Plures: ricorso al TAR contro la delibera tariffaria di Ato
Firenze, 23.10.2026 - Plures ha presentato ricorso al TAR Toscana contro la delibera con cui ATO Toscana Centro ha approvato la proposta tariffaria del servizio rifiuti per il periodo 2026-2029.
Al centro della controversia vi sono le modalità con cui ATO ha valutato e riconosciuto i costi sostenuti dalla società per la gestione del servizio e per gli investimenti, nonché la decisione di escludere dalla valutazione economico-finanziaria il programma degli investimenti previsto per i prossimi anni.
Secondo Plures, alcune delle esclusioni operate da ATO non trovano adeguata giustificazione nelle regole tariffarie nazionali. In particolare, la società contesta che il mancato aggiornamento degli strumenti di pianificazione, di competenza dell'Autorità d'ambito, possa tradursi in un mancato riconoscimento dei costi relativi a investimenti realizzati per il servizio.
Le criticità di tale impostazione emergono anche da un'analisi indipendente commissionata a REF Ricerche, che ha esaminato le regole del settore, le prassi adottate in altri territori e le possibili conseguenze economiche delle decisioni assunte.
La controversia ha una rilevanza economica significativa, ma riguarda soprattutto un principio fondamentale: garantire che il servizio pubblico dei rifiuti possa contare su un quadro di regole certo, capace di assicurare la sostenibilità della gestione e degli investimenti necessari almiglioramento dei servizi e alla tutela dellìambiente.
Plures ha intrapreso l'iniziativa giudiziaria dopo aver chiesto ad ATO di riesaminare le proprie decisioni in autotutela. La società conferma la propria disponibilità al confronto istituzionale,nella convinzione che una corretta applicazione delle regole e una programmazione condivisa degli investimenti siano nell'interesse dei Comuni, dei cittadini e della qualità del servizio pubblico.
La questione è anche politica. Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) dichiara: "Plures ha presentato ricorso al TAR della Toscana per annullare la delibera 16/2026 di ATO Toscana Centro, l’autorità che regola il servizio rifiuti nell’area di Firenze, Prato e Pistoia. La delibera contiene la proposta tariffaria 2026-2029. L’assemblea dei Comuni l’ha approvata il 23 luglio con 43 voti favorevoli, 13 contrari e due astensioni. Da lì discende il piano economico finanziario che il Consiglio comunale ha approvato il 28 luglio, con una tariffa per Firenze di 135,8 milioni di euro nel 2026. Ne discende quindi anche l’aumento della TARI che le famiglie pagheranno a dicembre, con il conguaglio della terza rata.
Plures è la multiutility di cui il Comune di Firenze è primo socio, con il 36,8% del capitale. Stamattina, nel dibattito sul bilancio consolidato, l’Assessore Bettarini ci ha detto che i rapporti con la società non sono un tema politico. Poche ore dopo apprendiamo dall’ANSA che la società porta in tribunale l’ente pubblico che ne regola le tariffe.
I motivi del ricorso non sono ancora noti, ma la relazione allegata al piano economico finanziario descrive già un rapporto difficile. Al paragrafo 5.1.2 si legge che l’autorità di regolazione «non ha validato il Piano degli investimenti 2026-2029 presentato da Plures a causa delle carenze istruttorie emerse nel corso del procedimento e del mancato riscontro del Gestore alle richieste formulate nell’ambito del soccorso istruttorio». A gennaio, inoltre, ATO aveva contestato a Plures la violazione del contratto di servizio perché non aveva inviato i dati tariffari. Se il ricorso riguardasse quegli investimenti esclusi, la società chiederebbe al giudice di riconoscerle costi che alla fine ricadrebbero sulle bollette di cittadine e cittadini.
Un servizio pubblico essenziale, affidato a una società a maggioranza pubblica, finisce così conteso in tribunale fra due soggetti che dovrebbero rispondere agli stessi Comuni. Se il controllo pubblico resta solo nella composizione del capitale, non protegge chi paga la TARI e non garantisce la qualità del servizio.
Chiediamo alla Sindaca e alla Giunta di dire in Consiglio tre cose: se il Comune, come primo socio, era informato del ricorso e quale posizione ha preso negli organi della società; che cosa contesta Plures; quali effetti avrebbe sulle tariffe del 2026 l’eventuale annullamento della delibera. Lo chiederemo con una domanda di attualità nella prima seduta utile.
Quanto pagano le famiglie per i rifiuti e quale servizio ricevono dipende anche da come il Comune esercita il suo ruolo di socio. Per questo la questione è politica e non può restare nelle mani degli uffici legali".