Referendum sulla giustizia: ieri incontro del Comitato per il Sì

Redazione Nove da Firenze

Entra nel vivo la fase decisiva della campagna referendaria.

Si è svolto ieri pomeriggio a Firenze un incontro pubblico caratterizzato da un confronto approfondito e qualificato, organizzato dal Comitato per il Sì al referendum sulla giustizia moderato dall’avvocato Marco Rossi. Un sala gremita per gli interventi dell’eurodeputato Francesco Torselli, del senatore Paolo Marcheschi, del deputato Francesco Michelotti, del senatore Susanna Campione, del consigliere regionale Jacopo Cellai, del consigliere comunale Giovanni Gandolfo e soprattutto, di avvocati, giudici e tecnici del settore tra i quali il giudice Giacomo Rocchi, presidente I sezione penale della Cassazione.

Nel suo intervento, il referente del Comitato per il Sì di Firenze, avvocato Marco Rossi, ha ribadito con chiarezza la posizione a sostegno della riforma: “Noi sosteniamo con convinzione il Sì al referendum perché crediamo che questa riforma rappresenti un passo concreto verso una giustizia più equa, più trasparente e più vicina ai cittadini. Il Sì significa introdurre maggiore equilibrio nel sistema, rafforzare la separazione delle funzioni, rendere più trasparente il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura e garantire un uso più rigoroso della custodia cautelare.

Significa affermare il principio di responsabilità e di chiarezza dei ruoli, nell’interesse di tutti. Votare Sì non vuol dire schierarsi contro la magistratura, ma a favore di una magistratura più autorevole, perché fondata su regole chiare e su un sistema che garantisca davvero il giusto processo e la presunzione di innocenza. È una scelta netta: il Sì è il voto di chi vuole riformare e migliorare, di chi crede che la giustizia debba essere un servizio efficiente per i cittadini e non un terreno di scontro ideologico”.

L’incontro si è chiuso con l’impegno del Comitato a proseguire la campagna sul territorio per promuovere il voto favorevole alla riforma e favorire una partecipazione consapevole al referendum.

“Il 16 marzo, il ministro della Giustizia Carlo Nordio sarà in quattro città toscane, a Grosseto, Pistoia, Prato e Firenze e siamo al lavoro per organizzare, ancor più capillarmente, un calendario di eventi ed incontri tematici in tutta la regione per spiegare l’importanza, nelle prossime settimane, di questo appuntamento referendario. La nostra è e sarà, infatti, una mobilitazione massima in tutti i comuni, in tutte le città, in tutti i territori perché, come emerso anche durante l’incontro fiorentino, la riforma della giustizia è una battaglia di civiltà, e rappresenta l’allineamento dell’Italia, unica insieme alla Grecia a non prevedere la separazione delle carriere, a tutti i paesi dell’Ue.

La prolusione del giudice Rocchi durante l’incontro di Firenze è stata, al riguardo, emblematica; oggi una certa magistratura si percepisce come sorvegliante etico del governo, senza averne alcun titolo. Contributi simili, illustrati dagli addetti ai lavori, ci portano non solo a sostenere una giustizia giusta per tutti i cittadini ma ad esprimere, con sempre più volontà e convinzione, le ragioni del sì” scrive, in una nota, il deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti.

Mercoledì 4 marzo alle ore 21:30 il Teatro Puccini di Firenze ospiterà un incontro pubblico con Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, in dialogo con Alessandro Nencini, presidente del Comitato “È giusto dire no” Toscana, e con la magistrata Christine von Borries.

Il 22-23 marzo i cittadini saranno chiamati al voto per confermare o respingere la modifica di un numero considerevole di norme della Costituzione, che quest’anno festeggia gli ottanta anni di vita, ottanta anni nei quali ha consentito uno sviluppo sociale del nostro Paese immune da avventure e derive autoritarie – ha dichiarato Alessandro Nencini -. Qualcosa che ha funzionato per ottanta anni si cambia soltanto se vi sono chiare e fondate motivazioni e, a mio giudizio, fino ad ora, nessuno le ha fornite. Ecco perché i Comitati che invitano i cittadini a votare NO hanno deciso di incontrare il maggior numero di persone per spiegare le ragioni per cui è giusto opporsi a questa modifica, convinti come siamo che più si conosce il contenuto vero della riforma e più risultano evidenti le buone ragioni per opporsi”.

L’appuntamento sarà dedicato all’imminente referendum, al centro del dibattito politico e istituzionale delle ultime settimane. Il confronto – aperto gratuitamente al pubblico - offrirà l’occasione per approfondire contenuti, implicazioni e scenari legati al voto, con l’obiettivo di fornire ai cittadini strumenti di lettura chiari e documentati in vista della consultazione referendaria del 22 e 23 marzo.

L’incontro si inserisce nel percorso di iniziative che il Comitato “È giusto dire no” Toscana sta portando avanti per favorire una discussione ampia, documentata e partecipata sui temi oggetto della propria attività.

"Non è solo una battaglia legale, è una battaglia di informazione", dichiara il portavoce nazionale di Insieme per l’Italia Domenico Capezzoli. "Mentre il Governo cerca di minimizzare i rischi di questa riforma costituzionale, noi abbiamo il dovere di parlare ai cittadini attraverso ogni canale disponibile: dai social network alle colonne dei quotidiani. Votare NO significa impedire che il sorteggio dei membri del CSM e la creazione di un'Alta Corte disciplinare trasformino la magistratura in un organismo sotto scacco della politica."