Post anti Funaro di Mossuto scatena la rabbia del Pd

Redazione Nove da Firenze

Un attacco via social alla sindaca di Firenze Sara Funaro, un attacco che scatena la rabbia e l'indignazione del Partito Democratico e non solo. Prendendo spunto da una affermazione della prima cittadina, secondo cui a Firenze gira una sua sosia, il capogruppo della Lega Gugliemo Mossuto ha postato su Instagram una doppia foto di Funaro, di cui la seconda sembrerebbe avere le sembianze di un uomo.

"Dopo l’aggressione verbale all’assessora Biti - sottolinea il Pd Firenze - oggi Mossuto supera di nuovo il limite pubblicando sui social un’immagine della sindaca Funaro manipolata con l’intelligenza artificiale per deriderla pubblicamente.

Non è satira. Non è critica politica. 

È un linguaggio sessista, denigratorio e profondamente irrispettoso delle istituzioni. Ridicolizzare una donna che ricopre il ruolo di sindaca attraverso contenuti manipolati è un gesto grave che alimenta un clima tossico nel dibattito pubblico. A Sara Funaro va tutta la nostra solidarietà. Chi usa questi metodi abbassa la qualità della politica e offende la nostra comunità, ma questo Mossuto lo sa fare molto bene.Firenze merita di più. Merita rispetto.  Sempre".  Così il Pd Firenze, seguito a ruota dai consiglieri di centrosinistra in Palazzo Vecchio:

“Esprimiamo la nostra più ferma e totale condanna per il post pubblicato dal capogruppo della Lega, Guglielmo Mossuto, nei confronti della Sindaca Sara Funaro. Utilizzare il body shaming e la manipolazione digitale per deridere l’aspetto fisico di una donna non è solo un atto di profonda immaturità politica, ma rappresenta una forma di bullismo che non può trovare cittadinanza nel nostro Consiglio Comunale”.

A parlare, in una nota congiunta, sono i consiglieri uomini dei gruppi di centro-sinistra in Palazzo Vecchio, profondamente sdegnati dall'episodio.

“Colpisce e addolora che tale attacco avvenga a pochi giorni dall’8 marzo. Mentre la nostra società si interroga su come sradicare le discriminazioni e la violenza (anche verbale) di genere, un rappresentante delle istituzioni sceglie di percorrere la strada dell'offesa gratuita, scadendo in stereotipi logori e maschilisti. Alludere a misogini stereotipi per attaccarne il ruolo politico è il segno di una povertà di argomenti che svilisce l’intero dibattito democratico”.

I consiglieri concludono con una richiesta netta:

“La politica è confronto, anche aspro, ma deve fermarsi davanti al rispetto della persona. Chiediamo che il consigliere Mossuto provveda all'immediata rimozione del post e porga le sue scuse pubbliche alla Sindaca e a tutte le cittadine fiorentine. Firenze merita un’opposizione che sappia discutere di visione e di città, non che si diletti in squallidi fotomontaggi da tastiera”, conclude la nota firmata da Edoardo Amato, Nicola Armentano, Cristiano Balli, Marco Burgassi, Andrea Ciulli, Enrico Conti, Valerio Fabiani, Massimo Fratini, Giovanni Graziani, Luca Milani, Renzo Pampaloni, Vincenzo Maria Pizzolo, Enrico Ricci, Marco Semplici.

Il post di Mossuto non è passato inosservato anche a destra e Alessandro Draghi, capogruppo Fdi in Palazzo Vecchio, rivolge un appello al collega della Lega: "Toglila dai. Domenica è l'8 marzo", riferita alla doppia foto della sindaca Sara Funaro.

La vicesindaca Paola Galgani è durissima con Mossuto: "La settimana tipo del Consigliere della Lega Mossuto: prima insulta l’assessora @caterina_biti in consiglio comunale, dicendole di stare zitta, poi fa body-shaming sulla nostra Sindaca.Avrà mica un problema con le donne in posizioni di potere?Chissà, intanto vergogna. La peggior destra, la peggior politica, il peggior uomo, indegno delle istituzioni".

LA STORIA DELLA SOSIA -“In città gira una mia sosia. Credo si chiami Chiara. So che qualche volta è stata fermata dai fiorentini. Mi dispiace se le hanno attribuito la colpa di qualche buca...”.

A raccontarlo era stata la prima cittadina Sara Funaro nella nuova puntata di “Storie di Firenze”, il progetto editoriale dell’agenzia Galli Torrini diretto dal giornalista Jacopo Storni che racconta la città attraverso le storie di chi la vive. Quella di Funaro non fa eccezione: è un racconto del rapporto con la città. Tanto che, prima ancora che sindaca, la prima cittadina si definisce “una fiorentina permalosa” in una città “specializzata nelle polemiche e nelle prese in giro”, a cui manda questo messaggio: “Il tempo delle città non è quello dei mandati delle giunte comunali.

Bisogna lavorare tanto non solo sulle azioni da fare qui e ora, ma in prospettiva. Perché i risultati delle azioni che si mettono in campo oggi li vedremo tra vent’anni o più. La vera sfida è questa: come sarà la Firenze del 2050? E la risposta passa da politiche che non rispondono solo alle urgenze di oggi, ma che guardano in prospettiva”.La giornata-tipo di Funaro, da quando è sindaca, inizia normalmente: lettura della rassegna stampa, prime telefonate e primi messaggi. In cima alle chat ce n’è una dal nome emblematico: “Abbiamo problemi”, gruppo storico con i collaboratori più fidati, “nato – racconta – per affrontare le criticità senza perdere il sorriso”.Come descriverebbe la città con un’immagine? “Quando c’è una persona fragile per strada, ad esempio, si vedono spesso i fiorentini che si fermano a dare una mano: le portano una coperta, un panino o qualcosa da bere.

Non c’è un gesto eclatante che mi è rimasto impresso. Quello che mi rende orgogliosa della città e dei fiorentini è l’attenzione alla città e alle altre persone, nella quotidianità e nei piccoli gesti. Per cui, al di là delle polemiche che si leggono e vedono sui social network, c’è una Firenze che è bella e umana, profondamente umana”Un sogno? Quello forse di tutti i sindaci: “Essere in più posti contemporaneamente”.Nella storia Funaro racconta anche la sua passione per la cucina, compresa quella brasiliana che ha imparato durante i due anni a Salvador Bahia, dove si trasferì da psicologa per lavorare con i bambini di strada e in comunità psichiatriche, e anche qualche figuraccia.

Ad esempio “quando mi sono calata da Palazzo Vecchio vestita da elfo, ma anche quando ho stonato Senza parole di Vasco Rossi: è un momento che purtroppo resterà”.