Ataf: Firenze è l’unica città dove non si viaggia a Natale, Pasqua e Primo Maggio


Firenze 21-04-2009- Dopo la rottura del tavolo della trattativa da parte dei sindacati avvenuta ieri in Prefettura la presidente di Ataf, Maria Capezzuoli, lancia di nuovo l’appello alle rappresentanze dei lavoratori perché tornino a perseguire la strada di un confronto costruttivo. “Ataf deve diventare un’azienda produttiva e competitiva per stare sul mercato del trasporto pubblico locale, deve allinearsi agli standard dei competitor per partecipare alle gare e vincerle. Certe diseconomie non sono più sostenibili se vogliamo fare di Ataf un’azienda in grado di sviluppare e migliorare il servizio di trasporto pubblico”. Per esempio gli autisti di Ataf non prendono servizio nei giorni di Natale, Pasqua e Primo Maggio: “A differenza delle altre città d’Italia (Bologna, Napoli, Roma, Torino, Venezia) – dice il direttore generale di Ataf, Filippo Allegra – dove al contrario, questi sono considerati giorni festivi come la domenica, e il servizio viene svolto e regolamentato come tale. Occorre quindi intervenire anche sull’organizzazione del lavoro che va improntata a criteri di efficienza e produttività”. Gli autisti Ataf godono di 84 giorni di riposo l’anno, 23 in più rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale del lavoro che interessa la categoria. L’azienda ha proposto ai sindacati di mantenere tutte le giornate di riposo aggiuntivo recuperandone solo una parte (8 giorni) attraverso l’aumento delle prestazioni quotidiane su ogni turno di lavoro nella misura di 12 minuti. Gli autisti dovrebbero quindi lavorare 6 ore e 48 minuti al giorno invece che 6 ore e 36 minuti. In tempo di crisi e in assoluta controtendenza rispetto a molte aziende anche toscane, Ataf intende investire ed assumere nuovi autisti, applicando il contratto collettivo nazionale di apprendistato. L’azienda ha già svolto la selezione pubblica per la ricerca degli operatori di esercizio: le organizzazioni sindacali hanno contestato il fatto che l’orario di lavoro proposto ai nuovi assunti non corrisponda a quanto applicato fino ad oggi in azienda, bloccando le assunzioni. Assumere nuova forza lavoro alle condizioni previste dagli accordi aziendali è insostenibile dal punto di vista economico. “Con l’occasione della conferenza stampa vogliamo togliere il velo da alcune ipocrisie. Risanare l’azienda significa non incidere ulteriormente sulle tasche dei contribuenti, e non il contrario - dice la presidente Capezzuoli - E infine deve essere chiaro che Ataf non sta licenziando nessuno, non sta riducendo gli stipendi dei lavoratori neppure di un centesimo e non immagina di ricorrere a manovre straordinarie come la ricapitalizzazione (anche questa citata a sproposito in alcune dichiarazioni rese da esponenti sindacali agli organi di stampa)”.
“Evidentemente la situazione conflittuale deriva dalla mancanza di risorse finanziarie – ha dichiarato Mario Razzanelli – e ad una esigenza di riequilibrio del bilancio. Da qui nasce il contrasto tra Sindacati e ATAF, che auspico possa giungere ad un compromesso quanto prima nell’interesse dei lavoratori e dell’utenza”. “L’Amministrazione comunale, non l’ATAF – ha proseguito Razzanelli - ha sprecato risorse finanziarie enormi per la tramvia, che potevano essere investite direttamente nell’ATAF.” “E’ vero che mancano i soldi all’azienda ATAF, che oggi è costretta ad un braccio di ferro con i Sindacati, indipendentemente dalla giusta causa, ma il Comune di Firenze – accusa Razzanelli - per la costruzione della Linea 1 della tramvia il Comune ha speso 150 milioni di euro in più di quanto previsto. Dovrà inoltre pagare al Gestore della linea 1 della tramvia 20 milioni di euro di penale per il ritardo della messa in funzione della Linea 1 rispetto alla data prevista del 1 gennaio 2008. Infine per la gestione della Linea 1 dovrà spendere quasi 10 milioni di euro all’anno, mentre attualmente il costo a carico del Comune delle linee ATAF da Scandicci a Firenze non superano il mezzo milione di euro all’anno. Queste ingenti risorse finanziarie – conclude Razzanelli - avrebbero garantito all’ATAF una ristrutturazione ed una riorganizzazione del servizio e la gestione di questi conflitti sindacali, su basi e tempi diversi”.

Redazione Nove da Firenze