76° anniversario della Liberazione: le celebrazioni

100 anni dalla nascita del partigiano Gracco. Dmitrij Palagi e Antonella Bundu (Sinistra Progetto Comune) e Rifondazione Comunista: “Firenze lo ricordi come merita”. Comune di Greve in Chianti e Anpi ricordano marito e moglie trucidati dalle truppe nazifasciste. Regione e Comune di Larciano insieme per la costruzione del Museo dell'Eccidio del Padule di Fucecchio


«Angiolo Gracci, nome di battaglia Gracco, è nato a Livorno il 1° agosto del 1920. A 100 anni da quell'evento, Firenze ha la possibilità e il dovere di ricordare uno degli eroi della sua Liberazione -dichiarano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, Consigliere e Consigliera comunali di Sinistra Progetto Comune a Firenze- Tra le sue braccia il Comandante Potente ha pronunciato alcune delle sue ultime parole, prima di morire a seguito dei colpi subiti, mentre si portava avanti la lotta partigiana nella nostra città. Abbiamo depositato alcuni giorni fa una mozione, con cui chiediamo che il Comune di Firenze individui un monumento per ricordare uno dei protagonisti della migliore storia del nostro territorio. Lo dobbiamo alla vita che questo partigiano ha dedicato, anche nel passato più recente, alla difesa della libertà e contro ogni forma di oppressione».

«Gracco è stato iscritto a Rifondazione Comunista e all'ANPI senza mai fare sconti alle opinioni politiche che non condivideva. In rete si trovano preziose testimonianze di un impegno che contrastava la NATO e l'imperialismo, che si accompagnava al ricordo della lotta partigiana. Il suo libro "Brigata Sinigaglia" è stato uno dei primi libri sulla lotta armata di liberazione a essere pubblicato nel nostro Paese -dichiara la Segreteria provinciale del Partito della Rifondazione Comunista- Lo scorso anno il Circolo del nostro Partito del Valdarno ha invitato le sue figlie per intitolare a lui la nostra sezione locale. È stato un momento di forte partecipazione e commozione. Vogliamo oggi ricordare lui e l'impegno di chi ne mantiene viva il ricordo».

Si terranno il prossimo 4 agosto alle 21 le celebrazioni per il 76° anniversario della Liberazione di Lastra a Signa dal nazifascismo. La serata si aprirà con l’esibizione della banda musicale della Misericordia di Malmantile e la partenza del corteo che sfilerà lungo piazza Garibaldi, corso Manzoni e via XXIV Maggio per arrivare in piazza Pertini dove si terrà la deposizione della corona al monumento ai Caduti. Seguiranno delle letture a cura dell’attore Marco Mazzoni. Alle 21.30 la cerimonia si trasferirà in piazza del Comune con il consiglio comunale in seduta straordinaria aperta, con gli interventi del sindaco Angela Bagni, del presidente della sezione Anpi Bruno Terzani di Lastra a Signa Mauro Marzi, dello storico Boreno Borsari che racconterà alcuni episodi che riguardano la Liberazione di Lastra, concluderà gli interventi l’omaggio canoro a cura di Elena Scarafuggi che intonerà Bella Ciao. La serata si concluderà con la rievocazione storica a cura dell’Associazione Storico Museale Linea Gotica Pistoiese Onlus sul tentano sminamento del Portone di Baccio.   

Il Comune di Greve in Chianti e l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani ricordano insieme il sacrificio di una coppia di grevigiani che persero la loro in vita in nome della libertà e della democrazia. Si terrà, domani, domenica 2 agosto alle ore 18.30 a Panzalla, nella frazione di San Polo in Chianti, la commemorazione dei coniugi Pietro Stefanini e Dina Boncristiani trucidati in questo giorno del 1944 dalle truppe nazifasciste. Era il 2 agosto 1944 quando in località Panzalla, a San Polo in Chianti, i nazisti fucilarono i coniugi Pietro Stefanini e Dina Boncristiani. Fin dal settembre del 1943 la loro casa era stata rifugio e luogo di passaggio per molti renitenti, buona parte dei quali avevano poi raggiunto le formazioni partigiane. Pietro Stefanini, maresciallo dei Vigili Urbani di Firenze, che si era contraddistinto per posizioni antifasciste già all’inizio del ventennio, era stato in grado di apportare un contributo tutt’altro che trascurabile agli uomini della Sinigaglia facendo arrivare informazioni e notizie dalla città, da dove poteva andare e venire agevolmente grazie alla divisa ed alla motocicletta di servizio. La moglie, Dina Boncristiani, è stata definita dal comandante “Gracco”, la migliore delle staffette della Sinigaglia. Nelle memorie di guerra l’esempio di Dina è ricordato come colei che “non temeva né fascisti né nazisti”, capace di infondere coraggio nei compagni partigiani. Nel 1945 l’amministrazione comunale grevigiana pose nel luogo in cui furono trucidati i coniugi un cippo alla memoria. Domani, domenica 2 agosto la cerimonia, prevista alle ore 18.30, prevede il raduno presso il Cippo e la deposizione di una corona di alloro alle ore 18.30.

“Proseguiamo il percorso delle commemorazioni in ricordo delle vittime di guerra, realizzato nel rispetto delle misure anticontagio, con pochissime persone e alcuni rappresentanti delle associazioni – dichiara il sindaco Paolo Sottani – abbiamo iniziato a La Panca per rievocare gli eccidi e le rappresaglie perpetrate nel nostro territorio ed in particolare la fucilazione di ventidue persone avvenuta in varie aree del nostro comune. Ci siamo poi recati poi a San Michele per ricordare la Liberazione con la partecipazione dell’associazione Alpini Firenze. Abbiamo ricordato un nostro concittadino grevigiano Roberto Carnasciali, dell’associazione Caduti e dispersi in guerra, un cittadino sempre presente alle nostre commemorazioni, scomparso alcuni giorni fa. Concludiamo il nostro percorso a Panzalla con il ricordo della coppia Pietro Stefanini e Dina Boncristiani. Ripercorriamo le storie di vite spezzate di queste persone perché riteniamo che il valore della memoria sia uno strumento non solo di conoscenza del passato e di attività di ricerca ma di riflessione sul nostro presente, fondata sui principi di dialogo, tolleranza e accoglienza”. All’iniziativa di Panzalla interverranno alle ore 19.30 il sindaco Paolo Sottani, per l’Anpi il presidente della sezione Ferruzzi di Bagno a Ripoli Luigi Remaschi. Saranno presenti anche i familiari dei caduti. Sono stati invitati gli enti firmatari del protocollo d’intesa per il Parco Storico della Resistenza di Pian d’Albero ed i rappresentanti dei Comuni di Firenze, Fucecchio, Scarperia e San Piero.

La Regione Toscana e il Comune di Larciano lavoreranno insieme al progetto per la realizzazione del Museo dell’Eccidio del Padule di Fucecchio, la strage nazifascista del 23 agosto 1944 in cui persero la vita 174 civili tra uomini, donne e bambini. Lo prevede un protocollo d’intesa il cui schema è stato già approvato dalla giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessora alla cultura Monica Barni e dell’assessore all’ambiente Federica Fratoni e che sarà firmato nelle prossime settimane. Obiettivo del protocollo, avviare un percorso concertato che consenta lo sviluppo di un progetto museologico e museografico relativo all’auspicato Museo dell’Eccidio del Padule di Fucecchio da integrarsi con il già esistente Centro di Documentazione che fornisca la base indispensabile per concretizzare un percorso di realizzazione del Museo destinato alla conservazione, tutela e valorizzazione della memoria dell’Eccidio del Padule di Fucecchio.

"La Regione fino ad oggi ha investito molto per conservare il patrimonio rappresentato dall'antifascismo e dalla Resistenza – ha detto la vicepresidente e assessora alla cultura Monica Barni – e questo protocollo è il segno che il nostro impegno non si ferma. Il territorio pistoiese innanzitutto, teatro dell’eccidio, ma la Toscana intera e direi il nostro Paese hanno bisogno di realtà come questo Museo per continuare a ricordare in modo attivo e condiviso e proseguire nella costruzione del cammino della libertà e della democrazia”.

“Quando si parla di Padule di Fucecchio – ha aggiunto l’assessore Federica Fratoni - non si possono scindere gli aspetti ambientali da quelli storici. Sono molto grata all'amministrazione di Larciano per aver avanzato questo bellissimo progetto che arricchirà l'offerta esperienziale del luogo, salvaguardando la memoria della sua pagina più tragica. La Regione ben volentieri si fa parte attiva di un percorso così ambizioso”.

“Siamo molto felici di questo protocollo tra noi e la Regione Toscana – hanno detto la sindaca di Larciano Lisa Amidei e il vicesindaco Fabrizio Falasca - Siamo arrivati a questo punto dopo un lungo lavoro con scuola, associazioni combattenti, giovani e tutta la comunità. I programmi scolastici ci hanno visto protagonisti in percorsi educativi con relativi viaggi della memoria. Proprio perché la memoria si conserverà soprattutto nei luoghi e non più purtroppo tramite le testimonianze dirette, riteniamo questo atto l'inizio di un percorso condiviso di enorme importanza”.

Redazione Nove da Firenze