Scuola toscana, allarme Flc Cgil per gli organici docenti e Ata

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 29-4-2026 - La Flc Cgil Toscana esprime una profonda preoccupazione riguardo all’Organico regionale dei docenti e sulla sua distribuzione nelle province. "Si registra infatti un taglio di 10 cattedre sui posti comuni che, pur apparendo basso rispetto a quello di 375 cattedre dello scorso anno scolastico, tuttavia ha un’importante ricaduta sui territori. A questa contrazione si somma una perdita di ulteriori 93 cattedre di potenziamento. Non ci consola neanche l’aumento di soltanto 8 cattedre sul sostegno, un dato che rivela l’ulteriore aumento dei supplenti in questo settore molto complesso e delicato. Infine, sono state eliminate molte cattedre di Italiano per stranieri, a dimostrazione dell’orientamento escludente dell’attuale Ministero.

Riguardo all’Organico Ata ancora non abbiamo i dati, ma sappiamo che calerà, sia perché le vecchie tabelle ministeriali lo legano al numero degli studenti per scuola (in calo), sia perché ci sarà un taglio di 2.174 collaboratori scolastici a livello nazionale.La scuola toscana paga il suo tributo al patto di stabilità europeo firmato da questo governo.

Controriforma Istituti tecnici

A questi dati negativi, sia aggiunge la controriforma degli Istituti tecnici, dove si modificano i quadri orari delle materie di base a vantaggio di una cosiddetta area di indirizzo flessibile, che vedrà le imprese del territorio sostituire i docenti. Si tratta di una manovra che cambierà radicalmente l’istruzione tecnica per come l’abbiamo conosciuta, comportando un’enorme perdita culturale, che rispecchia in pieno l’obiettivo classista e aziendalista della manovra governativa.L’insegnamento negli istituti tecnici sarà diviso in un’area di istruzione generale, comune a livello nazionale, che sconterà il taglio delle ore di Lettere, Matematica, Fisica, Scienze sperimentali, Lingue, Geografia, ecc.

Le ore detratte saranno impegnate in un’area di indirizzo flessibile, finalizzata all’acquisizione di competenze specifiche in alcune discipline e in un’area territoriale, indirizzata allo sviluppo di competenze coerenti con i fabbisogni formativi richiesti dalle imprese del territorio.Riassumendo:a) Si tagliano 561 ore di materie di base nel quinquennio, a vantaggio di corsi che rispondono alla volontà delle aziende.b) Questa riduzione si traduce immediatamente in una perdita di posti di lavoro, mentre la contrazione delle ore disciplinari impoverisce la funzione educativa degli istituti tecnici.c) Si perdono ore anche nelle discipline tecniche più professionalizzanti.d) Si introduce di fatto un’autonomia differenziata dell’istruzione tecnica, svilendo la didattica e finalizzandola alle produzioni localistiche delle imprese.e) La riforma, prevedendo una corsia preferenziale, favorisce la corsa degli studenti al conseguimento di micro-competenze che permetterebbero la cosiddetta occupabilità in settori a basso valore aggiunto.

Per di più, questa accumulo di competenze, unito alla valutazione Invalsi, potrebbe mettere in secondo piano il valore del Diploma di maturità, fino ad arrivare a chiedere, nel tempo, la perdita del valore legale del titolo di studio. In questo modo si sancirebbe la fine della scuola pubblica e del diritto universale all’istruzione di qualità.f) Si trasformerebbero gli istituti tecnici in luoghi gerarchici, con la fine degli istituti di democrazia interna (collegio docenti e assemblee studentesche).g) Avendo introdotto per i primi anni di applicazione le cattedre a 15 ore, per evitare perdenti posto tra i docenti, si dovranno trovare le altre 3 ore per comporre la cattedra intera per ogni docente in bilico.

Le 3 ore a testa verranno prelevate all’interno dell’organico provinciale, perciò anche da altri ordini e gradi, ad esempio dalla scuola primaria, secondaria di primo grado e anche dai licei, piuttosto che dagli istituti professionali.

Per tutti questi motivi, la Flc Cgil ha immediatamente dichiarato lo stato di agitazione e richiesto il blocco di questa riforma. Il Ministero dell’Istruzione, nonostante sia stato costretto dalle nostre insistenze a mostrare la complessità delle procedure e la reale contrazione occupazionale ed educativa della riforma, non ha voluto fare un passo indietro rinviandola di un anno o cancellandola.Per questi motivi, la Flc Cgil ha proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori degli istituti tecnici per giovedì 7 maggio 2026.Lavoriamo perciò per un’astensione elevata nelle scuole, per promuovere presidi e manifestazioni per il 7 maggio e per far ritirare questa riforma aziendalista e classista e, perciò, antidemocratica", conclude il Segretario generale Flc Cgil Toscana Pasquale Cuomo.