La Asl di Firenze mette a dieta i celiaci e chiede indietro i buoni spesa

Da gennaio la Regione provvederà al rimodulamento dell'importo dei buoni per l'acquisto di alimenti senza gllutine in base a un diverso apporto calorico

ALIMENTAZIONE —
Ai fiorentini affetti da celiachia in questi giorni stanno arrivando a casa raccomandate con cui la Asl 10 richiede i buoni rilasciati per l’acquisto dei prodotti senza glutine. Davvero. Come mai? Perché la Regione dovrebbe rimodularne la consistenza, e allora intanto – anche se la delibera non c’è ancora – la Asl di Firenze ha pensato di avvantaggiarsi nel richiederli indietro. Ma è l’unica o ci sono altre Asl che stanno facendo questo? E quali sono gli accordi tra Regione Toscana e Associazione dei celiaci? Quale l’ammontare della spesa regionale a favore di questi cittadini nell’ultimo triennio?

Queste le domande su cui il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (Pdl) ha deciso di interrogare la giunta regionale. L’atto è stato sottoscritto anche dai Consiglieri fiorentini del Pdl: in ordine alfabetico Giovanni Donzelli, Stefania Fuscagni (Portavoce dell’opposizione), Paolo Marcheschi, Nicola Nascosti e Tommaso Villa.

«E’ notizia di questi giorni – scrivono gli esponenti del Pdl – che il dipartimento del Farmaco della Asl 10 di Firenze abbia inviato una raccomandata ai pazienti celiaci per richiedere i buoni-contributo per l’acquisto di prodotti senza glutine, indicando 15 giorni di tempo per restituire il buono, pari a circa 240 euro per le donne e 60 euro per gli uomini. I buoni come contributo per l’acquisto di prodotti senza glutine sono di 130 euro mensili, ma da gennaio la Regione dovrebbe rimodularli al fabbisogno calorico portandoli a 110 euro per le donne e 125 per gli uomini». Al momento, però, la giunta regionale non ha ancora approvato la delibera dove si ritoccherebbero al ribasso i buoni spesa: «Quindi, da articoli apparsi sulla stampa, è emerso che la giunta stessa si sia contrariata del comportamento della Asl 10», notano Mugnai e i suoi colleghi.

«La richiesta di restituzione della Asl 10 – riflettono poi – potrebbe essere fatta anche dalle altre 11 aziende sanitarie». Per questo ritengono «opportuno verificare quale sia il coordinamento in materia di buoni spesa per celiaci tra la giunta e le Asl e quali potrebbero essere i provvedimenti regionali per incidere sulla riduzione dei costi dei prodotti per celiaci». Da qui i quesiti, nei quali il Pdl chiede di sapere «quale sia l’ammontare di spesa regionale per i pazienti celiaci negli ultimi tre anni», «quali Asl abbiano attivato la procedura di restituzione dei buoni spesa per celiaci» nonché «i contenuti dei provvedimenti concordati con l’AIC (Associazione Italiana di Celiachia) per incidere sul costo dei prodotti per celiaci».

Redazione Nove da Firenze