Si è spento a 97 anni Vittorio Frescobaldi, il signore del vino

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 26 agosto 2026 - Si è spento nelle scorse ore all'età di 97 anni il marchese Vittorio Frescobaldi, figura storica della nobiltà fiorentina e del mondo del vino italiano, ricordato da tutti come il signore del vino.

Appartenente a una famiglia che da oltre settecento anni è parte della storia di Firenze e della Toscana, Vittorio Frescobaldi ha saputo raccogliere una lunga eredità familiare proiettandola nel futuro, unendo tradizione e innovazione e portando l'eccellenza vitivinicola toscana a una dimensione internazionale. 

Alla guida della storica azienda di famiglia insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo, ha contribuito in modo decisivo alla crescita e al prestigio del vino toscano sui mercati di tutto il mondo, valorizzando sempre le identità dei territori e la cultura agricola. 

Negli ultimi anni aveva affidato la guida dell'azienda al figlio Lamberto, attuale presidente di Unione Italiana Vini, continuando a rappresentare un punto di riferimento autorevole per l'intero settore.

Un percorso riconosciuto anche dalla città di Firenze, che nel 2017 gli aveva conferito il Fiorino d'Oro, la massima onorificenza cittadina.

Cordoglio unanime dal mondo istituzionale e del vino. La sindaca di Firenze Sara Funaro lo ha ricordato come una figura autorevole che ha saputo interpretare con lungimiranza il legame profondo tra Firenze, la Toscana e il mondo, custodendo la propria storia con ambizione, cultura e apertura. 

La presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi ha parlato di una grande perdita per l'agricoltura e per il vino, ricordandone il contributo decisivo alla valorizzazione della viticoltura toscana.

Anche il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi ha sottolineato come Frescobaldi sia stato protagonista di una stagione decisiva per la crescita e il riconoscimento dei vini toscani in Italia e nel mondo. 

Messaggio di vicinanza anche da parte di Unione Italiana Vini, che si è stretta attorno al presidente Lamberto Frescobaldi e alla sua famiglia per la grave perdita.

L'europarlamentare Dario Nardella è commosso:"Esprimo il mio più profondo dolore e la mia commossa vicinanza alla famiglia per la scomparsa di Vittorio Frescobaldi, un grande imprenditore e un autentico pioniere che ha segnato la storia dell'enologia toscana e italiana.A lui si deve il rilancio straordinario dell'azienda di famiglia, portata ai vertici dell'eccellenza internazionale grazie a una visione illuminata e a un legame indissolubile con il nostro territorio. Di Vittorio serberò sempre il ricordo della sua straordinaria signorilità: una persona cordiale, sensibile e amabile, capace di unire una raffinata cultura del lavoro a una profonda umanità.Custodisco gelosamente il ricordo della giornata in cui gli conferimmo il Fiorino d'oro, un momento di grande emozione e gioia condivisa con la sua amata famiglia, alla quale oggi rivolgo, insieme a tutti i suoi cari e ai collaboratori, le mie più sentite e affettuose condoglianze”, conclude Nardella.

Il mondo del vino toscano dunque perde con Vittorio Frescobaldi uno dei protagonisti che più hanno contribuito alla sua crescita e alla sua affermazione internazionale. Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino "a partire dal suo presidente Giacomo Bartolommei si unisce così al cordoglio per la sua scomparsa e si stringe alla famiglia Frescobaldi, ricordandone la visione imprenditoriale e il profondo legame con i territori vitivinicoli della Toscana.

Esponente di una famiglia legata alla viticoltura da oltre sette secoli, Vittorio Frescobaldi ha accompagnato una stagione fondamentale per lo sviluppo dell’enologia regionale e nazionale. Alla guida della storica azienda di famiglia insieme ai fratelli Ferdinando e Leonardo, ha contribuito a rafforzare il posizionamento internazionale del vino toscano e a valorizzarne le diverse identità territoriali.

Significativo anche il suo legame con Montalcino, dove nel 1989 arrivò con Castel Giocondo. L’investimento nel Brunello si accompagnò a una visione più ampia delle potenzialità del territorio e a una forte apertura internazionale, contribuendo a una fase decisiva della crescita della denominazione".