Firenze: corteo degli studenti danneggia vetrina di banca

Riforma Gelmini: sì da Camera. Scontri a Roma. Pisa: stazione occupata. In mattinata occupazione del Ponte alla Vittoria. Poi proteste a Novoli e in viale Guidoni. Denunciati i promotori non autorizzati


UNIVERSITÀ — Firenze, 30 novembre 2010- Hanno occupato Ponte alla Vittoria le centinaia di studenti che questa mattina sono partite dal polo delle scienze sociali. Traffico bloccato per ore sui viali di circonvallazione di Firenze, a causa del corteo organizzato per protestare contro il ddl Gelmini. In viale Redi, lungo il percorso studentesco, è stata danneggiata una vetrina dell'agenzia della Banca nazionale del Lavoro.

Il corteo degli studenti pisani contro il ddl Gelmini oggi ha bloccato la ferrovia. E’ ripreso alle 17.10 il traffico nella stazione di Pisa Centrale, sospeso alle 12.25 dopo l’occupazione dei binari da parte di un consistente gruppo di studenti che ha bloccato i flussi di traffico sia passeggeri a lunga percorrenza (sulla linea “Tirrenica” Genova – Roma) sia regionale (sulle linee Firenze – Livorno, Pisa – La Spezia, Pisa – Lucca, Pisa – Grosseto ed i collegamenti con l’aeroporto di Pisa). La circolazione dei treni è ripresa gradualmente dopo che le squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) hanno effettuato i necessari controlli per verificare l’integrità dei binari e il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza. Complessivamente sono stati interessati dal blocco della circolazione 8 treni a lunga percorrenza con ritardi medi di circa 2 ore e un centinaio di treni regionali, di questi 41 cancellati per l’intero percorso e 22 per parte del loro percorso, mentre 39 treni regionali hanno registrato ritardi tra i 15 e i 110 minuti.

“Ancora una volta la città è ostaggio di un manipolo di esagitati pronti a recare danno ai cittadini pur di sfogare la loro smania di protagonismo. Era questo il momento di riflessione che il Rettore voleva favorire sospendendo l’attività accademica per l’intera giornata di oggi? Con la sua decisione il professor Tesi ha favorito il caos”. Così il consigliere regionale del Pdl e coordinatore regionale della Giovane Italia Tommaso Villa in merito al corteo di protesta contro il Ddl Gelmini “Manifestare il proprio pensiero è legittimo, un diritto sì da tutelare, ma sino a quando non va a ledere diritti altrui, come ad esempio raggiungere il proprio posto di lavoro. Rivolgiamo un appello al Prefetto affinché intervenga a tutela della cittadinanza, stanca di dover subire in silenzio le bizze di una minoranza irrispettosa. Al di là delle motivazioni che animano i manifestanti, motivazioni che non condividiamo in maniera assoluta, quel che ci preoccupa è la violenza e l’illegalità di questi atti. Protestino pure – ha concluso Villa – ma non paralizzino la città, poiché non è bloccando il traffico che bloccheranno l’approvazione della riforma”.

“Quanto accaduto oggi all’interno della nostra città ha dell’incredibile. L’intera viabilità saltata, migliaia di automobilisti bloccati a causa di cortei non autorizzati e di blitz in diversi punti della città. A quanto pare, in questa città, ha più dignità chi contesta, di chi lavora”. Questo il duro commento del consigliere regionale del PdL Nicola Nascosti e del consigliere comunale, sempre del PdL, Francesco Torselli. “Quanto accaduto oggi a Firenze – spiegano i due esponenti del centrodestra – fa il paio con quanto già visto nei giorni scorsi e sbugiarda nuovamente quegli assessori che avevano invitato gli studenti a manifestare responsabilmente e nel rispetto di chi, nel traffico, si ritrova per lavoro o per svolgere le normali attività quotidiane”. Per Nicola Nascosti e Francesco Torselli è “inaccettabile ed ai limiti del ridicolo l’atteggiamento di una sinistra che sale sui tetti, che occupa le staoni, che paralizza le università, blocca la viabilità, in nome di una contestazione che appare per molti versi fine a se stessa”. “Questi signori – proseguono i due consiglieri del PDL - gridano alla rivoluzione, sognano un nuovo sessantotto e non si rendono conto di essere sltanto uno strumento nelle mani di quei potentati e di quei baronati che combattono una guerra disperata per il mantenimento dello status quo e per tentare disperatamente di far restare in piedi un sistema fallimentare di gestione del pubblico servizio, che finalmente, grazie a questo governo, sta cambiando. Il vero spirito rivoluzionario è semmai da ritrovare nei passi della cosiddetta “Riforma Gelmini” che mira ad abbattere il sistema baronale che fino ad oggi ha regnato nella scuola e nelle università italiane, riportando al centro dei criteri valutativi unicamente la meritocrazia”. “Hanno poi dell’incredibile – concludono Nascosti e Torselli - le dichiarazioni del rettore di Firenze Tesi, che in questi giorni non solo non ha speso mezza parola per prendere le distanze da certi atteggiamenti di ‘pseudo-studenti’, ma addirittura si è prodigato nel suggerire forme di protesta, come ad esempio il blocco della didattica. E di fronte ad un funzionario di pubblico servizio che propone la sospensione dello stesso, crediamo ogni commento ulteriore sia superfluo. Ricordiamo solo, al Rettore Tesi, qualora la sua nuova veste di ‘rivoluzionario’ gli abbia fatto dimenticare il ruolo che riveste, che lui ‘Rettore’ lo è di tutti gli studenti”.

Redazione Nove da Firenze