Lotta allo sfruttamento sul lavoro in Toscana
Firenze, 4-3-2026- Nel mese di febbraio, gli Ispettori del NIL di PIsa anno concentrato la propria attività preventiva sul settore dei panifici e delle pasticcerie, comparto che richiede una particolare attenzione per la specificità delle mansioni svolte. Gli accertamenti hanno fatto emergere gravi violazioni al D.lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro). In diverse attività è stata accertata la mancata nomina del Medico Competente e il tardivo invio dei lavoratori alla visita medica, passaggio cruciale per certificare l'idoneità alla mansione.
È stata rilevata l'omessa formazione dei dipendenti in materia di sicurezza. Infine i datori di lavoro sono risultati privi della formazione obbligatoria per assumere il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, figura chiave per la valutazione dei rischi e l'attuazione delle misure di tutela. L’operazione, condotta nell’area del Comprensorio del Cuoio, si è conclusa con il deferimento in stato di libertà di tre legali rappresentanti. A carico dei titolari sono state elevate ammende per un importo complessivo di 11.568,00 euro.
Oltre alle sanzioni pecuniarie, le aziende sono state formalmente intimate al ripristino immediato delle condizioni di sicurezza previste dalla legge. L’attività dei Carabinieri del NIL di Pisa, che operano sotto il coordinamento funzionale del Dirigente dell’ITL (Ispettorato Territoriale del Lavoro), non si ferma qui. I controlli nel settore alimentare proseguiranno in modo sistematico, con monitoraggi pianificati sia in orario diurno che notturno, al fine di prevenire infortuni e garantire la tutela della salute di tutti i lavoratori.
Dall’emersione dello sfruttamento lavorativo alla presa in carico socio-sanitaria, lavorativa e abitativa: è il progetto Servizi di Orientamento al Lavoro ed Empowerment Interregionale Legale, sostenuto da fondi europei, nazionali e regionali, che in Toscana vede coinvolti Regione, Cgil, L’Altro Diritto, Caritas, Arci, Oxfam, Anci, Arti, Smile – l’agenzia formativa della Cgil regionale – e altri soggetti, con l’obiettivo di accompagnare l’inclusione di persone migranti vittime di sfruttamento soprattutto in alcuni settori come agricoltura, moda, servizi, nautica.
E per raccontare l’attività all’interno di Soleil e tracciare le traiettorie future stamani si è svolto a Firenze il convegno “Tutelare il lavoro, contrastare lo sfruttamento”, organizzato da Cgil Toscana, Soleil, Smile e Regione Toscana, a cui hanno partecipato Maurizio Landini (segretario generale Cgil), Luca Tescaroli (Procuratore della Repubblica a Prato), Eugenio Giani (presidente Regione Toscana) e Alberto Lenzi (assessore al lavoro Regione Toscana).
Protagonisti della mattinata, insieme a sindacalisti, sindacaliste, avvocati, dirigenti della Regione, anche alcuni lavoratori e lavoratrici che si sono emancipati da situazioni di sfruttamento.“L’iniziativa ha confermato come in Toscana stia prendendo forma un modello integrato di intervento che unisce presa in carico, tutela, formazione, contrattazione, rappresentanza e tutela legale, con l’obiettivo di fare quadrato contro ogni forma di sfruttamento, in particolar modo verso le persone con background migratorio, e intervenire sul modello di sviluppo per promuovere sostenibilità e legalità.
Questo modello toscano di lotta allo sfruttamento lavorativo, tramite la presa in carico integrata e la forte relazione con l’azione sindacale, può diventare un esempio da seguire, e per questo chiediamo alla Toscana che si passi dalla sperimentazione a una forma strutturale che preveda una cornice normativa e risorse adeguate. Proponiamo che la Regione Toscana sia la prima regione in Italia ad introdurre indici di coerenza in agricoltura nella legge contro lo sfruttamento annunciata da Giani, come l’Umbria fu anni fa la prima regione a introdurre indici di congruità in edilizia”, ha spiegato la Cgil Toscana.
I NUMERI
Nell’ultimo anno e mezzo, Soleil ha coinvolto oltre mille persone (LA NOTA DELLA REGIONE)
Parallelamente, la Filctem Cgil e la Cgil hanno dato vita ad una azione sindacale, contrattuale, sperimentale e specifica di contrasto allo sfruttamento lavorativo nel distretto della moda fiorentino. In 14 aziende 487 lavoratori che lavoravano nelle filiere e negli appalti sono stati internalizzati dalla committenza o ricollocati (in totale sono stati gestiti 750 casi), mentre per altri 350 è stata fatta una contrattazione di secondo livello. 15 sono stati poi gli accordi quadro del sindacato per il reinserimento lavorativo con imprese, gruppi e associazioni datoriali. “Questo caso dimostra che il combinato tra la presa in carico individuale e l’azione contrattuale collettiva può essere una grande leva di contrasto allo sfruttamento lavorativo”, hanno detto Cgil e Filctem.
IL CONVEGNO
Ad aprire i lavori è stato Paolo Gozzani, Segretario CGIL Toscana, che nel suo saluto introduttivo ha sottolineato la necessità di rafforzare strumenti sindacali, istituzionali e territoriali per contrastare sfruttamento e illegalità, costruendo risposte integrate e strutturali. Il cuore dell’incontro è stato dedicato alla “voce dei protagonisti e delle protagoniste”. Simone Cappelli, dirigente del settore lavoro della Regione, ha spiegato le modalità del modello di presa in carico integrata, spiegando come orientamento, tutela legale e accompagnamento al lavoro rappresentino un nuovo paradigma di intervento sociale.
Chiara Bianchi, coordinatrice CGIL Toscana del progetto SOLEIL, ha illustrato come l’innovazione organizzativa abbia trasformato la contrattazione. La lavoratrice Mariela ha raccontato in prima persona l’esperienza di presa in carico, mentre attraverso una video-testimonianza sono emerse le storie dei partecipanti ai corsi SOLEIL realizzati da SMILE Toscana (oltre cento le persone coinvolte dallo scorso dicembre a ora, tra gestione del magazzino, diritto del lavoro, lezioni d’italiano), evidenziando il ruolo centrale della formazione nei percorsi di emancipazione.
L’avvocata Valentina Mannini ha approfondito il tema delle inchieste e degli strumenti giuridici contro lo sfruttamento, collegandosi alle esperienze concrete maturate nei territori. Sul distretto moda fiorentino sono intervenuti Alessandro Picchioni, Segretario FILCTEM CGIL Firenze, insieme ai lavoratori Ahmed, Mahmud e Khaleda, portando testimonianze dirette sulle condizioni di lavoro nel settore moda e sulle azioni di tutela messe in campo. Il lavoro in équipe nella Camera del Lavoro di Firenze è stato al centro dell’intervento di Ilaria Lani, Segretaria CGIL Firenze, affiancata dalla testimonianza del rider Haider.
Un focus specifico è stato dedicato all’agricoltura con Andrea Biagianti, Segretario generale FLAI CGIL Siena, e il mediatore Waqar Khalid, che hanno ripercorso il passaggio dalle Brigate del Lavoro Flai (protagoniste di campagne informative e sindacali anti sfruttamento tra i lavoratori in agricoltura) al protocollo di legalità, come esempio concreto di contrasto al caporalato.
E’ arrivata poi la testimonianza di un lavoratore sul settore nautico, affiancato da Nicola Del Vecchio, Segretario generale CGIL Massa Carrara, che ha evidenziato come dalla denuncia possa nascere una nuova prospettiva di vita e di lavoro dignitoso. A tracciare le traiettorie per il 2026 è stata Gessica Beneforti, Segretaria CGIL Toscana, che ha rilanciato il percorso “FaQ – Facciamo Quadrato” come piattaforma di coordinamento delle esperienze territoriali e di rafforzamento delle reti contro lo sfruttamento. Le conclusioni sono state affidate al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’Assessore al Lavoro Alberto Lenzi, al Procuratore della Repubblica di Prato Luca Tescaroli e al Segretario Generale CGIL Maurizio Landini, che hanno ribadito la centralità dell’alleanza tra istituzioni, magistratura e sindacato per affermare legalità, diritti e dignità del lavoro.
“Il progetto - precisa il consigliere regionale Lorenzo Falchi - rappresenta un modello per proteggere lavoratori e far emergere lo sfruttamento creando una rete di protezione intorno a chi denuncia fatto di tutele legali, supporto sia alla burocrazia che alle reali necessità come casa e salute, formazione e soprattutto reinserimento lavorativo.” “Siamo orgogliosi che la Toscana, insieme alla CGIL, Altro Diritto e a numerose associazioni del territorio, possa dimostrare come si è dalla parte giusta in questo percorso. Non si tratta - conclude Falchi - solo di assistenza, ma di restituire dignità e futuro alle persone.”