Piano del Traffico, Firenze punta a lasciare l’auto a casa
FIRENZE – Camminare, pedalare o prendere il bus. Non perché è obbligatorio, ma perché conviene. È questa la scommessa del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano di Firenze, presentato il 7 luglio a Palazzo Vecchio dalla sindaca Sara Funaro e dall’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio.
Dopo 9 mesi di raccolta dati, il Comune chiude la "fase conoscitiva" e apre quella politica: scrivere il Piano insieme ai cittadini. Primo appuntamento il 14 luglio con gli stakeholder, poi a settembre il giro nei 5 quartieri. L’obiettivo è arrivare alla stesura vera e propria entro fine anno.
La fotografia: una città che va in auto per 2 km
Il quadro che emerge dai 100 dataset raccolti è impietoso per chi è abituato al mezzo privato.
Ogni giorno a Firenze ci sono circa 750.000 spostamenti in auto. Il 56% del traffico totale è su 4 ruote. Alle porte dello Scudo Verde transitano 324.000 veicoli al giorno, e di questi il 50% arriva da fuori Comune.
Eppure l’auto non è il mezzo più efficiente. Il dato chiave: il 46% degli spostamenti in auto è inferiore ai 2 km. Il 74% dei tragitti casa-scuola è sotto 1 km in linea d’aria. Tradotto dall’assessore Giorgio: “In bicicletta si impiega meno tempo e, in molti casi, anche a piedi si arriva con tempi analoghi”. 2 km in bici = 7-10 minuti. In auto = 8-12 minuti + parcheggio.
Il problema è culturale più che infrastrutturale: “Ci sono cittadini che per esigenze lavorative o familiari hanno necessità dell’auto. Ma ce ne sono anche molti altri che la usano semplicemente per abitudine”, dice Giorgio.
La strategia: 7 priorità "sartoriali"
Il PGTU non sarà un copia-incolla. L’incaricato Stefano Ciurnelli parla di piano "sartoriale": soluzioni diverse per stazione/Careggi rispetto ai quartieri dove “bisogna riportare vita”.
Ecco l’agenda emersa:
1. Pedoni al centro: marciapiedi continui, attraversamenti sicuri, no barriere. “Gli spazi vissuti ogni giorno da bambini e anziani”
2. Bici: completare la rete e collegare l’esistente. Il nuovo Biciplan
3. Sicurezza: più Zone 30, percorsi protetti. Nel 2025 ci sono stati 3.085 incidenti. Il 47% auto, il 31% motorini, il 16% bici/pedoni
4. TPL: potenziare bus e integrazione con tramvia. Obiettivo linee ad alta frequenza ogni 5 minuti anche dove non passa il tram
5. Tecnologia: semafori intelligenti, smart parking, MaaS per scegliere il mezzo migliore in tempo reale
6. Sosta e logistica: gestire meglio carico/scarico. Le consegne sono aumentate del 300% nel post Covid
7. Incentivi: mobility management casa-lavoro e piani aziendali
Il metodo: partecipare o fallire
La novità è il processo. Il Comune ha diviso Firenze in 78 "zone di comunità" per rendere i dati leggibili. E ha messo nero su bianco che “senza partecipazione non può esserci una vera coscienza collettiva del limite dello spazio pubblico”.“Non esiste una ricetta unica” ripete Ciurnelli. E Funaro aggiunge: “Dobbiamo ridisegnare profondamente la mobilità e l’assetto degli spazi cittadini. Trovare un nuovo equilibrio tra chi va in auto, chi usa i mezzi, chi va a piedi o in bici”.
I nodi politici
Tre temi saranno caldi nel confronto:
1. Spazio: togliere spazio all’auto per darlo a bici e pedoni in una città con 15 milioni di presenze turistiche l’anno
2. Cantieri: ogni anno 10mila ordinanze modificano la viabilità. Solo il 43% sono opere pubbliche
3. Costi: l’assessore lo dice chiaro: “L’auto resta il mezzo di trasporto più costoso”. La scommessa è rendere alternativa bus+tram+bici “sicura, efficiente e conveniente”
Il PGTU dovrà poi incastrarsi con Piano Operativo, Piano Strutturale e PUMS. E passare dal Consiglio comunale.Come dice Giorgio, l’obiettivo non è cacciare l’auto. È offrire a chi può, la possibilità di scegliere altro. Perché a Firenze, a volte, per andare più veloce basta lasciare le chiavi a casa.