Rottamazione-quinquies degli enti locali: sconti e regole comunali

Redazione Nove da Firenze

Ricevere una cartella esattoriale relativa a tasse e tributi territoriali — come IMU, TARI, bollo auto o sanzioni per violazioni al codice della strada — rappresenta uno dei momenti di maggiore tensione nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Con l'avvio della Rottamazione-quinquies estesa agli enti territoriali, si apre una finestra d'opportunità per la regolarizzazione delle proprie pendenze fiscali, ma emergono al contempo disparità sul territorio a seconda del comune in cui si risiede.

L'estensione della definizione agevolata ai debiti locali si rivela uno strumento articolato che incrocia la finanza pubblica con le scelte politiche delle singole amministrazioni. 

La Rottamazione-quinquies degli enti locali, introdotta dal decreto legge n. 38/2026 (convertito con modificazioni dalla legge n. 88/2026 e collegato alla Legge di Bilancio 2026), si applica ai carichi tributari e non tributari affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Tuttavia, la norma non prevede l'annullamento dell'intero debito. I contribuenti che aderiscono alla misura sono tenuti a versare integralmente le seguenti voci:

Ciò che viene totalmente azzerato riguarda le componenti accessorie: sanzioni, interessi, interessi di mora e l'aggio spettante all'agente della riscossione. Una regola specifica si applica alle sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada (multe): in questo caso la sanzione base resta interamente dovuta, mentre si azzerano unicamente le somme pretese a titolo di interessi (comprese le cosiddette "maggiorazioni") e l'aggio.

L'accesso alla definizione agevolata per i tributi locali non è automatico né uniforme su tutto il territorio nazionale. La legge ha stabilito che l'applicazione della misura fosse facoltativa, subordinandola all'adozione di un apposito provvedimento da parte del singolo ente locale. Tali delibere dovevano essere pubblicate sul sito istituzionale dell'ente e trasmesse ad Agenzia delle entrate-Riscossione entro la scadenza del 31 luglio 2026.

All'appello hanno risposto circa 1.500 enti territoriali, creando una marcata differenza di trattamento tra cittadini residenti in comuni limitrofi. Emblematico è il confronto in ambito locale tra realtà contigue: se comuni come Scarperia e San Piero, Londa o San Godenzo hanno deliberato l'adesione concedendo la sanatoria ai propri residenti, il Comune di Borgo San Lorenzo ha scelto ufficialmente di rifiutarla.

Nel corso del Consiglio comunale del 19 giugno, in risposta a un'interrogazione presentata dalla consigliera Vittoria Boni (Borgo Visione), l'assessora al Bilancio Lisa Boni ha esplicitato la posizione della giunta: "La motivazione è una motivazione di natura politica. [...] la rottamazione introduce un trattamento di favore verso chi non paga, che è fortemente diseducativo."

Tale contrapposizione evidenzia lo scontro gestionale tra la tutela del principio di equità fiscale verso i cittadini adempienti e il pragmatismo del recupero del credito da parte dell'erario.

La scelta politica di non aderire alla Rottamazione-quinquies comporta conseguenze dirette sulla struttura dei bilanci comunali. A Borgo San Lorenzo, ad esempio, il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità supera i 4,4 milioni di euro: si tratta di somme iscritte a bilancio che l'ente stesso considera di difficile incasso. Mantenere immobilizzati tali crediti non è un'operazione priva di costi. Per legge, quando un comune accumula residui attivi non riscossi, deve accantonare risorse equivalenti nel FCDE, congelando liquidità reale che viene così sottratta al finanziamento dei servizi pubblici essenziali, dalle manutenzioni urbane al welfare municipale.

La mancata adesione agli strumenti di riscossione agevolata si inserisce in un contesto di crescente sofferenza dei pagamenti locali. Dai dati forniti in aula dall'amministrazione di Borgo San Lorenzo emerge che la morosità legata alla mensa scolastica è passata dal 6% dell'anno scolastico 2023-2024 all'8,39% nel 2024-2025, registrando un incremento di quasi il 40% in un solo esercizio. In un paradossale corto circuito contabile e narrativo, durante il dibattito consiliare questo aumento del tasso di morosità è stato persino presentato come un dato positivo dall'amministrazione, rivelando un palese scollamento tra il racconto politico e le rigide dinamiche di finanza locale.

Rinunciare alla definizione agevolata significa lasciare i crediti vetusti incagliati nei ruoli dell'Agente della riscossione. Poiché le amministrazioni comunali non dispongono di fonti di entrata alternative oltre a quanto versato dai residenti, la scelta di congelare le posizioni inesigibili finisce per penalizzare i cittadini in regola, sui quali si scarica indirettamente il peso delle minori risorse e dei buchi di cassa generati dai mancati incassi.

Per i carichi emessi dagli enti che hanno aderito, lo Stato ha strutturato un piano di dilazione dei pagamenti particolarmente esteso. Il contribuente può scegliere tra due opzioni principali:

  1. Pagamento in un'unica soluzione, da effettuarsi entro il 31 marzo 2027.
  2. Pagamento rateizzato, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, distribuite su un arco temporale di 9 anni.

Per l'opzione rateale è stabilito un vincolo d'importo minimo: ciascuna rata non può essere inferiore a 100 euro.

Il legislatore ha tuttavia fissato condizioni di decadenza estremamente rigide. La definizione agevolata perde qualsiasi efficacia e decade irrevocabilmente nei seguenti casi specifici:

La perdita del beneficio comporta il ripristino delle sanzioni e degli interessi originari, con l'immediata ripresa delle azioni di riscossione coattiva.

I criteri di accesso alla Rottamazione-quinquies tengono conto anche della storia fiscale del contribuente e delle precedenti misure di definizione agevolata:

Per i contribuenti interessati a verificare la propria posizione e presentare la domanda, il percorso d'adesione si sviluppa secondo scadenze e passaggi telematici ben delineati:

La Rottamazione-quinquies degli enti territoriali offre un'importante occasione di rientro dal debito fiscale, integrando l'azzeramento delle sanzioni con un piano di dilazione che può estendersi fino a nove anni. Al contempo, la scelta di rendere l'adesione opzionale per i singoli comuni ha frammentato il quadro nazionale, lasciando spazio a valutazioni politiche contrastanti sul valore educativo del tributo rispetto alle esigenze di cassa.