Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: intitolazione a Vittorio Gui
La sindaca Sara Funaro lo aveva annunciato lo scorso dicembre, nel cinquantesimo anno dalla morte del Maestro. Adesso la delibera, su proposta dell’assessora alla Toponomastica Caterina Biti, è stata approvata dalla Giunta comunale: il Teatro del Maggio Musicale sarà intitolato a Vittorio Gui, (Roma, 14 settembre 1885 – Fiesole, 16 ottobre 1975), direttore d’orchestra e compositore, fondatore del Maggio Musicale Fiorentino.
“Lo avevamo annunciato, accogliendo con convinzione l’autorevole appello del Maestro Riccardo Muti lo scorso dicembre e oggi diamo seguito a quell'impegno con una delibera: il Teatro del Maggio Musicale porterà finalmente il nome del Maestro Vittorio Gui. – evidenzia la sindaca Sara Funaro – Non si tratta di un semplice atto dovuto ma del coronamento di un legame indissolubile. Vittorio Gui è stato il cuore pulsante della Firenze musicale del Novecento: a lui dobbiamo nel 1928, la fondazione della Stabile Orchestrale Fiorentina e nel 1933, l'intuizione visionaria di dare vita al Maggio Musicale Fiorentino.
Il Maestro Gui non è stato solo un direttore d’orchestra di straordinario talento ma un vero protagonista dello scenario culturale del nostro Paese, capace di trasformare Firenze in una capitale della musica. Intitolare a lui il Teatro significa onorare come merita una figura imprescindibile, che ha lasciato un segno profondo nell’identità e nella storia della nostra città”
“Attraverso la toponomastica cittadina abbiamo la grande opportunità di ricordare in modo concreto e tangibile figure importanti per la nostra città e far sì che il loro lascito possa restare anche per le nuove generazioni, trasformando i luoghi pubblici in un vero e proprio ‘archivio’ della memoria. – aggiunge l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti - E così faremo anche con l’intitolazione del Teatro a Vittorio Gui, non solo un omaggio a un immenso artista ma un atto di restituzione storica che concretizza un legame fortissimo e una storia fondamentale per il tessuto culturale di Firenze. È un modo per assicurarci che l’eredità del maestro Gui resti un patrimonio comune per tutti”.