Lamberto Pignotti: Visibile e invisibile

Redazione Nove da Firenze

Palazzo Sacrati di Firenze, sede della Regione Toscana, ospita la mostra dedicata a Lamberto Pignotti, del centenario della nascita. Il percorso espositivo presenta oltre cento opere provenienti dalla Collezione Carlo Palli di Prato – in parte dal suo Archivio e in parte dalle sue donazioni al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci – e copre un arco temporale che va dai giovanili disegni a matita fino ai lavori più recenti, restituendo la straordinaria coerenza poetica e la continua sperimentazione dell'artista.

Le opere in mostra documentano i nuclei fondamentali della ricerca verbovisiva di Lamberto Pignotti: i collage su carta stampata degli anni Sessanta, le serie Zero, Souvenir eVersus (1969-1970), i francobolli, le scritture su cartoncino del 1968, i frammenti di voce femminile rubati al quotidiano; le cicliche Decomposizioni (1976-1979) eVisibile Invisibile; le serie degli anni Ottanta e Novanta, daiDrink Poemfino ai collage degli anni Novanta e Duemila, dove scrittura, immagine e ironia si fondono in un unico, inesauribile sistema di senso.

Lamberto Pignotti VISIBILE INVISIBILE è l'esposizione che pone lo spettatore al centro della riflessione radicale sulla saturazione visiva e verbale della società contemporanea e la consapevolezza che il linguaggio – verbale o iconico – non è mai trasparente, vuoto o silenzioso. La mostra raccoglie questa lezione e la restituisce nella sua piena coerenza, dall'ironia tagliente dei collage degli anni Sessanta fino alle raffinate stratificazioni semiotiche delle opere più recenti. Lamberto Pignotti nasce a Firenze nel 1926, dove si laurea e risiede fino al 1968, anno del trasferimento a Roma.

Già nel 1944, assimilata la lezione delle avanguardie storiche, avvia le prime sperimentazioni di arte verbovisiva. A metà degli anni Cinquanta inizia l'attività saggistica, orientata alla critica militante e all'attualità culturale, con collaborazioni regolari a quotidiani e periodici nazionali («Paese sera», «La Nazione», «L'Unità», «Rinascita») e a programmi RAI.

Negli anni Sessanta concepisce e teorizza le prime forme di "poesia tecnologica" e "poesia visiva", di cui cura nel 1965 la prima antologia. Nel 1963 è tra i fondatori del Gruppo 70 e partecipa pochi mesi dopo alla formazione del Gruppo 63. Dal 1971 al 1996 insegna prima alla Facoltà di Architettura di Firenze e poi al DAMS di Bologna, sviluppando corsi dedicati ai rapporti tra avanguardie, mass-media e new-media.

La sua ricerca artistica si fonda sull'interazione tra codici eterogenei — linguistici, visivi, sonori, olfattivi, gustativi, tattili, comportamentali, spettacolari — dando vita a una produzione multimediale e sinestetica che comprende: events e performance, "Poesie e no", cine-poesie, cassette logo-musicali, libri oggetto in plastica, poesie da toccare, da bere, da mangiare, "chewing poems" e, naturalmente, poesie visive realizzate attraverso collage o interventi su fotografie di cronaca, moda e pubblicità.

Ha pubblicato opere di poesia, narrativa, saggistica e poesia visiva presso i principali editori italiani (Mondadori, Einaudi, Marsilio, Laterza, Skira, tra gli altri). È incluso in numerose antologie italiane e straniere ed è oggetto di una vasta letteratura critica. Nel 2025 le edizioni Mimesis pubblicano, a cura di Teresa Nocita, le Opere letterarie, che raccolgono l'intera produzione poetica e prosastica.Sul piano espositivo, ha partecipato alla Biennale di Venezia in sei edizioni (1966, 1972, 1978, 1980, 1986, 1993), a Documenta 5 (Kassel, 1972) e alla XI Quadriennale di Roma (1986).

Le sue opere sono conservate in istituzioni italiane e internazionali. Nel 2023 il suo compendio archivistico e librario è stato dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio e acquisito dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che gli ha successivamente dedicato la mostra Originali.

In occasione del centenario della nascita, la sua figura è al centro di un ciclo intenso di mostre, pubblicazioni e convegni in tutta Italia e all'estero, che confermano la centralità del suo contributo alla storia dell'arte e della poesia del Novecento.