Sanità, Giani: 'Entro giugno realizzate 70 Case di comunità'
“L’intervento principale che abbiamo realizzato in Toscana con il Piano nazionale di ripresa e resilienza è quello di ristrutturare o realizzare nuove Case di comunità – evidenzia il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. In Toscana, queste strutture rappresentano l'evoluzione di un istituto che esiste ormai almeno da 7/8 anni: le Case della salute, ovvero dei centri civici della sanità, nei quali concentriamo medici di famiglia, punto di raccolta per i prelievi, servizi sociali, infermieri di comunità, ambulatori per attività specialistiche. Quando la legge del 2022 le ha ben definite, noi abbiamo incominciato a progettare queste strutture, per cui entro il 30 giugno avremo realizzato 70 Case di comunità, di cui 59 già pronte e certificate.
E’ evidente che in questo quadro i medici di famiglia diventano dei punti di riferimento – prosegue Giani –; ma è un risultato che noi abbiamo ottenuto grazie all'accordo instaurato con loro già dall'estate scorsa per portare in modo lineare gli ambulatori dei medici di famiglia dentro le Case di comunità. Fare una legge nazionale per imporre questo passaggio non ha avuto evidentemente buon esito, per questo faccio un appello: quando si pensa alle Case di comunità e al ruolo dei medici di famiglia al loro interno, si sviluppi un'intesa sul modello toscano per arrivare al risultato con il dialogo e non con le imposizioni”.
La casa della comunità "Sant'Andrea" di Fucecchio ha ottenuto la certificazione di conformità agli standard organizzativi, strutturali e tecnologici previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal decreto ministeriale 77/2022. Il riconoscimento, arrivato nei giorni scorsi, riguarda la struttura Hub ospitata nel blocco C dell'area del presidio ospedaliero San Pietro Igneo.
La certificazione è arrivata quasi in contemporanea con l’apertura ai cittadini della struttura di piazza Lavagnini, avvenuta il 15 maggio scorso. L'edificio ha una superficie di circa 500 metri quadrati ed è realizzato su due livelli. I lavori di riqualificazione sono iniziati nella seconda metà di gennaio 2024 e hanno comportato un investimento di 1 milione e 950 mila euro. I lavori interni si sono conclusi ad aprile scorso mentre quelli esterni si chiuderanno entro la fine di giugno.
«La casa della comunità di Fucecchio è uno dei punti di riferimento della rete territoriale aziendale e interpreta il modello di sanità di prossimità – afferma il direttore generale dell'Ausl Toscana centro, Valerio Mari –. Qui si integrano professionisti, competenze e servizi diversi, con un accesso più semplice alle cure e una presa in carico più efficace dei bisogni di salute».
La struttura è inserita in un’area compresa all’interno dello storico presidio di San Pietro Igneo e comprende tre padiglioni. La casa di comunità si trova nel padiglione C e ospita 15 ambulatori (8 al piano terra e 7 al primo piano) e funzionerà con un modello organizzativo rivoluzionario per il territorio: sarà aperta h24, 7 giorni su 7. Al piano terra trovano spazio il Servizio sociale dedicato all'integrazione socio sanitaria (non autosufficienza e disabilità), il Punto unico di accesso, l’Infermiere di famiglia, al piano terra il Pir (Punto di intervento rapido) e la continuità assistenziale.
«L’ottenimento della certificazione Pnrr per la casa della comunità Sant’Andrea – afferma la sindaca di Fucecchio, Emma Donnini – rappresenta un risultato molto importante per Fucecchio e per tutto il nostro territorio. Si tratta del riconoscimento di un percorso che ha visto istituzioni, professionisti e operatori lavorare insieme per offrire ai cittadini servizi sanitari e socio-sanitari sempre più vicini, accessibili e integrati. La nuova struttura rafforza la rete dell’assistenza territoriale e risponde concretamente ai bisogni della popolazione, garantendo un presidio moderno, efficiente e capace di guardare al futuro della sanità pubblica, in un'area cruciale per il nostro territorio».
Nella casa di comunità, attualmente, è presente un medico di medicina generale che svolge la propria attività e da luglio sarà affiancato da un secondo che ha dato la disponibilità a trasferirsi nella casa di comunità. A questi si aggiungono i medici del ruolo unico di assistenza primaria che avranno un ambulatorio medico aperto tutti i giorni, dalle 8 alle 20, con prosecuzione dalle 20 alle 8 a integrazione della continuità assistenziale.
Negli altri edifici del presidio l’utenza avrà a disposizione (edificio A che corrisponde all’ospedale San Pietro Igneo) l’attività ambulatoriale specialistica e (padiglione B) le attività Cup, punto prelievi e l’attività infermieristica (inclusa attività di screening del colon-retto).
«Le case della comunità rappresentano il cuore della riforma dell'assistenza territoriale – aggiunge Franco Doni, direttore della Società della salute Empolese Valdarno Valdelsa – e consentono di avvicinare i servizi ai cittadini e favorire l'integrazione tra sanitario e sociale».