Vanoli vede i quarti di Conference contro i polacchi del Rakow

Redazione Nove da Firenze

Una stagione nera, senza nessun preavviso. La base era quella del sesto posto dello scorso anno, con tanto di qualificazione alla Conference League. Ora invece siamo con il fiato sospeso e la calcolatrice in mano.

Cinque squadre per tre posti, la lotta per evitare la retrocessione diventa caldissima. . Situazione disperata per il Pisa ormai spacciato, come il Verona, mentre per l’ultimo posto è lotta a tre tra Cremonese, Lecce e Fiorentina. La banda di Vanoli sembra più al riparo, ma in classifica ha solo un punto di vantaggio. Sarà decisivo lo scontro diretto di Cremona domenica prossima.

Dimenticare la quartultima posizione nella classifica di Serie A e continuare a sognare il trionfo europeo. Eccolo l'obiettivo della Fiorentina, in campo giovedì al Franchi contro il Rakow - secondo avversario polacco dopo lo Jagiellonia - nell'andata degli ottavi di Conference League. Paiono in vantaggio nel passaggio del turno i viola, che nelle precedenti tre edizioni della competizione hanno giocato due volte la finale e una la semifinale.

Il fischio d'inizio della partita è previsto per le 21:00. La sfida di giovedì sarà arbitrata dal bulgaro Georgi Kabakov. I suoi assistenti saranno Martin Margaritov e Martin Venev. Radoslav Gidzhenov è stato nominato quarto uomo, mentre Dragomir Draganov e Nikola Popov saranno responsabili del sistema VAR.

La squadra di Paolo Vanoli si è qualificata per gli ottavi di finale della UEFA Conference League vincendo uno spareggio di andata e ritorno contro lo Jagiellonia Białystok. In Polonia, i Viola hanno vinto 3-0, perdendo il ritorno per 4-2 dopo 120 minuti. Nella fase a gironi, il club fiorentino ha chiuso al 15° posto con 9 punti. La squadra, allenata da Stefano Pioli all'inizio della stagione, ha vinto e perso 3 partite a testa.

Cher Ndour, Roberto Piccoli e Albert Gudmundsson hanno segnato due gol ciascuno per i Viola. Moise Kean è il capocannoniere di tutte le competizioni con nove gol.

Il Raków ha una grande tradizione culturale legata al proprio territorio. Il giocatore più rappresentativo passato dalla formazione polacca è Jakub Blaszczykowski.

Il pericolo numero uno per la Fiorentina, in vista del match contro il Raków, è un calciatore che vive il gol come una vera questione di famiglia. Jonatan Braut Brunes, cugino di Erling Braut Haaland, condivide con l'attaccante del Manchester City diverse caratteristiche: è un centravanti fisico (188 cm), rapido, esplosivo e rigorosamente mancino. Tuttavia, rispetto al celebre parente, il norvegese del Raków appare più duttile, capace di arretrare il raggio d’azione di qualche metro per legare il gioco e appoggiare la manovra, pur senza smarrire il killer instinct sotto porta.

In una squadra che fa della solidità difensiva il proprio dogma, basti pensare ai soli due gol subiti dal Raków nella fase a girone unico di Conference League, la presenza di un terminale offensivo letale è fondamentale. I numeri di Brunes in questa stagione parlano chiaro: con 20 gol e 1 assist in 35 presenze tra tutte le competizioni, ha già superato il bottino della passata stagione. Il suo impatto nel campionato polacco è stato devastante, tanto da occupare attualmente il terzo posto nella classifica marcatori della Ekstraklasa, consolidandosi come uno dei profili più temibili del panorama nazionale.

Brunes si è rivelato l'uomo chiave anche nel percorso europeo. Dopo aver trascinato i suoi nelle qualificazioni segnando sia all'andata che al ritorno contro lo Žilina, ha vissuto un breve digiuno nella fase a gironi, per poi sbloccarsi nei momenti decisivi contro Rapid Vienna e Zrinjski Mostar garantendo ai suoi l’accesso agli ottavi di finale. Il norvegese sta inoltre attraversando un ottimo periodo di forma: solo nel mese di marzo ha già messo a segno 3 reti in altrettante partite disputate.

Il raggio d’azione di Brunes è caratterizzato da una spiccata verticalità. Preferisce stazionare nei corridoi centrali, con un'ovvia predilezione per gli ultimi sedici metri: quasi la totalità dei suoi gol stagionali è arrivata, infatti, dall'interno dell'area di rigore. Oltre a un'eccellente coordinazione nel gioco aereo, Brunes vanta un buon timing d'inserimento che lo aiuta a sopperire alla sua scarsa rapidità.

In definitiva, pur senza scomodare paragoni impossibili con il celebre cugino, Brunes resta l'insidia più concreta per la retroguardia viola. Non è un fuoriclasse che vince le partite da solo, ma un terminale offensivo solido e in piena fiducia. La Fiorentina dovrà essere brava a limitarne i rifornimenti e a non farsi condizionare dalla sua fisicità: in un match che si preannuncia spigoloso, un attaccante che occupa stabilmente l'area di rigore come lui può trasformare anche una minima sbavatura in un problema serio.