolari sul territorio comunale. È chiaro che le risorse se disponibili servirebbero per migliorare la vivibilità e ampliare i servizi alla cittadinanza”.

“È impossibile non notare l'ingente aumento delle entrate, derivanti anche dalle multe ma non solo, e la non corrispondente ingente uscita a favore di cultura e turismo, soprattutto se consideriamo l'importanza che hanno turismo e cultura per la nostra città. Altri paesi del mondo farebbero di questa nostra fortuna l'entrata principale e la svilupperebbero al massimo, perché noi continuiamo a dimenticarcene?” commenta Arianna Xekalos, consigliera del M5S a Firenze.

“Non condividiamo la gestione dei pomeriggi nelle scuole d'infanzia, come non condividiamo le numerose esternalizzazione per i più svariati servizi, né la gestione delle mense fiorentine, che hanno creato e stanno creando non pochi problemi. Per non parlare di quelle alienazioni, ancora presenti nel bilancio, di numerosi immobili che secondo noi dovrebbero essere valorizzati e non svenduti – continua Xekalos – in ogni quartiere abbiamo fatto delle osservazioni, anche presentando ordini del giorno che mettono al centro le esigenze dei cittadini, come quelli con cui abbiamo chiesto sgravi a favore dei residenti che vivono situazioni di forte disagio a causa dei lavori per la realizzazione della tranvia, ma anche quest'anno nessuna proposta è stata approvata.
Non condividiamo assolutamente il programma del PD: a partire dalle annuali perdite della SAS, causate dalla incapacità di gestire questa società o dalla mancanza di volontà di gestirla bene, fino alla insoddisfacente gestione del personale, per cui si sente tanto parlare di sicurezza ma poi non si investe in maniera adeguata in polizia municipale e nella relativa strumentazione”.

Miram Amato, consigliera comunale di Alternativa Libera dichiara il proprio voto contrario al bilancio: “L'amministrazione comunale continua a dimenticarsi degli ultimi. Emblematico è il caso dei nuovi bagni realizzati in centro storico non provvisti di docce, e quindi utili solo per i turisti. La stessa politica abitativa è stata fallimentare con liste di attesa infinite, svendita di alloggi pubblici e inquilini spostati come pedine. Chi non ha soldi ormai è un cittadino non considerato a Firenze e questo deve far riflettere sulla civiltà della nostra città e della nostra amministrazione. Ma il mio voto contrario è anche per le politiche culturali della giunta Nardella con Palazzo Vecchio che continua ad affittare luoghi storici e monumenti, trasformando la cultura in una semplice macchina per far soldi, dove valorizzare significa monetizzare. Colpa dei cantieri delle tramvie fiorentine che costeranno 37 milioni a km contro i 7/8 della media europea, e di un’amministrazione non capace di garantire i servizi pubblici”.

L’ultima parte dell’intervento in consiglio comunale è stata riservata alle società miste: “I dividendi incassati dal Comune per Publiacqua sono pari a 4 milioni di euro, mentre le bollette continuano ad aumentare, così come i profitti contrariamente a quanto chiesto dai cittadini con referendum. Ma non è l’unico caso emblematico, infatti, mentre i dividendi per Toscana Energia ammontano a 5.837.075 di euro, che ritroveremo nel prossimo bilancio, i lavoratori denunciano difficoltà a coprire i turni di reperibilità, per la carenza di personale”.

Redazione Nove da Firenze