Studentati: così i fondi internazionali hanno aggirato Palazzo Vecchio
Guardando indietro agli ultimi due anni, la trasformazione urbana di Firenze appare come un magistrale esercizio di equilibrismo politico e contraddizione urbanistica. Da un lato, l'amministrazione comunale ha cavalcato la crociata contro gli affitti brevi, sbandierando divieti e restrizioni come l'unico scudo possibile per "salvare i residenti" e sottrarre il centro storico alla "Disneyfication". Dall'altro, però, la città è stata letteralmente ridisegnata dalla proliferazione di studentati privati di lusso, fortezze dell'accoglienza che tutto sembrano tranne che risposte alla fame di alloggi delle famiglie fiorentine.
Il bilancio non torna: mentre i piccoli proprietari sono stati messi all'angolo in nome del decoro e del mercato residenziale, i grandi fondi d'investimento hanno trovato tappeti rossi e scappatoie burocratiche. Cosa dicono davvero i dati fiscali e i controlli amministrativi? Siamo di fronte a un reale servizio alla città o a un'ondata di ospitalità turistica mascherata che sta prosciugando il tessuto urbano sotto il naso di una giunta distratta?
L'apertura dello studentato nell'ex sede della Banca Toscana a Firenze Nova è solo l'ultimo capitolo di una saga fatta di "incoerenza e ipocrisia", come denunciato con forza da Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia. Il contrasto è stridente: la stessa amministrazione che colpisce i locatori turistici accusandoli di svuotare la città, concede il via libera a complessi immobiliari che replicano esattamente le stesse dinamiche di sfruttamento turistico, solo su scala industriale.
Per Fagnoni, la retorica del Comune è crollata sotto il peso dei fatti: “L’ipocrisia di chi ha costruito un’intera campagna politica sostenendo che limitare gli affitti brevi avrebbe rimesso sul mercato migliaia di abitazioni per le famiglie fiorentine oggi viene clamorosamente smentita dai fatti. Se davvero il problema era la sottrazione di immobili al mercato residenziale, allora i cittadini hanno il diritto di chiedere dove siano finite le case che erano state promesse. Perché i divieti sono arrivati, ma i risultati annunciati no.”
Questa discrepanza non è solo una svista comunicativa, ma una smagliatura istituzionale profonda. L'uso di "proroghe informali" concesse dalla Giunta — come quella scaduta il 30 aprile scorso e mai passata dal vaglio del Consiglio — suggerisce un sistema di gestione del territorio che preferisce la trattativa privata alla trasparenza normativa, minando la credibilità stessa delle politiche abitative comunali.
Se la narrazione politica zoppica, i dati fiscali analizzati da Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) rivelano un vero e proprio buco nero. Nonostante la città conti ormai una decina di studentati privati attivi, solo quattro insegne (legate a cinque società) risultano aver versato regolarmente l'imposta di soggiorno nel biennio 2024-2025.
C'è un dettaglio che aggiunge il danno alla beffa: queste strutture di lusso, spesso dotate di palestre e rooftop bar, versano l'imposta alla tariffa da "ostello" di soli 4 euro a notte. Nonostante questo regime agevolato, l'evasione e l'opacità regnano sovrane. Un gestore è attivo da due anni senza aver mai presentato la SCIA per l’attività ricettiva temporanea, operando di fatto in una zona grigia della legalità. Il dato più sconfortante? L'attività di verifica del Comune ha recuperato nel 2025 appena 156.865 euro in tutta la città: un misero 0,19% del riscosso totale, a dimostrazione che il monitoraggio sui grandi operatori è, nei fatti, inesistente.
L'analisi dei pernottamenti dichiarati tra il 2024 e il 2025 somiglia più a un giallo che a un bilancio finanziario. Mentre la domanda turistica a Firenze cresce organicamente del 7-8%, i dati degli studentati mostrano impennate paranormali. Una struttura ha registrato un incremento delle presenze del 251%, passando da 3.500 a oltre 12.000 notti dichiarate, proprio in un periodo in cui la finestra temporale per i turisti era stata ridotta da 90 a 60 giorni.
Ma il vero scandalo è l’indice di occupazione: queste strutture hanno dichiarato solo un terzo o addirittura un quinto della loro capacità potenziale durante la finestra consentita. È credibile che giganti dell'ospitalità lascino le stanze vuote per l'80% del tempo utile o siamo di fronte a ospiti "fantasma"? La risposta arriva dal fronte legale: la sentenza 7628 del Consiglio di Stato (30 settembre 2025) ha chiarito che senza una SCIA annuale aggiornata, questa attività è priva di titolo. In parole povere: molti di questi "studentati" stanno esercitando attività ricettiva abusiva in immobili che non sono alberghi.
Il velo di opacità si stende anche sulla tassazione locale. Sulla TARI, i documenti indicano 364.989,33 euro versati nel biennio, ma il quadro è drammaticamente incompleto: oltre 60.000 euro di arretrati ancora da riscuotere e due realtà per le quali il tributo risulterebbe "pagato da altro soggetto giuridico", senza cifre specificate.
Ancora peggiore la situazione IMU, dove il Comune si trincera dietro il silenzio. La risposta standard alle interrogazioni è che gli immobili appartengono a "soggetti giuridici terzi". Parliamo di patrimoni da decine di milioni di euro che si nascondono dietro lo schermo di fondi internazionali. La città ha il diritto di sapere se questi colossi contribuiscono proporzionalmente alla ricchezza del territorio o se, grazie alla categoria catastale "agevolata" da studentato, stiano godendo di un paradiso fiscale urbano mentre i residenti faticano a pagare le bollette.
Firenze si trova oggi davanti a una scelta d'identità definitiva. La gestione a due velocità di Palazzo Vecchio — pugno di ferro con i piccoli proprietari e guanti di velluto con i grandi fondi internazionali — ha creato un mostro urbanistico: una città dove lo "studentato" è diventato la maschera legale per l'hotel abusivo.
È fondamentale che l'amministrazione smetta di nascondersi dietro le proroghe informali e inizi a pretendere trasparenza sui flussi mensili e sui versamenti IMU. La domanda per la cittadinanza resta una sola: vogliamo che Firenze diventi un mosaico di resort per studenti ricchi e hotel mascherati, o abbiamo ancora la forza di imporre regole che riportino le famiglie nel centro e nelle periferie? Se la legalità non è uguale per tutti, il rischio è che a Firenze rimangano solo i turisti e i grandi capitali, mentre i fiorentini diventano spettatori paganti della propria espulsione.