'Non possiamo ascoltare chi invoca i manganelli'
Un nuovo caso politico scuote Palazzo Vecchio. I consiglieri del gruppo PD, AVS e Lista Funaro hanno lasciato la Commissione Affari Istituzionali a causa della presenza del consigliere del Quartiere 4 Leonardo Batistini di Futuro Nazionale, incompatibile con i valori della Costituzione.
“Oggi – spiega il capogruppo PD Luca Milani – era prevista l’audizione, in Commissione Affari Istituzionali, del presidente della Commissione Garanzia e Regolamento del Consiglio di quartiere nell’ambito dell’esame della bozza del nuovo Regolamento della Partecipazione.
La Commissione affari istituzionali è la Commissione che, più di altre, ha a cuore le Istituzioni, il loro funzionamento la loro integrità. Tra i compiti c’è quello di assicurare che lo Statuto, i regolamenti e che le disposizioni comunali siano congruenti con il sistema legislativo sovraordinato, fino alla Costituzione. L’ospite chiamato dal presidente della Commissione affari istituzionali è esponente di un partito che si rifà a quella ideologia che la Costituzione ha bandito. Si rifà esplicitamente a quel partito fascista, unico partito che non ha contribuito a scriverla la Costituzione, perché le sue idee sono oppositive ai valori di inclusione, uguaglianza, solidarietà, libertà, democrazia e diritti uguali per tutti, espressi nella Carta.
Tra l’altro siede in Consiglio di quartiere con il simbolo di Futuro Nazionale perché ha tradito il partito con il quale era stato eletto. Troppo comodo, troppo facile.Giusto due giorni fa – continua il capogruppo PD Luca Milani – abbiamo avuto la dimostrazione del pensiero antidemocratico del Consigliere Batistini che, alla radio, ha tranquillamente evocato l’uso dei manganelli nelle manifestazioni.
Evocando la vecchia ricetta anticostituzionale della repressione e del divieto di dissentire.
Non possiamo, con la più assoluta umiltà ma anche con la più assoluta fermezza, ascoltare chi, rappresentando le istituzioni, invoca i manganelli. Chi ha un ruolo nelle Istituzioni dovrebbe avere piena consapevolezza della responsabilità che comporta e dovrebbe prestare molta attenzione al linguaggio che utilizza, soprattutto sui social.In un momento delicato per la democrazia e per lo stato di diritto così come li abbiamo conosciuti è compito di tutti abbassare i toni ed evitare lo scontro.Per queste ragioni – conclude il capogruppo Luca Milani – abbiamo deciso di non partecipare all’audizione”.