Occupazioni nelle scuole fiorentine

Redazione Nove da Firenze

 Ripartono le occupazioni nelle scuole fiorentine.

La mobilitazione è partita ieri dal liceo Gramsci, occupato dagli studenti, e dall'Iis Galilei di via di Scandicci, dove invece è scattata l'autogestione. Al Galilei i ragazzi sono entrati nella notte intorno alle 4.30 da una finestra ed hanno esposto lo striscione "Meno armi, più soldi alle scuole". 

L'autogestione, che dovrebbe durare una settimana, prevede la gestione degli accessi da parte degli studenti maggiorenni e attività autogestite aperte anche ai docenti.

Nella notte è stato tentato anche l'ingresso al Liceo Artistico di Porta Romana. Il tentativo non è riuscito. 

La dirigenza ha comunicato sul sito ufficiale la sospensione delle lezioni per la giornata di oggi, martedì 20 ottobre, nella sede centrale, mentre le lezioni sono regolari nella sede di Sesto Fiorentino. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per verificare l'entità degli eventuali danni.

Stamattina la protesta si è estesa. Al Liceo Scientifico Da Vinci è comparso lo striscione "Davi occupato", mentre al Liceo Galileo - Michelangiolo di via Cavour è scattata l'occupazione con studenti riuniti davanti all'ingresso.

Secondo quanto annunciato dai collettivi studenteschi, la giornata di oggi dovrebbe coinvolgere una decina di istituti in totale, tra cui Alberti-Dante, Castelnuovo, Duca d'Aosta, Machiavelli-Capponi, Meucci, Pascoli, Peano e Rodolico (proprio alla sede del Galluzzo di questa scuola si riferisce la foto in copertina, ndr).

Nei documenti diffusi, gli studenti contestano le scelte del governo, accusato di privilegiare le spese per il riarmo rispetto agli investimenti in istruzione e sanità, i provvedimenti sul tetto agli studenti stranieri, la riforma dell'esame di Stato e le condizioni di edilizia scolastica, con aule che si allagano, bagni senza porte, muffa e infiltrazioni. Viene inoltre espressa solidarietà alla popolazione di Gaza e la richiesta di una scuola inclusiva, multiculturale e attenta ai diritti.

Al momento la mobilitazione non coinvolge altri istituti come Salvemini-Duca d'Aosta, l'Agrario, il Marco Polo e il Sassetti-Peruzzi, dove le lezioni si svolgono regolarmente.

I COMMENTI POLITICI

Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune)

“Salutiamo con favore le occupazioni che stanno iniziando in alcune delle scuole superiori della Città: invitiamo tutto il sistema istituzionale a comprendere ciò che muove le proteste, evitando in qualsiasi modo meccanismi repressivi, permettendo ai conflitti di esprimersi e ai bisogni di emergere.

Ogni movimento deve essere rispettato nella sua autonomia, ma pensiamo sia importante che ci sia una disponibilità di ascolto reale.

Anche perché la contestazione alle politiche di riarmo va oltre l’appartenenza generazionale, così come la richiesta di edifici sicuri e spazi adeguati, dando sempre più centralità a quello che il Governo nazionale sembra disprezzare (la pluralità di culture nelle classi, la possibilità di svolgere ore di educazione sessuo-affettiva).

Contestiamo da anni anche il modo in cui è impostata la formazione scuola-lavoro e la tendenza a ridurre l’istruzione pubblica a una mera applicazione di formule burocratiche, che riducono lo studio ai numeri, in una logica performativa che favorisce il disorientamento di fronte a un mondo segnato da conflitti, cambiamenti climatici e apparente assenza di prospettive.

Gli Enti Locali sono coinvolti e stiamo depositando degli atti per chiedere conto di cosa stiamo facendo, come Comune e Città Metropolitana.

Sappiamo bene quanto sono importanti i momenti di assemblea e scambio di opinioni durante le occupazioni: fanno parte del percorso formativo, anche se in modo autogestito e dal basso”. 

Alleanza Verdi Sinistra

In questi giorni studentesse e studenti di molti licei fiorentini, dall’Alberti-Dante al Gramsci, dal Castelnuovo al Rodolico, hanno scelto di occupare le loro scuole.

Chiedono una cosa semplice: che lo Stato investa nella scuola. Le loro denunce le conosciamo: aule che si allagano, riscaldamenti che non funzionano, edifici non accessibili a chi ha una disabilità, docenti precari e personale che manca. A questo si aggiungono provvedimenti che dividono anziché unire, come il decreto che introduce un tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi e il DDL che limita l’educazione sessuo-affettiva a scuola.A chi oggi parla solo di sgomberi e sanzioni rispondiamo che una generazione che si organizza per difendere la propria scuola va ascoltata, non punita.“Vogliamo esprimere la nostra vicinanza e il nostro sostegno alla protesta portata avanti in questi giorni dagli studenti e dalle studentesse delle scuole fiorentine.

In un dibattito surreale, in cui ci si preoccupa delle violenze senza interrogarsi minimamente sulle cause, vogliamo schierarci dalla parte della stragrande maggioranza dei manifestanti che, in maniera del tutto pacifica, manifestano la loro rabbia per le ingiustizie loro e del mondo in cui vivono. Ingiustizie a cui il Governo continua a non dare risposte, intensificando invece la repressione”. Così Caterina Arciprete, Giovanni Graziani e Vincenzo Pizzolo di AVS Ecolò.“Gli studenti hanno avanzato proposte chiare e precise: dalle risorse alla messa in sicurezza, fino all’abolizione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Tutte richieste che rimettono la scuola e l’istruzione al centro, come pilastro fondamentale della nostra Repubblica.“Noi faremo la nostra parte e siamo a disposizione degli studenti e delle studentesse per portare le loro istanze nelle sedi istituzionali competenti.” concludono Arciprete, Graziani e Pizzolo.

Firenze Democratica

“C’è un vento che soffia nelle scuole fiorentine. In poche ore, la protesta partita da un istituto ha coinvolto altre scuole della città, trasformando un primo gesto di protesta in una mobilitazione collettiva.Un vento difficile da prevedere, che nasce magari da un soffio, da un’intuizione, da un gesto improvvisato, e che può diventare una forza dirompente quando tante voci si riconoscono nelle stesse ragioni.I giovani hanno modi propri di stare nel conflitto: non sempre seguono le categorie, i linguaggi e gli schemi degli adulti.

Ci mettono ironia, creatività, improvvisazione, capacità di sorprendere. Non è disordine da correggere, né inesperienza da sminuire: è una forza, un modo diverso di prendere parola e di immaginare il cambiamento. Cercare di ricondurre tutto a schemi già conosciuti rischia di non cogliere proprio ciò che rende questa mobilitazione viva e capace di allargarsi.E le loro richieste sono tutt'altro che improvvisate. Parlano di scuole sicure e accessibili, di più risorse per l'istruzione, di inclusione, di libertà di pensiero e di educazione sessuo-affettiva.

Parlano di pace, mentre invece incombono le guerre con un’Europa debole nella capacità di diplomazia internazionale. E ricordano una ferita che non possiamo accettare come inevitabile: le giovani vite spezzate durante i percorsi di formazione scuola-lavoro.Non sono questioni astratte, né rivendicazioni da liquidare come una protesta generazionale. Sono domande che chiamano in causa tutta la società e le istituzioni, a partire dalla responsabilità di garantire una scuola che sia davvero un luogo di crescita, conoscenza, sicurezza e futuro.Firenze Democratica guarda a questa mobilitazione con attenzione e rispetto.

Gli studenti hanno diritto di essere ascoltati, di esprimere il proprio dissenso e di trovare risposte concrete. Il compito delle istituzioni non è spegnere questo vento, né pretendere di dirigerlo, ma provare a comprenderlo e avere il coraggio di raccoglierne le richieste.Perché un vento non si lascia chiudere in uno schema. E quando un soffio diventa una forza collettiva, ignorarlo non lo farà scomparire: significherà soltanto rinunciare a comprenderne la spinta e il significato”. 

Partito marxista-leninista italiano

"Il Comitato provinciale di Firenze del PMLI saluta con grande spirito rivoluzionario la mobilitazione delle studentesse e degli studenti ed appoggia l'occupazione delle scuole fiorentine promosso da "Studentǝ Occupanti di Firenze".

Viva le lotte di piazza studentesche e le occupazioni di scuole e università!

Abbasso la repressione fascista dei manifestanti da parte di Meloni e Piantedosi!

Appoggiamo il ritiro del ddl fascista sulla scuola, la richiesta di 13 miliardi per l'edilizia scolastica e universitaria, la lotta contro la "riforma" degli istituti tecnici e professionali e la lotta contro il carovita ed il caro affitti.

Lottiamo per la scuola e l'università governate dalle studentesse e dagli studenti".

Cgil e Flc Cgil Firenze

"Le ragioni della protesta studentesca sono le nostre ragioni: no alla spesa per ill riarmo, sì a investimenti nell’istruzione e nell’edilizia scolastica; no a un’idea autoritaria e gerarchica dell’istruzione, sì alla scuola come luogo aperto, inclusivo e democratico. Su questi temi anche la nostra organizzazione si è mobilitata e continuerà a farlo fino allo sciopero generale del 20 novembre in concomitanza con lo sciopero internazionale di giovani e studenti per la pace.La CGIL e la FLC di Firenze sono quindi a fianco delle iniziative di mobilitazione pacifica e partecipazione democratica promosse dagli studenti del nostro territorio, per contribuire insieme al cambiamento sociale di cui il nostro paese ha urgente bisogno".