8 Marzo a Firenze: festa della donna tra sciopero e corteo

Si ferma il trasporto locale


In contemporanea alle donne di 50 paesi del mondo anche Firenze scende in piazza per dire basta alla violenza contro le donne e alla violenza di genere. Una grande evento di mobilitazione e di Sciopero globale organizzato in occasione della Giornata internazionale della donna. In 70 città italiane cortei, assemblee, manifestazioni creative. Le donne scendono in piazza e per la prima volta incrociano le braccia interrompendo ogni attività produttiva e riproduttiva.

 “Abbiamo voluto che fosse un'occasione di lotta sui temi della contrattazione, della dignità della persona e dei diritti sul lavoro”, spiega la Fp Cgil di Firenze che ha organizzato due iniziative sul territorio, che hanno avuto come filo conduttore la cultura, il lavoro e le rivendicazioni sindacali volte al femminile.
“In questi anni di crisi, sono soprattutto le donne a pagarne il prezzo più alto. Per il nostro comparto è ancora più dirompente l'impatto poiché i tagli ai servizi hanno gravi conseguenze per le donne sia come lavoratrici che come cittadine”, ha detto Alessandro Giorgetti, segretario generale Fp Cgil Firenze.

Due appuntamenti oggi a Firenze organizzati dalla Fp Cgil:
1) dalle ore 10 alle ore 12 presidio “Non un'ora di più, non un diritto di meno!” in Largo Caruso 1 davanti alla Rsa Villa Gisella a sostegno delle lavoratrici che si occupano di anziani e disabili e contro la proposta di rinnovo del Contratto nazionale Anaste, che vuole diminuire i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e aumentare l'orario di lavoro. Al presidio era presente la segretaria generale della Cgil fiorentina Paola Galgani, che ha spiegato: “Al fianco delle donne che difendono il proprio lavoro: ci sembra un ottimo modo di celebrare l’8 marzo”. C’era anche il camper dei diritti della Cgil, per la campagna del sindacato che chiede due Sì ai referendum su abolizione dei voucher e responsabilità solidale negli appalti.
2) alle ore 10:30, nella ludoteca dell'Ospedale Meyer, per l'educazione e la cultura al femminile, l'attrice Marion D'Amburgo ha letto favole e filastrocche di Gianni Rodari per i piccoli ospiti dell'ospedale.

Nel pomeriggio, il camper dei diritti è stato nel Comune di Figlie-Incisa, dove i sindacalisti hanno incontrato la sindaca Giulia Mugnai (domani il camper sarà in giro nell’Empolese Valdelsa).
Infine, a Tavarnelle val di Pesa, da parte dei militanti Cgil, è prevista la consegna al ministro Martina di una lettera che chiede al Governo di fissare la data per i due referendum su voucher e appalti, e di accorparla a quella del voto per le amministrative (nell’occasione, col ministro si intende discutere anche della vertenza locale Coli).
Nel tardo pomeriggio, in piazza Ss.Annunziata, la Cgil al corteo del movimento “Non Una di Meno”, per i diritti delle donne, con arrivo in piazza S.Spirito.

A Firenze, dalle 10.00 alle 18.00 la mobilitazione è concentrata in piazza SS. Annunziata dove si svolgono laboratori, dibattiti, performance per porre l'attenzione sui motivi che hanno portato allo sciopero e su molte altre tematiche tra le quali le discriminazioni di genere.
In piazza le lavoratrici della Sanità Pubblica, dell'Ataf, di Publiacqua e molte altre che aderiscono allo sciopero ed hanno organizzato iniziative di protesta. Inoltre confluiranno studentesse e studenti. L'intento è quello di "riappropriarsi" di piazza SS. Annunziata, luogo storico importante per le donne, in quanto proprio qui si trovava uno dei consultori più grandi della città, ormai chiuso da due anni.

Alle 18.00 la partenza del corteo da SS. Annunziata, con arrivo in Piazza Santo Spirito. Durante il corteo performance simboliche di sensibilizzazione davanti a luoghi simbolici "Sono ben accetti strumenti, fischietti e qualunque cosa faccia rumore! Tutte, tutti vestiti di nero con qualcosa di fucsia fin dalla mattina" hanno detto gli organizzatori. 

Manifestazione questa mattina sul viale dei Mille a Firenze presso la sede Ataf del trasporto locale.
“Questa non è una città a misura di donna e chiedo il potenziamento del trasporto pubblico notturno e maggiori agevolazioni per le donne: abbiamo ancora tutti in mente l'ultima aggressione subita di notte a fine febbraio da una ragazza in via Baracca” così la consigliera Miriam Amato, nel giorno della festa della Donna, annuncia la presentazione di una mozione in Consiglio comunale.
 “Questi episodi di violenza non devono più succedere - sottolinea la consigliera di Alternativa Libera - per questo la risposta politica deve essere più forte e nel giorno dell'8 marzo chiedo interventi concreti per una città più attenta alle donne”.
“Attualmente il servizio autobus è inesistente dopo le due di notte - ricorda Amato - ma mancano anche agevolazioni sostanziali per l’utilizzo dei taxi soprattutto nelle ore notturne. Le tariffe rosa, con lo sconto limitato solo al 10% per chi di notte viaggia sola, valgono dalle 21 fino alle 2. La stessa tramvia non è in funzione: finisce a mezzanotte e mezzo in settimana e alle due nel weekend. Le donne possono usare gratis ad oggi solo le auto di car sharing di Share'ngo dalle 1 alle 6 di mattina, ma i mezzi sono in numero limitato e non si trovano ovunque”.

Con la mozione la consigliera chiede quattro interventi precisi: “potenziamento delle corse notturne degli autobus a chiamata, anche con l’estensione dell’orario oltre le due di notte attuali; a incrementare gli sconti notturni dei taxi per le donne con l'estensione del servizio fino alle ore 6; a estendere l'orario notturno della tramvia; infine incrementare il numero delle auto a car sharing disponibili con l’uso gratuito dalle ore 1 di notte alle 6 di mattina. Sono proposte concrete - conclude Amato - che possono dare risposte a tante donne che attualmente non sanno come muoversi in sicurezza nelle ore notturne”.

Giornata di protesta in Largo Caruso 1, davanti alla sede della Rsa Villa Gisella. "La data non è stata scelta a caso. L'8 marzo, Festa delle Donne, vogliamo mobilitarci per celebrare la festa e per dire no a queste vessazioni che in modo principale penalizzeranno proprio le donne perché sono di gran lunga le più utilizzate nei lavori di cura alle persone e perché il loro lavoro non termina con la timbratura del cartellino".

"Il 21 febbraio scorso si sono riuniti i lavoratori e le lavoratrici della Rsa Villa Gisella di Firenze per valutare le iniziative della Proprietà e della Direzione tese a sopprimere tutti i contratti e accordi collettivi, compresi i territoriali e gli aziendali. Nei mesi passati infatti la loro associazione datoriale (Anaste) ha proceduto alla disdetta unilaterale degli accordi integrativi territoriali con la conseguente soppressione degli integrativi aziendali di parte economica. Tutto ciò aggravato dalla recente disdetta anche del contratto collettivo nazionale di lavoro, con la richiesta esplicita di lavorare di più, passando da 38 a 40 ore settimanali. Contestualmente l’associazione datoriale chiede anche la soppressione di tutte le libertà retribuite previste dal contratto precedente e pari a oltre 50 ore annuali; il nuovo limite dell’orario di lavoro potrà passare quindi da 38 a 41 ore medie settimanali a parità di retribuzione o con aumenti irrisori.

Per queste e altre ragioni l'assemblea ha proclamato lo stato di agitazione che è stato comunicato al Prefetto, il quale ha proceduto alla convocazione delle parti. In Prefettura abbiamo chiesto il ripristino di tutti gli accordi integrativi soppressi e che la delegazione toscana di Anaste assuma, in sede di trattativa nazionale, impegno formale per un rinnovo coerente con le aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori tesi al ripristino delle precedenti garanzie contrattuali. La risposta della Proprietà e del Direttore Sanitario, nonché Vice Presidente vicario di Anaste nazionale, è stata ancora di chiusura, quindi il Prefetto ha proceduto alla verbalizzazione di un documento di mancato accordo. L'assemblea ha deliberato, in assenza di novità sostanzialmente positive, di indire uno sciopero da effettuare nella prima quindicina del mese di marzo 2017 in attesa che le OO.SS. nazionali procedano, per quanto di loro competenza, nella indizione di un primo sciopero nazionale" spiega Fp Cgil Firenze.

Redazione Nove da Firenze