Palazzo Vecchio, lo strappo di Italia Viva
“Elementi positivi ci sono e vanno riconosciuti, ma manca una risposta complessiva alle esigenze dei cittadini, che nel quotidiano sono tutt’altro che soddisfatti della situazione della città. Per questo il nostro voto sul rendiconto di esercizio 2025 è contrario”.
Lo dichiarano Francesco Grazzini e Francesco Casini, consiglieri comunali di Italia Viva – Casa Riformista, intervenendo in aula sul rendiconto del Comune di Firenze.
“Non abbiamo difficoltà a riconoscere gli investimenti realizzati, a partire dalle scuole, dalle politiche sociali, dagli interventi di riqualificazione urbana – spiegano –. Tuttavia registriamo una mancanza di autocritica e soprattutto una distanza crescente rispetto alla percezione dei cittadini, che ci raccontano quotidianamente criticità e disagi”.
Tra i temi principali, quello della sicurezza:
“Apprezziamo lo sforzo fatto sull’assunzione di nuovi agenti di Polizia Municipale, ma serve uno scatto in più, anche sul piano politico e comunicativo. La sicurezza non è un tema di destra o di sinistra: è una richiesta concreta che arriva da tante persone e a cui va data una risposta più forte e chiara”.
Altro nodo centrale è quello della mobilità:
“Gli investimenti sulla tramvia sono strategici e li abbiamo sempre sostenuti. Ma oggi la città vive una fase di cantieri diffusi che sta mettendo in seria difficoltà il commercio di vicinato e chi deve spostarsi quotidianamente, spesso senza alternative all’auto. Non si può ignorare questa realtà: serve maggiore equilibrio e attenzione”.
Critiche anche all’approccio su alcune politiche urbane:
“Dai vincoli su alcune attività economiche allo stop a monopattini e caddy, fino alle limitazioni su affitti brevi e nuove aperture: la sensazione è quella di una stagione fatta più di divieti che di governo dei fenomeni. I problemi esistono, ma non si risolvono solo con i blocchi: serve una visione riformista, capace di gestire e accompagnare i cambiamenti”.
Sul fronte del verde urbano, i consiglieri riconoscono gli interventi realizzati ma chiedono maggiore attenzione:
“Ci sono esempi positivi come il giardino di Vittorio Veneto o i giardini di via Malta, ma restano troppe aree della città in condizioni critiche, dai quartieri periferici fino ad alcune zone del centro. Pensiamo ad esempio al Parco del Mensola, a via della chimera o ai Giardini di Piazza D’Azeglio”.
Infine, un passaggio sullo stadio:
“Lo abbiamo detto più volte: la strada iniziale doveva essere diversa. Oggi però, con i cantieri avviati, il nostro impegno è affinché i lavori procedano nel modo più rapido possibile, nell’interesse della città”.
“Servirebbe – concludono Grazzini e Casini – uno slancio più riformista e meno ideologico nell’azione amministrativa. Noi continueremo a fare un’opposizione seria e responsabile, sempre nell’interesse di Firenze”.