​Reati in calo in Italia, ma non a Firenze e Prato

Redazione Nove da Firenze

L'annuale radiografia della criminalità tracciata dal Sole 24 Ore restituisce un'Italia a due velocità, in cui l'ottimismo delle medie nazionali si infrange contro la dura realtà di alcuni tra i principali centri urbani. Se a livello di Paese i reati tornano finalmente a scendere, il quadro che emerge nell'area metropolitana toscana è decisamente allarmante: città come Firenze e Prato scivolano nelle posizioni più critiche della graduatoria, svelando un evidente cortocircuito tra sicurezza percepita, dati reali e gestione politica del territorio.

Tra cifre in controtendenza ed energiche prese di posizione delle opposizioni, la mappa del crimine tracciata dal quotidiano economico costringe le amministrazioni locali a fare i conti con numeri implacabili. Analizziamo i passaggi chiave di questo report, i piazzamenti delle due città toscane e le accese reazioni politiche scaturite dall'analisi dei dati.

Il trend nazionale in calo dell'1,8%

Dopo quattro anni consecutivi di costante incremento, l'indice di criminalità nazionale segnala un'inversione di tendenza: le denunce complessive in Italia scendono dell'1,8%, registrando oltre 42.000 reati in meno su scala nazionale. Un dato che il Governo rivendica come l'esito concreto del proprio impegno sul fronte della sicurezza e del presidio del territorio.

Tuttavia, è proprio la contrazione nazionale a rendere ancora più stridente il bilancio dei grandi nodi urbani toscani. Il calo generalizzato dei delitti non si traduce in un sollievo automatico per i cittadini: al contrario, evidenzia uno scarto netto tra l'efficacia delle strategie governative centrali e le risposte fornite dalle singole amministrazioni cittadine.

Nessuna delle province toscane regista un percentuale di incidenza di denunciati o arrestati stranieri inferiore a quella nazionale. Un dato trascinato dalle province di Prato - prima in Italia con il 59,6% - e Firenze con il 54,1%. Quindi Pistoia, Pisa e Arezzo di poco sopra al 40%, seguite da Livorno, Lucca, Grosseto e Siena tra il 37 e il 38%, infine Massa Carrara al 35,4%.

Firenze al 2° posto assoluto

Il dato fiorentino ha il sapore di un verdetto impietoso: Firenze si attesta al secondo posto assoluto nella classifica nazionale per delitti denunciati in rapporto alla popolazione. Il capoluogo toscano scivola dietro soltanto a Milano e si lascia alle spalle persino una metropoli come Roma.

Un piazzamento d'emergenza che ha subito scatenato la dura reazione di Luca Santarelli, coordinatore del Gruppo Misto-Noi Moderati, che ha accusato la maggioranza di Palazzo Vecchio di negare la realtà, trattando i dati ufficiali come "frutto di fantasia". Sul piano operativo, la critica dell'opposizione si è trasformata in un preciso affondo politico: Santarelli ha richiamato l'attenzione sull'articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali — lo strumento giurisdizionale che attribuisce ai sindaci il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per prevenire ed eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica —, tracciando un parallelo diretto con l'utilizzo incisivo già fatto dal Sindaco De Luca a Salerno.

"I numeri non possono essere smentiti e quindi ci auguriamo che l'Amministrazione comunale di Firenze, con in testa il Sindaco Funaro, almeno stavolta, non ci accusi di essere i soliti allarmisti, visto che i dati del Sole 24 Ore, basati su fonti del Viminale, parlano drammaticamente chiaro: la località toscana è al secondo posto nella poco invidiabile classifica dei capoluoghi col più alto tasso di criminalità in Italia. Ogni commento è superfluo, anche se conosciamo già come reagirà il Primo cittadino a questa pessima notizia.

Sicuramente darà la colpa al Governo che, a suo avviso, lesina nell'invio di agenti; una sorta di penoso disco rotto che non convince più nessuno. L'unica certezza, caro Sindaco, è che la città da lei amministrata(male)continua ad avere un elevato indice di pericolosità, con buona pace dei fiorentini..." Così l'On.le Tiziana Nisini, Commissario Lega Firenze e Guglielmo Mossuto, Capogruppo Lega in Consiglio comunale.

Prato all'8° posto

A pochi chilometri di distanza, la situazione non si presenta meno complessa. Prato conquista l'ottavo posto assoluto della graduatoria nazionale, confermando come le criticità della città laniera non siano una fiammata emergenziale temporanea, bensì il sintomo di una sofferenza cronica e strutturale.

A cogliere il dato per sollecitare una svolta è Claudiu Stanasel, leader della Lega pratese. Nella sua disamina, Stanasel ha messo in contrasto gli incisivi risultati conseguiti durante la parentesi del Commissario straordinario Claudio Sammartino — incentrata sul rigore dei controlli e sul rafforzamento della prevenzione — con il quadro politico seguito al ritorno del PD alla guida del comune dopo le amministrative del 2026. Secondo l'esponente del Carroccio, i pochi mesi di lavoro straordinario non sono bastati a sanare le conseguenze di decenni di scelte insufficienti e sottovalutazioni da parte della sinistra.

Il calo statistico dei reati su base nazionale rischia di rimanere un dato astratto per le comunità che vivono quotidianamente la realtà di quartieri ad alta incidenza criminale come Firenze e Prato. Di fronte a classifiche che posizionano entrambi i centri ai vertici della criminalità italiana, la gestione della sicurezza urbana non può più essere derubricata a mero scontro ideologico.

“Numeri che parlano da soli e che smentiscono la narrazione buonista della sinistra. In Toscana ogni 100 cittadini, 12 sono stranieri. Ma per ogni 100 persone denunciate gli stranieri sono circa 45 . Un dato eclatante e preoccupante che colloca la nostra regione ai vertici nazionali di questa classifica, con un’incidenza della criminalità straniera su quella totale superiore di quasi 10 punti rispetto a quella nazionale. La conseguenza diretta di politiche dell’accoglienza che non tengono conto della capacità dei territori: del resto cosa vogliamo aspettarci da una Regione che ha recentemente presentato il rapporto sull’immigrazione 2026, con 200 pagine in cui non c’è una riga dedicata alla propensione alla delinquenza degli stranieri e che nulla dice rispetto all’altissima percentuale – 64,4% - di donne straniere presenti nelle case rifugio perché vittime di violenza?”, attaccano il deputato e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti e la capogruppo in Consiglio regionale Chiara La Porta.

“Un dato che si intreccia con quello relativo alla popolazione carceraria: al 30 settembre 2026 ben il 46,8% dei detenuti negli istituti penitenziari toscani era straniero: 1662 su 3554. Quanti di questi potrebbero essere trasferiti in un CPR in attesa del rimpatrio, se solo la sinistra, non solo quella nelle istituzioni, la smettesse di mettere i bastoni tra le ruote? Il Governo Meloni ha dimezzato gli sbarchi e le previsioni per il 2026 parlano di un ulteriore crollo: al 30 settembre 22.891 contro i 51 mila circa dell’anno scorso. E allo stesso tempo ha incrementato di oltre il 20% il numero di rimpatri. I numeri non mentono: c’è chi lavora per contrastare l’immigrazione illegale, la tratta di essere umani e la criminalità, in parte significativa straniera, e chi si riempie la bocca di accoglienza infischiandosene della sicurezza dei cittadini per bene, italiani o stranieri che siano”, concludono Michelotti e La Porta.