La sanità toscana vista dai medici che ci lavorano

Redazione Nove da Firenze

Firenze, 8 luglio 2026 - "La Toscana si conferma tra le regioni che esprimono le migliori performance del Servizio sanitario nazionale. I cittadini continuano ad avere un elevato livello di fiducia nei confronti dei medici, la mortalità evitabile resta tra le più basse del Paese e la dotazione di medici specialisti è superiore alla media nazionale. Sono risultati che testimoniano il valore del nostro sistema sanitario e l'impegno quotidiano dei professionisti. Ma sarebbe un grave errore considerarli acquisiti una volta per tutte: oggi abbiamo il dovere di preservare questo patrimonio affrontando con decisione le criticità che stanno emergendo".

Così Pietro Dattolo, presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze, commenta i dati presentati dall'Istat nel corso dell'audizione alla XII Commissione Affari Sociali della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'attuazione dei Livelli essenziali di assistenza e sull'erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni."Il quadro delineato dall'Istat ci dice che il Servizio sanitario nazionale continua a funzionare, ma è sottoposto a una pressione sempre maggiore.

La diminuzione dei medici di medicina generale, l'età sempre più avanzata di molti professionisti, la difficoltà nel reperire specialisti e infermieri e l'aumento delle patologie croniche – sottolinea Dattolo parlando del contesto nazionale – rischiano di mettere in difficoltà un sistema che oggi regge soprattutto grazie alla responsabilità e alla dedizione di chi ci lavora. È indispensabile programmare il ricambio generazionale e rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie".Il presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri fiorentini evidenzia anche un altro dato preoccupante che emerge dall'indagine Istat.

"Quasi sei milioni di italiani hanno rinunciato a visite o accertamenti diagnostici per le liste d'attesa o per motivi economici. Quando il diritto alla cura viene condizionato dai tempi di accesso o dalla possibilità di pagare – spiega Dattolo – significa che il sistema sta perdendo una parte della propria universalità. Ridurre le liste d'attesa significa garantire equità e tutelare concretamente il diritto alla salute"."L'Istat evidenzia anche come l'invecchiamento della popolazione e l'aumento della multicronicità rendano sempre più necessario rafforzare la sanità territoriale.

Ospedali e pronto soccorso non possono essere lasciati soli a rispondere ai bisogni dei cittadini. Servono Case della Comunità realmente operative, assistenza domiciliare, una presa in carico multidisciplinare e una rete integrata tra medici di famiglia, specialisti e servizi territoriali. È questa la strada per mantenere alta la qualità della sanità toscana e garantire un futuro al Servizio sanitario nazionale", dice il presidente dell'Ordine."Gli altri elementi preoccupanti, anche per la Toscana, sono la spesa out-of-pocket, cioè i pagamenti diretti effettuati dai pazienti per visite, esami, ticket o farmaci, e l'aumento delle spese per le assicurazioni private - continua Dattolo -.

Per chi ha a cuore l'universalità e la gratuità del servizio sanitario nazionale sono questioni che non possono essere sottovalutate"."I dati sull'accessibilità ai pronto soccorso invitano infine a una riflessione. L'Istat evidenzia come Firenze presenti una delle situazioni più critiche tra le città metropolitane analizzate per la possibilità di raggiungere rapidamente un presidio di emergenza. È un elemento che merita attenzione nella programmazione sanitaria, perché la qualità dell'assistenza non dipende soltanto dall'eccellenza delle strutture e dei professionisti, ma anche dalla loro effettiva accessibilità per i cittadini.

È su questi aspetti che dobbiamo concentrare gli investimenti e le scelte dei prossimi anni", conclude Dattolo.