Nuova pista: scontro politico alla vigilia della decisione del Tar
Il dibattito decennale sull'ampliamento dell'aeroporto di Firenze-Peretola raggiunge una fase cruciale con l'imminente sentenza del TAR sui ricorsi contro la nuova pista. La vicenda sintetizza un classico cortocircuito politico-territoriale attorno alle grandi opere pubbliche: come può un'infrastruttura essere presentata contemporaneamente dai suoi sostenitori come un indispensabile volano di salvaguardia ambientale e dai suoi dettrattori come una minaccia per il territorio? Alla vigilia del pronunciamento della giustizia amministrativa, l'analisi delle posizioni in campo rivela non soltanto storiche contrapposizioni ideologiche, ma anche sottili calcoli elettorali e inaspettate convergenze trasversali.
La narrazione attorno alla nuova pista vede sia i favorevoli sia i contrari intestarsi la difesa della salute pubblica e della sostenibilità ecologica, giungendo a letture diametralmente opposte.
Per Fratelli d'Italia, rappresentata dal senatore Paolo Marcheschi e dal consigliere regionale Jacopo Cellai, l'infrastruttura costituisce una svolta ambientale e logistica non più rinviabile. FdI sostiene che la nuova conformazione della pista incrementerà la sicurezza dei voli, azzererà i dirottamenti dovuti alla nebbia e libererà dall'inquinamento acustico gli abitanti dei quartieri di Peretola e Brozzi, da decenni penalizzati dai sorvoli a bassa quota. A quantificare l'impatto positivo di questo riassetto è anche il capogruppo di Casa Riformista, Francesco Casini, che individua in oltre 40.000 i fiorentini attualmente sorvolati che trarrebbero un sollievo diretto dal nuovo tracciato.
Di parere opposto sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti. Secondo il M5S, il progetto non risolve il problema ma si limita a traslare l'impatto acustico su altre aree e istituzioni, a partire dal polo universitario di Novoli — motivo per cui l'Università di Firenze ha presentato ricorso al TAR. I rappresentanti pentastellati denunciano inoltre il tentativo di contrapporre tra loro i residenti di Peretola, Brozzi e Quaracchi a quelli delle nuove zone sorvolate, ricordando come dal 2003 i cittadini attendano invano le opere di mitigazione acustica a carico del gestore aeroportuale.
«Dire sì al nuovo aeroporto significa scegliere innovazione, progresso, sicurezza e persino tutela dell'ambiente, perché la nuova pista porterà concreti miglioramenti ambientali per il territorio e per chi ci abita» dichiara Paolo Marcheschi, Senatore di Fratelli d'Italia.
Un secondo elemento di tensione riguarda la tenuta strategica dei partiti lungo le diverse amministrazioni locali della Toscana, dove la ricerca del consenso genera evidenti attriti geografici.
Sia il Movimento 5 Stelle sia Casa Riformista hanno attaccato direttamente la linearità del centrodestra. I consiglieri M5S Rossi Romanelli e Galletti, insieme a Francesco Casini (Casa Riformista), hanno apertamente sfidato i vertici fiorentini di Fratelli d'Italia — in primis l'eurodeputato Francesco Torselli — a chiarire se i propri dirigenti ed eletti nei comuni di Prato e Pisa condividano l'entusiasmo per il potenziamento di Peretola. L'accusa rivolta a FdI è quella di alimentare una politica a geometria variabile, adattando la linea alle convenienze dei singoli bacini elettorali.
Sull'altro fronte, però, Fratelli d'Italia restituisce l'attacco evidenziando le contraddizioni interne alla maggioranza di centrosinistra. Torselli ha infatti sottolineato l'ipocrisia politica del Presidente della Regione Eugenio Giani e della sindaca di Firenze Sara Funaro, i quali si dicono favorevoli al nuovo scalo ma continuano a governare la Regione e il Comune affidando deleghe e ruoli di giunta ad alleati di sinistra visceralmente contrari all'opera.
«Adesso però convincano anche i loro colleghi di Pisa e Prato: nel partito di Giorgia Meloni, infatti non tutti condividono la stessa posizione. Prima di dare lezioni di coerenza agli altri, farebbero bene a fare chiarezza al proprio interno.» dichiara Francesco Casini, Capogruppo di Casa Riformista in Consiglio Regionale.
Le argomentazioni economico-infrastrutturali a sostegno del progetto ruotano attorno ai costi dell'inazione e alla perdita di attrattività del sistema economico toscano.
Gli esponenti di Fratelli d'Italia (tra cui Francesco Torselli, Claudio Gemelli, Angela Sirello e Giovanni Gandolfo) e il capogruppo riformista Casini concordano nel ritenere che uno stallo trentennale fatto di veti incrociati e campanilismi abbia penalizzato le imprese, i lavoratori, i viaggiatori d'affari e gli studenti universitari. La conseguenza diretta di questa paralisi decisionale è stata la fuga di traffico passeggeri verso l'aeroporto "Guglielmo Marconi" di Bologna, diventato nei fatti il riferimento per un'ampia fetta di utenza toscana.
Come evidenziato dal vicepresidente della Commissione Trasporti in Regione, Claudio Gemelli, l'obiettivo strategico non deve essere la contrapposizione tra Firenze e Pisa, bensì la loro integrazione complementare mediante collegamenti di superficie rapidi ed efficienti, indispensabili per restituire competitività internazionale all'intera regione.
«Trent'anni di campanilismo sterile alimentato dal PD hanno regalato i nostri passeggeri e le nostre imprese all'aeroporto di Bologna.» dichiara Francesco Torselli, Eurodeputato e Commissario cittadino di Fratelli d'Italia.
Sul piano squisitamente politico emerge un'inedita asse trasversale: Fratelli d'Italia e Casa Riformista si trovano dalla stessa parte della barricata nel sostegno alla nuova pista e nell'appoggio alla delibera favorevole approvata dalla Giunta guidata dal Presidente Eugenio Giani.
Tuttavia, il fronte del "Sì" si spacca nettamente non appena il dibattito si sposta sulle responsabilità finanziarie del Governo centrale:
- La visione integrata a tre scali: Casa Riformista sollecita una programmazione regionale organica fondata sul triptico Firenze - Pisa - Isola d'Elba, sottolineando come il potenziamento dei singoli scali resti sterile se privo di un'adeguata rete infrastrutturale di supporto.
- Il nodo delle risorse statali: Francesco Casini incalza l'esecutivo nazionale, chiedendo al centrodestra di superare i presidi propagandistici e garantire alla Toscana i finanziamenti statali necessari.
- L'infrastruttura di terra: La priorità indicata riguarda il potenziamento strutturale dei collegamenti ferroviari regionali, ancora del tutto insufficienti a garantire l'intermodalità rapida tra i principali nodi di trasporto toscani.
La Toscana si trova di fronte a un bivio decisivo per il proprio assetto strategico. Il pronunciamento del TAR sulla nuova pista di Peretola definirà se l'iter procedurale potrà finalmente procedere verso la fase realizzativa o se la vicenda scivolerà nell'ennesimo ingorgo giurisdizionale.