Rubrica — Agroalimentare

Albero di Natale: la coltivazione concentrata in Toscana

Nelle province di Arezzo e Pistoia


(DIRE) Roma, 2 dic. - La vendita avviene nei vivai, nella grande distribuzione, presso i fiorai, nei garden, ma ottime occasioni si trovano anche in molti mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L'albero naturale italiano concilia il rispetto della tradizione con quello dell'ambiente a differenza delle piante di bassa qualita' importate dall'estero che raggiungono l'Italia dopo un lungo trasporto con mezzi inquinanti. In Italia gli alberi naturali - informa la Coldiretti - sono coltivati soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all'abbandono e contribuiscono a migliorare l'assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l'erosione e gli incendi. Grazie agli alberi di Natale e' quindi possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna con il terreno lavorato, morbido e capace di assorbire la pioggia in profondita' prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie diminuisce il pericolo d'incendi. Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio - rileva la Coldiretti - derivano per circa il 90 per cento da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10 per cento (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di "sfolli", diradamenti o potature indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco. In Italia la coltivazione dell'albero di Natale e' concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia) ed in Veneto. Niente a vedere con le piante di plastica che - conclude Coldiretti - arrivano molto spesso dalla Cina e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell'ambiente. (Com/Vid/ Dire)

Redazione Nove da Firenze