'Unire le forze per il cambiamento culturale e la tutela delle vittime
Si è tenuta ieri pomeriggio la seduta congiunta delle Commissioni consiliari 8 “Politiche promozione legalità e contrasto alle mafie” e 7 “Pari opportunità, educazione e formazione”, presiedute rispettivamente da Alessandra Innocenti e Stefania Collesei. Al centro dei lavori, l’audizione della dottoressa Elena Baragli, Presidente dell’associazione Artemisia, e della dottoressa Annalisa Gordigiani, consigliera e avvocata dell’associazione, volta a tracciare un approfondimento dettagliato sui fenomeni di violenza contro le donne nel territorio e un report aggiornato sulle denunce.
I dati e l’analisi emersi dall'audizione evidenziano una realtà complessa, dove l'aumento delle segnalazioni dimostra una accresciuta fiducia nelle reti di supporto ma anche di un fenomeno strutturale che non accenna ad arretrare. Il Centro antiviolenza Artemisia ha registrato negli ultimi report un trend in aumento delle richieste di aiuto (+4% rispetto alle rilevazioni precedenti), con oltre 1.100 contatti in nove mesi, tra donne adulte e minorenni. Le denunce si attestano a circa il 37,7% dei casi presi in carico, segno che il percorso giudiziario è solo una delle tappe del complesso iter di fuoriuscita dalla violenza, dove prevalgono le dinamiche domestiche e familiari (ex partner ed attuali coniugi rappresentano circa la metà degli autori). Tra le forme più diffuse spicca la violenza fisico-psicologica (56%), seguita da quella psicologica pura (16%) e da una preoccupante incidenza della violenza economica (10%).
Di fronte a questo scenario, in commissione è stata ribadita la centralità e il valore dei progetti strategici che l’Amministrazione Comunale di Firenze porta avanti in sinergia con la rete territoriale. Tra questi, le azioni diffuse nelle scuole cittadine con il programma "Le Chiavi della Città" – che coinvolge decine di classi in percorsi educativi dedicati alle pari opportunità, al rispetto e al contrasto degli stereotipi di genere – e gli strumenti di informazione e orientamento multilingue per garantire la massima accessibilità ai servizi di supporto per le donne di ogni nazionalità. Fondamentale rimane, inoltre, il consolidamento dei protocolli integrati con i Servizi Sociali e la rete del "Codice Rosa" per la gestione coordinata delle accoglienze protette e delle case rifugio.
Le Presidenti Alessandra Innocenti e Stefania Collesei hanno espresso una netta convergenza sulla necessità di un intervento a tutto campo.
«La legalità e la sicurezza delle cittadine si costruiscono innanzitutto offrendo tutele certe e strumenti efficaci a chi denuncia”, dichiara Alessandra Innocenti. “I dati che l’Associazione Artemisia ha condiviso oggi in commissione confermano che la violenza sulle donne è una violazione profonda dei diritti umani e della legalità democratica. Il nostro compito è sostenere attivamente la rete dei centri antiviolenza, assicurare che il percorso delle denunce sia supportato da istituzioni attente e vigilare affinché le procedure di protezione delle vittime e dei minori siano rapide ed efficaci. Non lasceremo sole le donne che scelgono la via della legalità per riprendersi la propria vita».
«I numeri emersi dall’approfondimento odierno ci dicono che il contrasto alla violenza di genere richiede un cambio di passo culturale ed educativo radicale”, sottolinea Stefania Collesei. “La prevenzione primaria è lo strumento più potente che abbiamo a disposizione. Dobbiamo continuare a investire con determinazione sui progetti scolastici, come “Le Chiavi della Città”, per educare le nuove generazioni all’affettività, all’uguaglianza e al rispetto reciproco. L’autonomia delle donne, sia essa emotiva, lavorativa o economica, si costruisce a partire dai banchi di scuola e attraverso il sostegno alle reti di protezione del territorio».
A margine della seduta, le due Presidenti hanno voluto condividere una netta e comune riflessione politica in aperta risposta alle recenti dichiarazioni dell’europarlamentare Roberto Vannacci, il quale ha pubblicamente liquidato il femminicidio definendolo “un’assurdità” che “non esiste” in quanto reato specifico, equiparandolo a un qualsiasi altro omicidio.
«Non possiamo accettare che si banalizzi una strage silenziosa con affermazioni superficiali e ideologiche”, dichiarano congiuntamente Innocenti e Collesei. “Sostenere che il femminicidio non esista e ridurlo a un reato comune o a un semplice atto di cronaca significa negare la realtà e insultare il dolore delle vittime. I dati illustrati oggi da Artemisia dimostrano esattamente il contrario: l’omicidio di una donna è quasi sempre l’atto finale, il culmine drammatico di una catena di violenze fisiche, psicologiche ed economiche perpetuate nel tempo all'interno delle mura domestiche.
C'è una precisa matrice strutturale e culturale alla base della violenza di genere: il rifiuto di accettare la libertà e l'autonomia della donna. Chiamare le cose con il loro nome non è una scelta formale, ma il primo atto di giustizia e di civiltà. Come istituzioni locali continueremo a opporci fermamente a qualsiasi tentativo di minimizzare questo fenomeno, rafforzando la nostra visione e il nostro impegno politico a tutela dei diritti e della vita di tutte le cittadine”.