Quando lo studentato, in estate, diventa hotel
Mentre trovare un affitto accessibile per uno studente o un lavoratore è ormai un’utopia, la città è stata invasa da studentati privati di lusso. La realtà che emerge dalle denunce incrociate di Fratelli d’Italia e Sinistra Progetto Comune non è solo una crisi di spazi, ma un cortocircuito politico-amministrativo. Quello che doveva essere un supporto al diritto allo studio si è trasformato in una frontiera del business turistico extralberghiero, dove l'accoglienza degli universitari funge spesso da mero paravento per un'attività ricettiva mascherata.
Gran parte degli studentati fiorentini opera, per ampi segmenti dell'anno, come una struttura ricettiva turistica a tutti gli effetti. Fratelli d’Italia parla apertamente di un "fallimento dell’azione amministrativa", accusando la Giunta Funaro di aver concentrato ogni energia repressiva contro i piccoli proprietari di affitti brevi, lasciando invece campo libero ai grandi capitali internazionali.
Il sospetto, corroborato dai dati, è che le sanzioni attuali siano del tutto inefficaci. Con ricavi turistici in crescita verticale, una multa occasionale non è un deterrente, ma un semplice "costo d’impresa" già calcolato nei business plan dei gestori.
"Se oggi scoprite che alcuni studentati sono diventati alberghi mascherati, state semplicemente certificando il fallimento della vostra azione amministrativa" dichiarano i consiglieri di Fratelli d'Italia Angela Sirello (capogruppo), Matteo Chelli, Alessandro Draghi e Giovanni Gandolfo.
Da parte sua Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) denuncia che mentre la Giunta dichiara in aula che il fenomeno è "di difficile e complessa misurazione", gli uffici tecnici smentiscono clamorosamente la politica. La discrepanza tra via Palazzo Vecchio e la Direzione Risorse Finanziarie è totale:
- Dichiarazioni della Giunta: Il monitoraggio è complesso, i controlli sono "appena avviati" e le procedure interne sono ancora in fase di definizione.
- Dati della Direzione Risorse Finanziarie (Prot. 275137): Esiste un elenco disaggregato, gestore per gestore e anno per anno, che traccia ogni centesimo di IMU, TARI e imposta di soggiorno.
Nonostante questa precisione contabile, il Comune sembra brancolare nel buio sulle identità operative: strutture celebri come Manifattura Tabacchi e Camplus Fortezza risultano "fantasma" in alcuni registri tributari, mentre per altre la TARI risulta ancora "in corso di emissione" a metà 2026. Un ritardo burocratico che somiglia molto a una tolleranza mirata.
I numeri fiscali non mentono e raccontano una vera e propria "hotelizzazione" forzata. Se nel biennio 2022-2023 il Comune incassava da queste strutture appena 56.000 euro di imposta di soggiorno, nel biennio 2024-2025 la cifra è esplosa a 254.661 euro.
L'attività turistica è quadruplicata in meno di tre anni. Solo nell'ultimo anno, la crescita è stata del 40%. Calcolatrice alla mano, si parla di circa 64.000 pernottamenti turistici venduti all'interno di edifici che, urbanisticamente, dovrebbero essere uffici o residenze studentesche. Alcune strutture hanno triplicato le notti dichiarate proprio mentre il Comune riduceva sulla carta le finestre temporali per i turisti (da 90 a 60 giorni), segno che il mercato corre molto più veloce dei controlli. Inoltre, società come Campus srl sono state segnalate come prive della necessaria SCIA per l’attività ricettiva per due anni consecutivi.
Il mercato dell'alloggio a Firenze è un campo di battaglia dove il pubblico sta perdendo su tutta la linea. Oggi la città conta 4.200 posti letto privati — gestiti da giganti della finanza globale come Ardian, Rockfield, Hines e The Social Hub — a fronte di soli 1.800 posti pubblici.
Questo squilibrio strutturale produce un costo sociale altissimo: circa 2.000 studenti idonei alle graduatorie per il diritto allo studio restano senza un tetto, schiacciati tra l'insufficienza del pubblico e l'inaccessibilità economica del privato, che preferisce massimizzare i profitti con i turisti. "È un modello che privatizza la rendita e socializza i costi, una vera e propria frontiera dell'estrattivismo urbano" dichiara Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune).
Oltre al danno urbanistico, c'è la beffa fiscale. Questi colossi beneficiano della tariffa da ostello: appena 4 euro a notte per l'imposta di soggiorno, meno di quanto paghi un cittadino che affitta una stanza in un appartamento privato.
Ma il vero "smoking gun" dell'inefficienza amministrativa è il tasso di recupero delle imposte. Nel 2025, l'attività di verifica sull'imposta di soggiorno in tutta Firenze ha recuperato appena 156.865 euro, ovvero lo scandaloso 0,19% del totale riscosso.
Senza una SCIA annuale valida, come stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 7628 del 30 settembre 2025, l'attività ricettiva è da considerarsi abusiva. Eppure, queste strutture continuano a prosperare grazie a una "procedura interna" che il Comune sostiene di star ancora definendo, anni dopo l'entrata in vigore delle norme.
L’annuncio della Sindaca Funaro di voler commissionare nuovi studi appare come una tattica dilatoria per non affrontare i dati che il Comune possiede già. Non c'è nulla da "scoprire": i flussi finanziari, i pernottamenti e le mancanze autorizzative sono già scritti nei protocolli della Direzione Risorse Finanziarie. Serve la volontà politica di incrociare i dati fiscali con quelli urbanistici e di colpire chi usa il diritto allo studio come una licenza per fare hotellerie abusiva.