Villa Vittoria chiude: l’estate fiorentina saluta e va in pausa

Alessandro Rella

Ci sono posti che quando chiudono non chiudono soltanto una porta. 

Si portano dietro un pezzo di stagione. E quando Villa Vittoria spegne le sue luci, a Firenze sembra davvero mancare qualcosa.

Finisce così un’altra estate, fatta di serate, incontri, brindisi, musica, chiacchiere e di quella voglia tutta fiorentina di stare fuori, ritrovarsi e tirare tardi. Villa Vittoria, negli anni, è diventata anche questo: un appuntamento che ormai fa parte del calendario non scritto dell’estate cittadina.

Non serve necessariamente cercare una grande occasione per andarci.

A volte basta una sera qualunque. Un tavolo, qualche amico, una bevuta, due parole che diventano quattro e il tempo che, quasi senza accorgersene, passa.

È proprio questa forse la forza di luoghi come Villa Vittoria: riuscire a trasformare una normale serata in qualcosa che poi, qualche mese più tardi, ci ritroviamo a ricordare.

E così, mentre l’estate lascia lentamente spazio all’autunno, arriva anche il momento dei saluti. Quelli che non hanno bisogno di troppe parole, perché tutti sanno che non è un addio.

Ci si saluta con la promessa, più o meno esplicita, di ritrovarsi quando torneranno le giornate lunghe, le temperature più miti e quella voglia di estate che a Firenze arriva sempre prima nei pensieri che sul calendario.

In questi mesi Villa Vittoria è stata ancora una volta una parte della città vissuta, quella fatta di persone più che di programmi.

Di volti conosciuti e di incontri casuali. Di chi viene spesso e di chi passa una volta soltanto, magari senza sapere che quella serata finirà per diventare un ricordo.

«Villa Vittoria? Per noi è sinonimo di estate»

 A raccontare il significato di questa stagione è anche Antonio D’Onofrio, Amministratore Delegato di Villa Vittoria, che guarda alla chiusura di quella che è stata l’ottava stagione con la consapevolezza di un percorso cresciuto anno dopo anno.

«All’inizio eravamo visti con un po’ di scetticismo – racconta D’Onofrio – poi, con il passare del tempo, le persone hanno apprezzato la realtà di Villa Vittoria nelle sue varie sfaccettature: aperitivi, cene, musica, spettacolo, intrattenimento e cultura».

Un progetto che, stagione dopo stagione, ha cercato di rinnovarsi senza perdere la propria identità. «Ogni anno abbiamo cercato di proporre sempre qualcosa di diverso, con il massimo impegno e professionalità».

Poi arriva quella che forse è la definizione più semplice e, proprio per questo, più efficace: «Ormai Villa Vittoria è sinonimo di ESTATE. Questa è la parola per definirla: Villa Vittoria uguale estate».

Ma il sipario, in realtà, resterà abbassato soltanto per pochi giorni. 

Sabato 3 ottobre è stata l’ultima serata nella storica sede estiva, ma la pausa, come spiega D’Onofrio, ha un nome decisamente particolare: «La nostra pausa si chiama trasloco».

Dal giovedì successivo, 8 ottobre, il viaggio continuerà infatti a Vivido, negli spazi della Manifattura Tabacchi. Una nuova tappa, dunque, prima di tornare, con la bella stagione, nella sua dimensione estiva.

E prima dei saluti, resta soprattutto un grazie. Anzi, quello di D’Onofrio è un grazie ripetuto tre volte: «Grazie, grazie, grazie a tutte le persone che sono passate a trovarci».

Ora le luci si spengono però rimangono le fotografie, le risate, i brindisi e soprattutto le persone. Rimane una stagione che, come tutte le estati, prima o poi doveva finire.

Ma Firenze lo sa bene: alcune abitudini non finiscono davvero.

Aspettano semplicemente di tornare.

E Villa Vittoria, per un’altra estate, sarà ancora lì.