Liste di attesa: in Toscana prestazioni la sera e nei fine settimana

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 15 gennaio 2026- Programmare visite specialistiche e prestazioni diagnostiche anche la sera e nel fine settimana? "Buona idea quella del gruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia – commenta l’assessora alla sanità Monia Monni – e infatti in Toscana lo si fa da tempo: il modello Piemonte a cui si richiamano è anche il modello toscano, che per le visite de sabato conta addirittura maggiori volumi della sanità piemontese, che pure ha più residenti". Seicentomila in più.

In Toscana offrire prestazioni sanitarie in orari serali o nel fine settimana non è qualcosa di occasionale o una sperimentazione dell’ultima ora: è una scelta organizzativa strutturale, costruita nel tempo (soprattutto per la diagnostica) al fine di ridurre le liste di attesa e rendere il servizio pubblico più accessibile a tutte e a tutti.

Da gennaio a novembre dell’anno scorso, il 2025, sono state prenotate 239.977 prestazioni la sera, dalle 18 a mezzonotte. I dati sono quelli nazionali del sistema di controllo e monitoraggio delle liste di attesa. Altre 22.639 sono state assicurate nella giornata del sabato, mentre la domenica è riservata a prestazioni ambulatoriali in urgenza. Complessivamente, la sera dal lunedì al venerdì e il sabato, si superano in Toscana le 262 mila prestazioni, che pesano per oltre l’8 per cento sulle tre milioni e 200 mila prestazioni monitorate.

“Si tratta – commenta ancora Monni – di una quota significativa, che dimostra come l’estensione degli orari sia già una componente stabile e rilevante dell’organizzazione della sanità pubblica toscana".

“Continueremo dunque a tenere aperte le agende nelle fasce serali e nei fine settimana – conclude Monni -. Il problema delle liste di attesa non si risolve comunque solo così. È un lavoro complesso, che richiede programmazione, investimenti e attenzione costante al lavoro delle professioniste e dei professionisti sanitari. Ha a che fare con l’appropriatezza delle prescrizioni, su cui abbiamo lavorato e continueremo a lavorare. Riguarda anche i tetti di spesa del personale, fermi da anni, che riducono la possibilità di nuove assunzioni.

Da tempo chiediamo al Governo di rivederli ed ugualmente abbiamo chiesto di investire maggiormente sul sistema sanitario pubblico, destinando alla sanità nazionale almeno il 7,5% del Pil, perché senza investimenti e risorse adeguate una sanità pubblica e universalistica non può sopravvivere”. “E così - sottolinea - che la si rafforza davvero: non con annunci, ma con scelte coerenti e con la responsabilità di chi considera la salute un diritto universale, da garantire ogni giorno”.

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“I numeri e le parole snocciolate dall’assessore Monni ci fanno capire che siamo riusciti a toccare un nervo scoperto della sanità toscana. Chiederemo che l’assessore faccia una audizione specifica in Commissione Sanità.

Monni fa riferimento a dei dati che necessitano di essere interpretati nel modo corretto e non solo per strumentalizzare la questione. L’assessore parla di prestazioni tra le ore 18 e le ore 24 dal lunedì al venerdì senza specificare che teoricamente i presidi dovrebbero rimanere aperti fino alle ore 20, vorremmo sapere quali e quante visite, quante operazioni e quante prestazioni diagnostiche vengono attualmente erogate dopo le 20 e anche in quali Asl. Dopodiché l’assessore si riferisce alle prestazioni del sabato, tralasciando il fatto che il sabato mattina è sempre dedicato al recupero degli interventi, anche in questo caso vorremmo sapere specificatamente quali e quante ulteriori prestazioni siano state erogate nella giornata del sabato e in quali Asl.

Infine, ciliegina sulla torta, Monni dice che la domenica sono assicurate ‘prestazioni ambulatoriali in urgenza’, e noi aggiungiamo che ci mancherebbe altro! Comprendiamo che l’assessore debba ancora masticare la materia, ma scambiare le prestazioni programmate con quelle d’urgenza è piuttosto grave anche per una neofita.

Inoltre le facciamo presente che ci sono alcune Asl, come la Nord Ovest, dove risulterebbero addirittura ridotte all’osso le prestazioni aggiuntive canoniche. Se per l’assessore va tutto bene e la Toscana sta già facendo abbastanza per abbattere le liste d’attesa, abbia il coraggio di chiedere ai toscani se è così, ci risulta che molti cittadini non si siano accorti di questo imponente sforzo da parte della Regione.

La verità è che nel corso del 2025, fino a giugno, le prestazioni aggiuntive, mirate non solo al “recupero” delle liste di attesa, ma anche non di rado utilizzate per il normale funzionamento dei reparti, sono state assicurate in Toscana “a macchia di leopardo” soprattutto negli orari serali e talvolta il sabato pomeriggio. Da giugno in poi, ed ancora più clamorosamente da settembre il numero di queste prestazioni è vertiginosamente calato a causa di una riduzione dei finanziamenti dedicati. Da rilevare anche che ogni Area Vasta si è comportata come meglio credeva, senza che fossero adottati criteri omogenei in Regione. Dal 2026 se nulla cambia si navigherà a vista anche perché il messaggio che sta arrivando alle Direzioni Generali parla di riduzione dei fondi.

Noi la aspettiamo in Commissione per parlare di questo importante tema e riteniamo che anche la Toscana debba fare come altri Regioni italiane, così come suggerito dal ministro Schillaci, erogando in modo organico - e non sporadico - le prestazioni anche in orario serale e nel fine settimana, il nostro obiettivo è esaurire le prestazioni programmare” affermano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Diego Petrucci (componente della Commissione Sanità) ed Enrico Tucci (vicepresidente della Commissione Sanità).