Sviluppo aeroporto di Firenze, l'udienza slitta al 22 aprile 2027

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 22 ottobre 2026 – Il TAR della Toscana ha rinviato al 22 aprile 2027 l'udienza relativa al futuro sviluppo dell'aeroporto di Firenze, in particolari ai ricorsi contro il decreto di Via-Vas.

La domanda sorge spontanea: il rinvio del TAR della Toscana cambia qualcosa in questa partita oppure no?

In una nota, Toscana Aeroporti afferma di rimanere "fermamente convinta della validità del progetto “Masterplan 2035” che proseguirà l’iter di approvazione secondo quanto previsto dalla normativa.

Dopo aver già completato positivamente la procedura VIA/VAS, il prossimo passo è la trasmissione alla Commissione Europea dell’Informativa prevista dalla Direttiva Habitat e l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale.

Una volta completato questo passaggio verrà avviato l’ultimo step autorizzativo rappresentato dalla Conferenza dei Servizi, chiamata a esprimere il parere finale degli enti coinvolti e ad accertare la conformità urbanistica del progetto".

Sull'altro versante, il sindaco di Campi Bisenzio Andrea Tagliaferri afferma: "Prendiamo atto della decisione del TAR della Toscana. Dal punto di vista processuale le nostre posizioni ovviamente non cambiano e saremo pronti a discuterle ad aprile 2027. Da sindaco auspico però che questi sei mesi si trasformino in una opportunità: la politica e le istituzioni del territorio riprendano il proprio spazio e il proprio ruolo e riaprano la discussione intorno a quest'opera profondamente sbagliata e superata dalla realtà".

LA CISL: DOCCIA FREDDA

“L’ennesimo rinvio su Peretola rappresenta una doccia fredda che protrae l’inaccettabile paralisi infrastrutturale della piana fiorentina e pratese”. È il commento del segretario generale della Cisl Firenze-Prato, Fabio Franchi, di fronte al parere ostativo sullo scalo fiorentino.“Siamo di fronte a un cortocircuito che dura da oltre trent'anni. Mentre il resto d'Italia e d'Europa corre e investe su infrastrutture moderne e sostenibili – aggiunge il segretario Cisl - l'area metropolitana Firenze-Prato continua a restare ostaggio di veti incrociati, ricorsi infiniti, rinvii e di una burocrazia che soffoca lo sviluppo.”“Le conseguenze di questo ennesimo stallo non sono astratte, ma pesano direttamente sulla vita delle persone e dei lavoratori: per i residenti di Quaracchi, Peretola e Brozzi, che continueranno a subire i sorvoli a bassa quota e un impatto acustico e ambientale che la nuova pista avrebbe finalmente risolto; per il mondo del lavoro e delle imprese, con la perdita di attrattività del nostro sistema economico, commerciale e turistico, e la rinuncia a centinaia di nuovi posti di lavoro diretti e dell'indotto; per gli operatori dello scalo, costretti a lavorare in condizioni di perenne incertezza.”“Come Cisl Firenze-Prato – prosegue Franchi - lo ribadiamo con forza: il benessere e la tenuta sociale di un territorio passano dalle infrastrutture moderne non dalla decrescita o dall'immobilismo.”