Tunnel sotto l’Arno, numeri e domande
A quasi tre anni dall’annuncio, il tunnel pedonale sotto l’Arno all’altezza della pescaia di San Niccolò resta un cantiere di studi e affidamenti, senza una risposta chiara sulla fattibilità. Lo denunciano Dmitrij Palagi e Francesca Lupo, consiglieri di Sinistra Progetto Comune, che hanno depositato una nuova interrogazione in Comune.
Secondo i due esponenti, il cronoprogramma trasmesso dal Comune di Firenze alla Regione nell’ottobre 2023 indicava il 2026 come l’anno dello sviluppo del progetto esecutivo. Invece, a fine giugno 2026 Palazzo Vecchio ha affidato alla Sub Sea di Livorno, la stessa società che ha svolto le ispezioni precedenti, un incarico da circa 23 mila euro per sessanta giorni. L’obiettivo è la pulizia del fondale all’ingresso della galleria e una prova di taglio delle tubazioni, operazioni propedeutiche a una missione subacquea che dovrà verificare se il passaggio sia davvero percorribile. “Dopo quasi tre anni non si sa nemmeno questo”, commentano Palagi e Lupo.
La spesa intanto è andata avanti. Dopo i circa 110 mila euro per lo svuotamento dell’estate 2024 e i 167.948,58 euro affidati nel marzo 2025 per la progettazione, tra settembre 2025 e giugno 2026 si sono aggiunti altri sette incarichi per rilievi, campagne geognostiche, prove sui materiali e nuove ispezioni subacquee. Tutto attinto dai 7 milioni e mezzo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. Un fondo, ricordano i consiglieri, nato per ridurre i divari territoriali e che qui viene usato per una nuova attrazione nella zona che definiscono “la più esposta all’overtourism d’Europa”.
Il tema dei soldi è centrale anche per i tempi. I fondi FSC prevedono il definanziamento automatico se i cronoprogrammi saltano. “Chiediamo da tempo chi pagherebbe, tra Comune e Regione, in caso di costi aggiuntivi”, dicono Palagi e Lupo.
A cambiare, nel frattempo, sono anche le idee sull’opera. Prima era stata presentata come passaggio pedonale per alleggerire i flussi turistici, poi come sede di un Museo dell’Acqua. L’ultima definizione è arrivata dal presidente della Regione Eugenio Giani, che l’ha chiamata una sorta di “Corridoio Vasariano sotterraneo”. Mancano però atti che fissino la destinazione d’uso. Non è chiaro neppure quanto dovrebbe essere lungo: 250 metri negli annunci del 2024, 350 in quelli del 2026.
Un altro punto contestato riguarda la partecipazione. Una mozione approvata in Commissione 3 nel marzo 2025, con i voti di maggioranza e opposizioni, impegnava il Comune a incontri pubblici con i residenti, a monitorare l’impatto sul rione e a coinvolgere direttamente il presidente del Quartiere 1 nei tavoli con la Regione. “Non risulta sia stato fatto nulla”, affermano i due consiglieri. A febbraio, aggiungono, Giani è tornato a fare un sopralluogo con dichiarazioni unilaterali, mentre gli uffici di Palazzo Vecchio restano attivi sul progetto.L’interrogazione depositata da Sinistra Progetto Comune chiede un quadro completo.
Gli esiti delle ispezioni, il rispetto del cronoprogramma, i rischi di definanziamento, la situazione delle proprietà, le interferenze con la tramvia 3.2 e con la centrale idroelettrica, il ruolo della società privata che ha redatto una prima ipotesi progettuale. E soprattutto se il Comune intenda continuare a fare “l’osservatore” su un’opera di cui è formalmente beneficiario e attuatore.
La conclusione è un confronto tra priorità. “San Niccolò attende ancora un seggio elettorale, presidi di servizi e la navetta di trasporto pubblico locale votata all’unanimità dal Consiglio comunale. La residenza ha diritto a risposte prima dei desideri di una persona sola, per quanto Presidente della Regione”, chiudono Palagi e Lupo.