Quale futuro per il Turismo in Toscana?

Redazione Nove da Firenze

Il 2025 ha sancito un traguardo storico per Pisa: il superamento della soglia simbolica di un milione di arrivi. Tuttavia, per chi osserva il settore con occhio analitico, questo numero non è solo un vessillo da sventolare, ma l'inizio di un paradosso. Cosa si cela dietro la patina dei record statistici? La risposta risiede in una metamorfosi strutturale dove il successo numerico si scontra con la complessità della gestione del territorio. Siamo di fronte a un bivio: limitarsi a subire l’onda dei flussi o cavalcarla per ridisegnare l'identità regionale. Questo viaggio oltre la Torre esplora le sfide invisibili che determineranno se la Toscana resterà una cartolina o diventerà un laboratorio di futuro.

Contrariamente a una visione superficiale che dipinge il turismo come un mero fattore di pressione ambientale, la realtà delineata dalla Nota di lavoro 46/2026 dell’IRPET suggerisce una prospettiva diametralmente opposta. In un mercato globale sempre più esigente, la sostenibilità non è più un vezzo etico, ma una leva fondamentale di competitività economica e una vera strategia di sopravvivenza per il comparto immobiliare.

L’urgenza di accogliere viaggiatori consapevoli spinge i proprietari verso un radicale efficientamento energetico. La riqualificazione delle unità abitative — attraverso il miglioramento del comfort termico-acustico, l'isolamento degli involucri e l'integrazione di fonti rinnovabili — trasforma vecchi asset in strutture d'avanguardia. Questo circolo virtuoso riduce le emissioni e i costi operativi, garantendo al contempo una rivalutazione del patrimonio edilizio locale che beneficia non solo l'ospite, ma l'intero tessuto residente.

"Gli investimenti nella riqualificazione degli edifici possono generare ricadute positive sull'economia locale, creando occupazione nel settore delle costruzioni e dell'impiantistica e valorizzando il patrimonio immobiliare esistente." — Rapporto IRPET 46/2026.

Se l'efficientamento eleva la qualità delle mura, l'abusivismo professionale ne erode le fondamenta immateriali. In Piazza del Duomo a Pisa si combatte una battaglia silenziosa contro una vulnerabilità reputazionale che minaccia l'intera destinazione. La proliferazione di figure irregolari — tour leader e accompagnatori sprovvisti di QR Code ministeriale che si improvvisano guide — non è solo un'evasione fiscale, ma un sabotaggio della narrazione culturale.

La risposta istituzionale si fa più decisa: alle sanzioni già comminate dalla Guardia di Finanza lo scorso agosto, si aggiungono soluzioni concrete proposte dall’Assessore Pesciatini e supportate da Confcommercio. Tra queste, spicca il ripristino del presidio della Polizia Turistica durante i fine settimana e l'implementazione di una nuova segnaletica volta a orientare i visitatori esclusivamente verso professionisti abilitati. L'obiettivo è chiaro: bonificare il decoro urbano dal commercio abusivo e dai furti per restituire al turista la dignità di un'esperienza protetta.

“Le guide che esercitano abusivamente rappresentano la principale minaccia per la nostra professione... questo fenomeno comporta un ingente danno d'immagine e reputazione per Pisa.” — Antonella Cinini, Presidente ConfGuide Confcommercio Pisa.

Mentre Pisa combatte per il decoro dell'esperienza, Firenze propone l'elevazione del turista a "viaggiatore della storia". Manifestazioni come TourismA dimostrano che l'archeologia ha smesso di essere una disciplina statica per diventare uno strumento di stratificazione identitaria. Il passaggio dal consumo rapido del monumento alla scoperta delle radici è il ponte necessario per trasformare la pressione dei numeri in valore culturale.

L'esempio più fulvido è il restauro della tomba etrusca che ha riportato alla luce il "blu egizio". Questo reperto non è solo un miracolo estetico, ma un simbolo di resilienza: gravemente danneggiato dal fango durante l'alluvione di Firenze, il suo recupero tramite tecniche moderne rappresenta il trionfo della memoria sulla distruzione. Raccontare la modernità etrusca — dal ruolo centrale della donna all’organizzazione sociale — permette ai giovani di specchiarsi nel passato per costruire consapevolmente il proprio domani. La Toscana, come sottolineato da Eugenio Giani e Cristina Manetti, punta su questa narrazione fuori dall'ordinario per attrarre un visitatore che non cerca solo un selfie, ma una connessione profonda con l'identità dei luoghi.

Tutte queste ambizioni rischiano però di infrangersi contro un pericoloso collo di bottiglia normativo. Al centro del dibattito politico in Consiglio Regionale vi è la proposta di legge presentata dai consiglieri di Forza Italia Marco Stella, Jacopo Ferri e Alberto Locchi. Il nodo del contendere è l'obbligo per b&b e case vacanze di mutare la destinazione d'uso degli immobili da residenziale a turistico-ricettiva.

La proposta mira a prorogare i termini al 1° luglio 2027, un tempo tecnico indispensabile per permettere ai Comuni di armonizzare i propri regolamenti ed evitare una pioggia di contenziosi tra privati e pubblica amministrazione. La sfida è garantire uniformità sul territorio, eliminando la discrezionalità comunale sugli oneri di urbanizzazione. Senza una stabilità normativa, gli investimenti nell'efficientamento energetico e nella qualità dell'offerta rischiano di restare congelati nell'incertezza burocratica.

Il turismo in Toscana sta rapidamente evolvendo da un modello di "consumo del bello" a una sfida di governance multidimensionale. Sostenibilità energetica, legalità professionale, riscoperta delle radici e chiarezza normativa sono i pilastri su cui poggia l'eredità che lasceremo alle prossime generazioni.

Il milione di arrivi a Pisa non deve essere il punto d'arrivo, ma la massa critica necessaria per finanziare una rigenerazione urbana e culturale senza precedenti. Siamo pronti a fare un salto di qualità, trasformando ogni singolo turista in un investitore consapevole per il futuro del nostro inestimabile patrimonio abitativo e storico?