Presidenza Meyer, Carrai non sarà riconfermato

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 26 agosto - Marco Carrai non sarà più il presidente della Fondazione Meyer. La conferma è arrivata nelle scorse ore dal presidente della Regione Toscana che ha sottolineato che per il successore occorre aspettare. La voce più insistente porta a Luigi Salvadori.

Quello su cui non c'è da aspettare, sono le polemiche politiche.

"La mancata riconferma di Marco Carrai alla Presidenza della Fondazione Meyer è una vergognosa epurazione di stampo comunista, ci ricorda le campagne di rimozione forzata, arresto o esilio di oppositori politici, dissidenti e membri interni ritenuti infedeli, messe in atto dai regimi di ispirazione marxista-leninista. La mossa decisa dal governatore Eugenio Giani, annunciata in piena campagna elettorale, è un dazio pagato al Movimento 5 Stelle e ad AVS, una vergogna per la Toscana dei diritti". Lo dichiara il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.

"Carrai viene cacciato soltanto perché è console onorario di Israele, evidentemente una grave colpa per quella sinistra che - accusa Stella - innalza la bandiera pro-Pal, facendone una questione ideologica addirittura a livello territoriale. Carrai non rappresenta il Governo di Israele, ma lo Stato di Israele; si può contestare il Governo attuale ma non mettere in discussione lo Stato di Israele. Forza Italia non ha mai nascosto di contestare le politiche del governo Netanyahu, ma ciò non toglie l’assurdità della scelta di Giani, sempre più mero esecutore dei desiderata del Movimento 5 Stelle"."Prima la genuflessione sul reddito di cittadinanza che terremoterebbe i conti regionali, poi il no a tutte le politiche di sviluppo.

Ora - evidenzia il capogruppo di Forza Italia - siamo alle purghe ideologiche. Nel pieno silenzio, ovviamente, dei sedicenti moderati di sinistra, per i quali evidentemente il coraggio non è di casa. Chiediamo a Luigi Salvadori di non accettare l'incarico, conosciamo la sua storia, i suoi valori liberali e la sua correttezza, se dovesse accettare sarebbe complice di questa vergognosa epurazione", conclude Stella.

“La prossima uscita del console israeliano Marco Carrai dalla guida della Fondazione Meyer è un atto dovuto e di rispetto verso i valori di una struttura pediatrica d'eccellenza e verso la storia di pace della Toscana”. Così invece il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio Regionale Lorenzo Falchi sul rinnovo dei vertici della Fondazione Meyer.

«Da tempo sottolineiamo, insieme a molte voci provenienti dal mondo associativo, sindacale e del personale sanitario toscano l’evidente contraddizione politica ed etica del doppio ruolo di Carrai: da una parte alla guida di un organismo legato all'ospedale pediatrico e dall'altra Console onorario di uno Stato responsabile della morte di migliaia di bambini innocenti a Gaza e nella Palestina occupata. Continuare a ignorare questa aperta contraddizione significava mettere a rischio la vocazione stessa del Meyer, fondata sulla tutela della vita, della salute e dei diritti dell'infanzia».

«Sono felice delle dichiarazioni del Presidente Giani e mi auguro che la nuova direzione generale guidata da Federico Gelli individui una figura all’altezza della storia e dei valori di accoglienza e solidarietà rappresentati dal Meyer».