Musei: il 1 febbraio a ingresso gratuito in Toscana

Redazione Nove da Firenze

Tra la #domenicalmuseo (aperta a tutti per i siti statali) e la Domenica Metropolitana (dedicata ai residenti per i siti civici), il patrimonio si svela non più come una collezione di frammenti, ma come un sistema integrato. Ecco perché questa data segna il punto di non ritorno per chiunque voglia comprendere la nuova strategia di narrazione del territorio.

Il 2025 si è chiuso con un record di oltre tre milioni di visitatori, consacrando il neonato sistema museale coordinato che unisce la Galleria dell’Accademia e i Musei del Bargello (inclusi Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati e Casa Martelli). La direttrice Andreina Contessa sta guidando una transizione epocale: il passaggio da una gestione frammentata a una visione unitaria."L'obiettivo è superare la visita 'a compartimenti stagni' per offrire una narrazione dove le collezioni dialogano costantemente, migliorando l'esperienza del visitatore attraverso un racconto corale del Rinascimento. Il 1° febbraio non è solo un giorno di festa, ma l’ultima occasione assoluta per ammirare la mostra "Venere che entra nel bagno del mare" alla Galleria dell’Accademia, un viaggio prezioso nel processo creativo della scultura dell'Ottocento.

Se Firenze è il cuore pulsante, la Toscana intera dimostra la forza di una rete capillare. La strategia museale del 2026 punta a valorizzare i centri "minori" con la stessa intensità dei grandi poli:

La Domenica Metropolitana trasforma i luoghi del potere in spazi di cittadinanza attiva. A Palazzo Medici Riccardi, i residenti avranno l’opportunità eccezionale di varcare la soglia degli ambienti della Prefettura. Questi spazi, solitamente interdetti al pubblico, custodiscono tesori come il "Matrimonio mistico di Santa Caterina" del Cigoli. È un invito a riscoprire la continuità tra la storia artistica e la funzione istituzionale della città.

Al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, la mostra “Ecra Sren Tva” propone una sfida iconografica radicale. Al centro della Sala del Sarcofago delle Amazzoni, si analizza il monumento funebre dell’aristocratica tarquiniese Ramtha Huzcnai. A differenza del mondo greco, che ritraeva le Amazzoni solo nel momento della sconfitta, il sarcofago commissionato dal magistrato Laris Apaiatrus celebra una lotta paritaria e la vittoria delle regine guerriere. È la prova tangibile di una società, quella etrusca, in cui le donne godevano di un’autonomia e di diritti giuridici che il mondo classico avrebbe impiegato millenni a riconquistare.

Non si viene più a Firenze solo per "vedere il David". Il sistema museale sta lanciando tre percorsi tematici che collegano sedi diverse per spiegare il contesto. Sebbene la piena operatività sia prevista per maggio 2026, i pilastri sono già chiari:

  1. Nel segno del Genio: Michelangelo analizzato tra Bargello, Accademia e Cappelle Medicee.
  2. Firenze e i suoi Simboli: L’identità civica tra Orsanmichele e il Bargello.
  3. L’arte del dettaglio: Un viaggio tra Palazzo Davanzati e Casa Martelli dedicato alla storia del costume.

Il contemporaneo non resta a guardare. Al Murate Art District, la mostra "Atlas of the New World" di Piermartiri e Delille usa la fotografia per immergere il visitatore nelle evidenze del cambiamento climatico. Al Museo Novecento, il concetto di "visita" viene scardinato dall’apertura della "Libreria Verde" nel Giardino delle Leopoldine. Qui, il museo diventa uno spazio di sosta: è possibile richiedere materiale da disegno in biglietteria per ritrarre dal vivo o sfogliare volumi d’arte immersi nella natura del chiostro.