Una targa per Alessandro Filipepi detto Sandro Botticelli

Redazione Nove da Firenze

“Ad Alessandro Filipepi detto Sandro Botticelli, 1445 – 1510, che in questi luoghi visse e operò ispirando a credere nell’eterno valore della bellezza”. È questo il testo della targa apposta questa mattina al civico 2 di via del Porcellana, in corrispondenza dell’incrocio con via di San Paolino, a segnare l’abitazione in cui visse e lavorò il pittore rinascimentale Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi, conosciuto col nome d'arte di Sandro Botticelli (Firenze, 1 marzo 1445 – Firenze, 17 maggio 1510).

“Questa targa segna l’abitazione in cui visse e operò uno dei più importanti artisti del Rinascimento fiorentino, un luogo storico che da oggi è evidenziato nella sua importanza a beneficio di tutte le persone che vivono e che visitano Firenze – dice l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti - l’apposizione segue una ricerca a supporto condotto da una studiosa storica dell’arte”. E' stata proprio la studiosa, la giornalista e storica dell’arte Angela Patrono, ad aver presentato richiesta all’ufficio Toponomastica per l’apposizione della targa sull’edificio di via del Porcellana, dopo aver presentato agli uffici dell’Amministrazione comunale una ricerca storica a supporto.

Tra le sue opere più celebri, oggi in gran parte conservate agli Uffizi:

La Primavera (1482-1485 ca.): l’allegoria più famosa del Rinascimento, con Venere al centro di un giardino fiorito. Un inno alla rinascita, alla natura e all’amore.

La Nascita di Venere (1485 ca.): l’icona assoluta. Venere che approda sulla conchiglia, simbolo di bellezza pura e di idealizzazione femminile.

L’Adorazione dei Magi (1475):

 commissionata per Santa Maria Novella, dove Botticelli inserì i ritratti dei Medici e il suo stesso autoritratto.

Venere e Marte (1483): il contrasto tra amore e guerra, tra sonno e veglia, custodito alla National Gallery di Londra.

Inoltre Il Ritratto di Giuliano de’ Medici, La Madonna del Magnificat, La Calunnia e la Pallade e il Centauro, opere in cui emerge tutta la sua linea elegante e il suo struggimento per un mondo classico e cristiano insieme.

Una produzione che ha attraversato la Firenze di Lorenzo il Magnifico, tra botteghe, chiese e palazzi, proprio a pochi passi da via del Porcellana.